De Girolamo, vice della Giunta per le autorizzazioni a procedere: indagata e giudice di se stessa

di BRUNO DETASSISdegirolamo

Il conflitto di interessi è una bazzecola. E siccome il fatto risale a qualche settimana fa e nessuno ha mosso ancora un dito per rimuovere la pesante contraddizione, noi torniamo a parlarne. Anche perché a nessun cittadino non parlamentare è concesso in una indagine di poter essere al tempo stesso sia indagato che giudice di se stesso in tribunale. Il caso De Girolamo sta lì a dimostrarlo dopo che, dallo scorso gennaio, dopo forti pressioni del M5S, l’allora ministro Nunzia De Girolamo lasciò lo scranno di ministro agricolo dopo le indagini che la riguardano sulla sanità campana. Ricordate la sua autodifesa in aula, in beata solitudine? Nessuno che l’ascoltasse, che le dimostrasse umana solidarietà, così come spesso e volentieri accade tra colleghi se non, addirittura, registrare cori da stadio contro l’autorizzazione a procedere di tizio o di caio?

Ecco qua, è arrivato per Nunzia il momento della rivincita, alla grande: la giovane parlamentare del Nuovo centro destra, è infatti diventata vicepresidente della Giunta delle autorizzazioni della Camera dei Deputati. Cioè quell’organo che decide, in base alle richieste della magistratura, se acconsentire alle misure cautelari o meno nei confronti dei propri colleghi, ricordano un po’ scocciati i deputati 5 Stelle.

“Quindi controllori e controllati diventano la stessa persona. Indagati diventano vice presidenti della Giunta che autorizza gli arresti. E non è escluso che, domani, la De Girolamo voti sulla sua stessa richiesta d’arresto. E’ surreale? No. E’ la classe politica italiana”. Questa è l’Italia. Indifendibile.

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One Comment

  1. marco preioni says:

    Cose che succedono anche nel lombardo-veneto. In quanto a conflitti d’ interesse, la Padania non è seconda a nessuno.
    Evviva !

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