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Del Zotto: Venezia, sei unica al mondo. Con Partito dei Veneti alzati in piedi

di Pierangelo Del Zotto – La sfida che ci impongono i tempi sembra contro la forza di gravità. Governare Venezia è come sedere a testa in giù sulla cima più alta della catena dell’Everest. I paradossi si sprecano. E’ la città più bella del mondo, è il paradigma della perfezione, dentro un abito consumato e malato. Le intemperie umane, la politica disinvolta che si attacca all’immagine della capitale mondiale dell’arte, dell’identità veneta, riducendo questo patrimonio che è di tutti e di nessuno a merce di scambio, a volgare alternanza destra sinistra, buoni cattivi, colti o improvvisati, rendono questa sfida amministrativa la più avvincente della mia esperienza politica.

Bilanci ne ho visti tanti, ne ho risanati molti, è il mio mestiere. Già ho salvato quello della Provincia di Venezia, da assessore, ridando senso al valore della spesa pubblica per il bene comune. Faccio il dottore commercialista e vi dico subito che non faccio politica di mestiere. Ma il bilancio questa volta non è solo far quadrare i conti, è far tornare i conti della storia.

Siamo figli di una terra che ogni giorno si reinventa, non siamo qualcosa di diverso o lontano rispetto ad altre identità ma, ci spiace quasi ammetterlo, abbiamo una forza e una spinta che viene da ciò che siamo stati, da ciò che non rinneghiamo, che difendiamo. Venezia è eterna e senza tempo è la forza dei veneti. Venezia non è Milano, che corre vitale e distratta, non è Roma con la sua romanità mondana. Il capolavoro che Venezia ha generato è il suo popolo, questo fa la differenza che impone, alla nostra morale, di non poter essere subalterni ai politici mercenari, anche veneti, che di veneto non hanno che l’accento. E che barattano, con chi ha la testa da un’altra parte, non a casa nostra, ciò che ritengono sia “bene” per Venezia: ruoli, visibilità, fama, notorietà. Ragioniamo con la nostra testa, non con quella di altri.

Da qui sono partiti gli eserciti che hanno salvato la cultura dell’occidente. Da qui parte un gruppo di donne e uomini che sparigliano l’esistente nei suoi precari equilibri.

Sono capolista per il Partito dei veneti in consiglio comunale a Venezia.  Ne sono orgoglioso. Sappiate che rispondo e risponderò solo ai veneti. Non ad altre città, ad altre regioni. E’ qui che si compie il mio destino di politico. E’ qui che rendo conto alla mia gente. E’ qui che la gente mi giudica. Non altrove. E’ qui che le scelte si pagano. E’ qui che la campagna elettorale si misura con il ricordo di ciò che siamo stati e che abbiamo fatto, e che ci aprirà a nuove stagioni.  La mia faccia non ha scheletri negli armadi. Il risultato di questa squadra sarà anche la somma di questa memoria. Più che i nomi, contano i fatti.

Il Nord, nel suo insieme, subisce oggi la deriva di un malessere profondo, perché è proprio da casa nostra che il tarlo del tradimento ha lavorato per svendere i nostri interessi in nome di uno Stato che non ci difende, non ci rispetta, divora le nostre tasse, squassa il tessuto sociale, con una  scuola che rinnega il suo ruolo, un sistema fiscale che ci fa emigrare, come fecero i nostri avi.

Abbiamo, se l’avremo, una sola possibilità. Che è quella di votare per noi stessi. Io mi chiamo Pierangelo e Del Zotto è il mio cognome. E scusate se è poco. E’ un cognome che da capo a piedi, appartiene a generazioni come tanti di noi che hanno lavorato con la vanga, non con la zappa. Dalle nostre parti la terra si lavora con la schiena diritta, altrove la si piega. Cinicamente non dimentichiamo chi ci ha fatto lo sgambetto, con senso di responsabilità alziamo il nostro vessillo in questa campagna elettorale, perché, vada come vada, il vento del cambiamento parte dal Veneto e qui torna. Ha i nostri volti. Nello scenario statico e necrotizzato della politica, la sola cosa vera è il popolo che vuole autogovernarsi. E il Veneto lo può insegnare, altre terre possono solo andarsi a nascondere.

Venezia, non i capipopolo, ha bisogno di pieni poteri per salvarsi e per ridare dignità al popolo dei Veneti. Il suo Partito è ora la casa di tanti, vorrei di tutti.

Pierangelo Del Zotto – Partito dei veneti/Confederazione Grande Nord

 

 

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1 Comment

  1. Il debito pubblico italiano, e ci tengo a ripetere italiano, è ormai alle soglie dei 2.500 miliardi di euro di cui il Veneto ne detiene la percentuale di ZEROOOO !!!!
    Ricordiamocelo sempre questo quando parliamo di noi Veneti.
    Qui in Italia la solidarietà l’hanno scambiata per una cosa che una volta chiamavano in altro modo tipo : depredare, imporre, rubare etc..etc..
    Ci stanno semplicemente spremendo come i limoni e per che cosa?
    Dobbiamo essere autodeterminati ed liberi di poter disporre dei nostri sacrifici dati dal lavoro e non dover subire in continuazione tasse diventate ormai insopportabili. WSM

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