Della Valle e Camusso contro Marchionne. Ma io sto con lui, via dall’Italia

di TONTOLO

Posso dire una cosa che a molti darà fastidio? Io sto con Sergio Marchionne: se ha deciso che la Fiat deve lasciare questo sgangherato e marcio Paese, fa solo bene. Basta che non faccia il giochino per poi farsi concedere nuova assitenza da parte dello Stato, ma non mi pare il tipo.

Oggi invece tutti se la prendono con lui perché ha fatto capire che, colpa il crollo del mercato, il programma Fabbrica Italia deve essere messo in stand by. E mi fa ridere che nel tiro al Marchionne si siano trovati alleati Diego della Valle e Susanna Camusso. Mi fa proprio ridere, per non dire piangere: l’imprenditore che fa le scarpe chissà dove e si riempie la bocca di italianità e la leader del sindacato più conservatore del globo.  Della Valle se la prende con a.d. e presidente: ”il vero problema della Fiat – attacca – non sono i lavoratori, l’Italia o la crisi che sicuramente esiste: il vero problema sono i suoi azionisti di riferimento e il suo amministratore delegato. Sono loro che stanno facendo le scelte sbagliate’. È bene – afferma Della Valle – che questi ‘furbetti cosmopoliti’ sappiano che gli imprenditori italiani seri, che vivono veramente di concorrenza e competitività, che rispettano i propri lavoratori e sono orgogliosi di essere italiani, non vogliono in nessun modo essere accomunati a persone come loro”. “Continua – aggiunge Della Valle in una nota – questo ridicolo e purtroppo tragico teatrino degli annunci a effetto da parte della Fiat, del suo inadeguato amministratore delegato e in subordine del presidente”. Contro il top manager del Lingotto anche la leader della Cgil, Susanna Camusso: ”Marchionne ha avuto la produttivita’ in piu’ e non ha fatto nulla. L’accordo di Pomigliano e’ una barbarie”.

Marchionne, sculta il Tontolo, prendi tutto e vai dove ritieni. La Fiat è stata quel che è stata, ha succhiato tanto dallo Stato, ma non è l’unica grande azienda che l’ha fatto, e ora se non ha più strategie per l’Italia (e la comprendo), meglio che chiuda baracca e burattini.

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14 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    I tomaifici sono scappati tutti dall’Itali da ormai tempi immemorabili. Sono rimasti suolifice e tacchifici (pochi) ed assemblando questo i calzaturifici fabbricano le scarpe “made in Italy”.
    Io non so se Dalla Valle ci sia o lo faccia, ma sono più portato per la seconda ipotesi e vorrei sapere la provenienza dei componenti delle sue scarpe.

  2. ines maggiolina says:

    Tontolo attacca Della Valle perchè il padroncino di Firenze ha già il suo difensore in Paragone, gli ex leghisti si sono riposizionati e si stanno riposizionando….

  3. Francesco says:

    Tontolo, ho sempre apprezzato i tuoi interventi su tutti gli argomenti, ma stavolta….
    Dato che vivo in Brasile e la paga di un operaio è di circa € 300 al mese, oltre a poter essere licenziati da un giorno con l’altro, e le auto, peggiori di quell europee sono vendute al 50% in più a star bassi, direi che per la Fiat è abbastanza facile andar via dall’Italia per investire qui. Peccato lo facciano coi soldi dei contribuenti italiani che li hanno foraggiati, via finanziamento statale, per 100 anni.
    Mi dispiace ma hai sbagliato stavolta… a volte questo giornale, nella furia anti-italiana (che condivido al 90% su questione interne), si dimentica di come gira il mondo. Viaggiate un po’ di più…

  4. dariuciu says:

    In nomen omen..Ho quasi sessantanni sono torinese figlio di torinese,praticamente un panda.Dove va la fiat non mi interessa ma non e accettabile che la valanga ripeto valanga di denaro che in almeno cinquantanni la famiglia agnelli ha inglobato non venga almeno in parte restituita alla citta o al paese ,come volete. La citta e una babilonia in tutti i sensi.La gdf avrebbe da fare….volendo, con gli eredi.Interdetto ogni commento futuro sui torinesi….non esistiamo piu e fra i pochi rimasti la maggior parte e legata alla “banda dei quattro” agnellina. Tristezza ed infamia eterna sui responsabili…

    • gianluca says:

      Ma come è possibile pensare che una spa privata restituisca i soldi avuti dallo Stato a fondo perduto??? E’ pure illusione, piuttosto chiudono. Non hanno alcun vincolo, qualcuno glieli ha dati, loro li hanno presi e i dipendenti hanno lavorato. punto. Adesso non c’è più storia

      • caterina says:

        ma insomma, cosa vogliamo! per fortuna gli Agnelli hanno comperato quadri, e anche belli, e in un rigurgito di coscienza, li hanno donati allo stato, e stanno lì, sopra la cattedrale dei consumi che è diventata il lingotto… il tutto, struttura, pista, pinacoteca e panorama sulla città, merita un viaggio… Torino si darà al turismo, non in macchina, lasciamola a casa, costa troppo, ma i treni migliori sono su quella città… la quale oggi si dà al cinema:
        fa da set a cento vetrine e nel parterre dell’ex sinagoga mole antonelliana vi aspetta una carrellata di un secolo, appunto il secolo dei lumi, cioè di lumière fra felliniani marchingegni..
        Che si fa? non resta che adeguarci ai tempi!

  5. rupert67 says:

    Grandissimo Tontolo, continua ad andare controcorrente. In un mondo di baciasanti e baciapile sei un faro, una fiaccola! Non ti curar di chi parla a vanvera e puntualizza inutilmente senza capire…Tu sei Tontolo mica chi finge la rivoluzione e poi si accuccia a Domaso dal padrone……

  6. Giacomo says:

    “Basta che non faccia il giochino per poi farsi concedere nuova assitenza da parte dello Stato…”.
    Esatto. Basta FIAT. Quella è la porta. L’economia Piemontese rinascerà con le SME. Una grande industria fa bene solo se è competitiva, non se è assistita. Essere assistiti è il marchio di fabbrica della FIAT.

  7. Arcadico says:

    Una volta si diceva … va bene la Fiat … va bene l’Italia!

    Erano gli anni ’60 quelli del boom economico!

    Poi il licenziamento del povero Ghidella quello che ‘ingegnava’ (faceva) di auto per Romiti che si ‘ingnegnava’ (occupava) di conti!!

    Oggi che il mercato non tira più non basta solo produrre e tenere sotto controllo i conti … occorre anche che il prodotto abbia dei prerequisiti che gli consentano di preferirlo ai concorrenti del settore!!

    Quali sono questi prerequisiti?

    Restyling, modelli americani, natural power?

    Un prerequisito è il costo!

    In questa logica va bene abbassarlo con la produzione delocalizzata e dove si riescono a reperire risorse pubbliche!

    Classico modello da multinazionale!

    Mercedes, Bmw, Volkswagen riescono invece rimanendo in Germania a produrre modelli (costosi) appetibili al mercato.

    Due filosofie industriali differenti del tutto legittime.

    L’equivoco era … non sciogliere il nodo gordiano del piede in due scarpe: o l’una o l’altra!!

    Cosa avrebbe dovuto fare il povero Marchionne dire chiaramente quale direzione gli era stata indicata dalla proprietà? Smettiamola di fare gli ingenui … si vedeva già da tempo!!!

    Quindi il problema non è Marchionne o la proprietà che in un mercato libero fino a prova contraria può fare … quello che vuole ma la’ colpa’ è del sindacato che ‘ciurla nel manico’ non aprendo gli occhi alla propria base lavoratrice chiedendole di cercarsi un altro lavoro.

    Altre logiche sono solo … clientelari o … politiche!!!

    In questa logica i modelli sbagliati non centrano nulla e il povero Marchionne meno che meno!!!

  8. Arsem says:

    …”Oggi invece tutti se la prendono con lui perché ha fatto capire che, colpa il crollo del mercato, il programma Fabbrica Italia deve essere messo in stand by”…
    Non è il mercato in crisi è lui che non è grado di fare macchine vendibili e competitive. Infatti dovrebbe essere coerente con se stesso ricordando che il mercato libero, quello che lui tanto ama, lo sta premiando alla grande.
    L’unica cosa che sa fare e andare in giro per il mondo a cercare fondi acquisendo fabbriche fallite oppure fabbriche chiavi in mani rese disponibili a costo zero, come in brasile, serbia, russia etc.
    Quindi, per ragioni differenti, concordo sul fatto che sarebbe auspicabile che se ne vada, evitando di strumentalizzare gli eventi per meglio accordarli alla propria volontà ormai non più nascondibile di non aver mai avuto seriamente la volontà di rimanere qui.
    La logica o semplicemente il buon senso o l’educazione come si suol dire, imporrebbero, oltre che alle scuse, almeno che la dinastia di cui lui è il rapprentante restituisse ciò che hanno percepito. Capisco però che ciò sia difficile riaverlo perchè essi sono dei professionisti, quindi sono abituati a farsi pagare sempre, sia che vincano o che perdano. Un pò come gli “avvocati” di una volta.

  9. Fauto Masetto says:

    Tontolo sei incommentabile. Non mi piace Della Valle, non amo la Camusso, ma tu puoi seguire gli Agnelli in America e fargli da cavalier servente. La Fiat e gli Agnelli hanno avuto di tutto e di più dallo stato italiano. Gli abbiamo regalato anche un posto a vita in senato (quei posti che voi contestate). Senza contare quelle persone che per colpa di questa lurida speculazione resteranno senza lavoro . Tontolo ti propongo di vivere con le regole americane o cinesi o brasiliane e rinuncia alle protezioni italiane e firmati con il tuo nome e cognome.

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