Deflazione, crescita zero, chiudono anche le cascine. L’Isis ci conquista, la sinistra dà il colpo di grazia

svizzera lombardia

di GIULIO ARRIGHINI – Forse la gente, con la scusa che ci sono le vacanze, non sta a guardare cosa afferma l’Istat e cioè che 16 città italiane sono in picchiata, in deflazione, e che il Pil è a crescita zero. Diciamo pure che anche senza l’Istat le famiglie sanno far di conto e vedono cosa resta in tasca. Se i prezzi raffreddano, e si fa per dire, non diminuiscono le tasse, le accise, i costi fissi sulle bollette, che superano i consumi effettivi di luce, acqua e gas.

La deflazione, per comunciare. A luglio sono 16 le grandi città italiane colpite, due in più rispetto a giugno. La flessione dei prezzi si riduce nel Nord Ovest (-0,3%, da -0,6% del mese precedente) e nelle Isole (-0,1%, era -0,3% a giugno), nel Centro e nel Sud si azzera (era rispettivamente pari -0,3% e -0,1% a giugno). Nel Nord-est, infine, si assiste a un’inversione delle tendenza (+0,1%, da -0,1% di giugno). Tra le città Milano registra ancora la flessione piu’ ampia (-0,6%, in attenuazione dal -1% di giugno). Seguono Ancona, Bari e Potenza (-0,5% per tutti e tre i capoluoghi di regione) e Palermo e Reggio Calabria (-0,4%). A Roma, invece, il calo si ferma al -0,2%. I prezzi continuano ad aumentare invece soprattutto a Parma e Livorno (+0,6% per entrambe), Verona (+0,5%), Bolzano e Trieste (+0,4% per entrambe).

Ma la schizofrenia prosegue. Perché la Coldiretti è in allarme. “Il carrello della spesa è più caro per gli italiani anche per effetto dell’aumento degli alimentari sugli scaffali ma la deflazione ha effetti devastanti nelle campagne dove le quotazioni rispetto allo scorso anno sono praticamente dimezzate per il grano duro (-42%) fino al calo del 24%”. A luglio infatti sulla base dei dati Istat sono rincarati gli alimentari dello 0,6% su base annua, in netta controtendenza alle riduzione dei prezzi che si stanno verificando nelle campagne.

Si chiuderanno anche i campi. Nel secondo trimestre del 2016 il prodotto interno lordo, è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,7% nei confronti del secondo trimestre del 2015. Cioè il nulla.  Uscire da questo paese è una necessità.  La Lombardia, il Nord, da soli, possono fare meglio. Non serve guardare tanto lontano per immaginarsi come potremmo vivere se i gendarmi alla frontiera reinviassero a casa loro i migranti o se le tasse dovessero scendere come in Canton Ticino. Dove fare impresa, nonostante la crisi che colpisce tutti, conviene più che nella Lombardia dell’Expo.

Segretario Indipendenza Lombarda

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6 Commenti

  1. luigi bandiera says:

    Non vorrei vantarmi ma sembra che si giri attorno a delle mie ormai vecchie osservazioni di cui poi le mie considerazioni. Pero’: preghiamo, magari qualche Santo ci ascoltera’.
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    Vedete, chiunque puo’ leggere i fatti e poi constatare, come fa del resto la Squadra de l’Indipendenza Nuova, che cosi’ non va proprio. Io sono in linea…
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    Non so voi ma, sempre io e per chiarire meglio, mi trovo sempre allineato con quanto scrive la Testata che ci ospita.
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    Certo, a volte qualcosa non e’ accettato ma diciamo che sono anche cose trascurabili. Solo un pignolo (io a volte lo sono ma sono il piu’ peccatore di tutti e dovrei tacere) non accetta le news che arrivano dalla Squadra.
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    Girarci attorno ai dati dell’istat o dell’ocse o del pinco pallino serve per l’intellighenzia (la teoria) ma non per la PRATICA DI TUTTI I GIORNI che cittadini normali sebbene con pezzi di carta (lauree) in tasca, devono affrontare e cioe’ il vivere NORMALE o comune.
    Beh, si sa, non tutti possiamo essere dei Riina, dei Galan, dei Silvius, dei Benetton e cosi’ via fino al Bill Gate.
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    Dunque, i FATTI sono l’ANCORA. LA VERITA’.
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    E’ vero o non e’ vero che il LAVORO manca e anzi sta calando..? Calano le fabbriche e quindi calano i dipendenti (PRIVATI) di cui i versamenti nelle casse dello stato.
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    Se tutto il sistema vive col lavoro (PRIVATO) e questo lavoro cala, non cresce e non so fa si che i dipendenti (PRIVATI) siano sempre meno, ma al contrario le dipendenze PUBBLICHE aumentano prima per i cittadini italiani sempre in aumento in fatto di DISOCCUPAZIONE (CSIG docet) e poi per i vari “disperati” “salvati” dalle nostre FFAA che dovrebbero DIFENDERCI ma non lo fanno… Ebbene, abbiamo sulla gobba un FRAKAX di gente da MANTENERE..!!
    NOI PRIVATI, ovviamente..!
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    Serve baruffare tra noi per risolvere la questione o basta essere davvero dei SERI PARTIGIANI per far correre, da un’altra parte, STI KAX DI INVASORI..??
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    Cosi’ possiamo, con tranquillita’ e senza tanti raggiri e menzogne, risolvere i nostri bisogni. O no..??
    No. Non si puo’ perche’ prima vengono GLI INVASORI e POI FORSE, bonta’ loro, NOI CHE PAGHIAMO..!!
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    Uhei, la 180 ha fatto chiudere i manicomi ma forse sara’ il caso di rivedere tutto il contesto..?? Visti i chiari di Luna..??
    Dai, davvero: PREGHIAMO perche’ i MATTI si ravvedano..!
    Salam

  2. Michele says:

    Io pensavo che almeno questo giornale si distinguesse dagli altri veicoli d’informazione se non altro per la capacità di vedere le cose dal di dentro e per la serietà con cui i fatti vengono analizzati e filtrati.
    Il presente articolo invece ripete pari pari, e con gli stessi toni allarmistici, quanto i media mainstream, notoriamente allineati al governo centrale, da sempre vanno dicendo in tema di deflazione.

    Leggo: “[…] La deflazione, per cominciare. A luglio sono 16 le grandi città italiane colpite […]”.

    Si usa il verbo “colpire”, come se il calo dei prezzi fosse una disgrazia! Da che mondo è mondo le persone accorte, prima di cimentarsi in un acquisto importante, o anche mentre fanno la spesa di tutti i giorni, cercano il venditore che lo propone lo stesso prodotto a minor prezzo. E su questo punto, non ho mai sentito alcun dissenso da parte dei miei interlocutori. Quando invece si parla di un calo generale dei prezzi, cioè di deflazione, allora i fatto viene annunciato alla stregua di uno tsunami, anziché come una notizia favorevole per il nostro portafoglio.
    La banda di “economisti della domenica” che ci stanno rovinando i risparmi è estremamente allarmata dalla deflazione perché, secondo le teorie bislacche che hanno imparato a scuola e interiorizzato senza alcuno spirito critico, il benessere del cittadino (e dell’economia in senso lato) viene generato solo dall’inflazione, cioè dall’aumento dei prezzi.

    Il sogno di Draghi è quello di poter arrivare in tempi ragionevoli ad una inflazione annua pari al 2%. (sic!)

    Chi non è di primo pelo su questo mondo si ricorderà senz’altro che negli anni ’70 si comprava una Fiat-500 con 500mila lire, circa 250 euro. Ora con quei soldi, svalutati dalla “tanto agognata” inflazione, non ti compri nemmeno le gomme.
    Chi è interessato a capire bene che cosa sono in realtà la deflazione e l’inflazione può impiegare saggiamente il suo tempo libero leggendo: Benedetta deflazione
    e Maledetta inflazione.

    Al termine della lettura si sarà reso conto che la deflazione non è assolutamente una sciagura come viene descritta dai pappagalli dell’informazione, e che il vero tarlo dei nostri risparmi è proprio l’inflazione: quella tanto venerata dagli economisti da strapazzo che ci stanno portando alla rovina con la complicità della nostra pigrizia mentale.

    • Stefania says:

      Purtroppo i dati sono quelli Istat, ufficiali. La deflazione è un dato di cronaca. Uscire dalla palude economica è un altro discorso e l’autore si è posto l’unica domanda ragionevole: che ci stiamo a fare in un Paese così? Da soli, non potremmo fare meglio? Saluti.

  3. Fil de fer says:

    Mi ripeto perché l’ho sctitto in qualche altro articolo dei vostri.
    Una volta l’emigrazione, specie italiana, era diretta verso paesi che richiedevano manodopera.
    Oggi invece vengono in italia e non abbiamo bisogno di manodopera.
    Dunque perché ci vogliono far credere che tutto ciò è necessario o ineluttabile ?
    Siamo economicamente fermi e ci stiamo avvitando verso un fallimento generalizzato. Non abbiamo lavoro.
    Siamo pieni di disoccupati italiani ( altro che 11,…% di disoccupazione…una balla !!!) ufficiali e non ufficiali ma ci sono e non vengono conteggiati…..quindi cosa ne faremo di tutta questa gente a cui non possiamo dare lavoro, casa e una possibilità di futuro? Il futuro ci è già stato rubato a noi e a Voi cari signori tutti.
    Adesso si svegliano che l’isis potrebbe usare i barconi per inviarci i Kamikaze…..ma signori sono già da noi e preparano qualcosa di eclatante poiché più passa il tempo, e più vuol dire che preparano qualcosa di grosso. E’ un ragionamento logico il mio e basta.
    Siamo veramente messi male con questo governo. Tutti speravamo in qualcosa di fattivo e concreto ed invece ci ritroviamo l’ennesimo governo fantoccio che fa e disfa per non cambiare nulla di nulla.
    WSM

  4. Castagno 12 says:

    Lei ha scritto “La sinistra da il colpo di grazia”.
    Semplicemente, la sinistra sarà il governo italiano, di facciata, che resterà con il cerino acceso in mano.
    IL COLPO DI GRAZIA lo hanno PREPARATO I POLITICI (maggiordomi del SISTEMA MONDIALE) e IL POPOLO IRRESPONSABILE CHE LI HA SEMPRE VOTATI E LEGITTIMATI.
    Tempo fa i Mondialisti avevano dichiarato che i popoli avrebbero stentato a credere che fossero veri i loro progetti – CHE SEMBRAVANO PROPRIO INCREDIBILI. Infatti chi segnalava ciò che LORO avevano in cantiere, tutto quello che stavano provocando, NON VENIVA CREDUTO.
    Sempre i Mondialisti, precisarono che sarebbe venuto il momento nel quale LORO si sarebbero MANIFESTATI APERTAMENTE perchè, a quel punto, i popoli NON AVREBBERO PIU’ AVUTO LA POSSIBILITà DI REAGIRE, DI DIFENDERSI.
    Anche l’ultima dichiarazione di Trump MI FA PENSARE CHE QUEL MOMENTO SIA ARRIVATO.

  5. Castagno 12 says:

    Tanti dati, relative analisi e critiche. Poi un proposito, non nuovo e per nulla originale “USCIRE DA QUESTO PAESE E’ UNA NECESSITA'”.
    Domanda spontanea: ” E ALLORA ? “, “USCIRE COME ? “. Ai RESIDENTI in Lombardia e nel Veneto, palesemente DISINFORMATI (ignorano i problemi fondamentali), PRIVI DELL’ISTINTO DI AUTODIFESA (alimentano quotidianamente la BELVA della quale si lamentano), SPENSIERATI in vacanza (passeggeri del Titanic-italia, Milano è vuota e le spiagge sono gremite) Lei dovrebbe gentilmente fornire delle dritte per realzzare L’USCITA DALLA PRIMA GABBIA – l’italia.
    Facciamo FANTAPOLITICA: ottenuto questo risultato, resteremmo sempre nella SECONDA GABBIA – l’Ue.
    Riguardo a ciò che ognuno dovrebbe fare e non fare, anche nel quotidiano, io HO GIA’ RIPETUTAMENTE SCRITTO.
    Arrighini, ha letto il mio commento di ieri, in coda all’articolo di Bernardelli “La caserma ai rifugiati …. ” ?
    Aggiungo http://www.wallstreetitalia.com – articolo”TRUMP: OBAMA E’ IL FONDATORE DELL’ISIS” – di Alessandra Caparello – 11 Agosto 2016. – Le persone informate, GIA’ SAPEVANO.
    Siamo sottomessi al Mondialismo e, per servirlo al meglio, siamo in guerra con la Libia, il nostro territorio è a rischio attentati.
    L’ESIGENZA DI COMBATTERE IL TERRORISMO FORNISCE, A CHI LO HA CREATO, UN VALIDO PRETESTO PER INTERVENIRE DOVE E QUANDO VUOLE PER INTERESSI DI VARIO GENERE.
    Preso atto dell’attuale contesto, ribadire ancora che “dobbiamo uscire da questo paese”, senza fornire istruzioni, E’ UN PO’ POCHINO, non Le pare ?

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