Del Zotto: Mestre non è Venezia, finalmente il referendum per tornare città autonoma

Schermata 2019-09-19 alle 20.10.56

di Pierangelo DEL ZOTTO – Venezia non è Mestre. Mestre non è Venezia. Il centralismo può unire forzatamente ma la storia chiede sempre il conto, anche se quasi un secolo dopo e con innumerevoli battaglie, scontri politici. Ne più ne meno come come altri Comuni, Mestre nel 1926 subì la fusione fascista a freddo unendosi a Venezia. Ma Venezia non è Mestre. Mestre non è Venezia.

Se avesse avuto in un secolo, la sua piena dignità di città, avrebbe potuto crescere e svilupparsi come tutti gli altri capoluoghi del Veneto. Mestre come Padova. Mestre come Vicenza. Mestre come Verona. Ecco, questo sì funziona. Quasi un secolo, è davvero incredibile che i tempi italiani siano così preistorici e pletorici e non guardino mai in faccia il volto della gente, dei cittadini, mai uno sguardo di attento rispetto civico verso chi porta il nome di una terra, di una storia, di una cultura. Città come carte da bollo. Polvere.

PRIMA IL VENETO, movimento da sempre attento alle istanze di autogoverno, sia esso politico quanto amministrativo, saluta con favore il riconoscimento ufficiale della legittimità del referendum per la separazione amministrativa di Venezia e Mestre, certo che ciascuna delle due entità sarà in grado di soddisfare le proprie esigenze fino ad ora sacrificate da un disegno unificatore risalente al regime fascista.

Ma ci voleva così tanto per smontare un accorpamento nato per ragioni antistoriche?
Disegno così simile alla creazione della attuale Città Metropolitana voluta dal Ministro Del Rio e che mal si concilia con il comune concetto di Metropoli e che attualmente da una lato “schiaccia” la realtà di Venezia sulla monocultura turistica i cui danni tra vent’anni verranno assimilati a quelli fatti dalla monocultura chimica di Porto Marghera di un secolo fa, e dall’altro ha da sempre impedito a Mestre di avere un proprio sviluppo e una propria dignità. Ci siamo quasi alla liberazione da questa gabbia.
Nel condividere il passo della sentenza del Consiglio di Stato laddove si dice che “ il Giudice deve lasciare le scelte politiche ai soggetti politicamente responsabili, incluse le popolazioni interessate“, auspicando che ciascun Ente faccia la propria parte con responsabilità e non per proprio interesse, PRIMA IL VENETO. ritiene che “questa sia l’ultima possibilità concreta per dare un futuro a Venezia e a Mestre, Entità dialoganti ma separate”.

Padroni a casa nostra, simili ma non uguali-

PRIMA IL VENETO, Confederazione GRANDE NORD Veneto

Pierangelo Del Zotto 

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

One Comment

  1. caterina says:

    storia e diagnosi perfetta che finalmente dia dignità a entrambe le città, perché se una pensa di sacrificare l’altra finirà per fare il danno di entrambe…che già è stato assai grande!!!

Leave a Comment