Il decreto del fare… possibilmente poco o nulla.

di CLAUDIO ROMITI

Salutato dalle grancasse mediatiche di area governativa come una svolta risolutiva, l’esecutivo delle larghe intese ha appena varato il cosiddetto decreto legge del Fare, dopo una intensa e defatigante discussione all’interno della maggioranza.  Tant’è, proprio a causa del prolungarsi della discussione medesima, che il previsto capitolo sulle semplificazioni burocratiche si è deciso di spostarlo a mercoledì prossimo, laddove saranno esaminate le misure specifiche da adottare. Ma quali che siano i provvedimenti contro la piovra burocratica che gli uomini guidati da Enrico Letta vorranno inserire nel succitato ddl, è più che probabile che ci troveremo di fronte all’ennesimo esercizio di gattopardismo legislativo, soprattutto a causa di una colossale incrostazione sistemica che, principalmente sul piano degli adempimenti e delle scartoffie, nessuna leggina sarebbe mai in grado di scalfire.

D’altro canto, nella cosiddetta seconda Repubblica abbiamo assistito ad un trasversale gioco di effetti annuncio su una presunta lotta senza quartiere nei confronti della burocrazia asfissiante. Un gioco politico che ha trovato nelle famose lenzuolate di Bersani e nei roghi fasulli di leggi abrogate del leghista Calderoli due momenti di grande apoteosi. Fatto sta che, proprio come nel Paese dei parrucconi di Ciuffettino, celebre anti-Pinocchio inventato agli albori del Novecento da Yambo, la lentocrazia schiacciasassi che domina incontrastata da decenni risulta immune a qualunque azione deliberata del governo centrale. Ed il motivo è molto semplice, elementare direi!  In estrema sintesi la tanto odiata burocrazia, ovvero il regno dei cavilli e delle virgole, rappresenta una delle tante facce di una stessa medaglia che potremmo definire Stato ipertrofico. Uno Stato che, attraverso la mano sinistra di una politica che arriverebbe – e quasi ci siamo – persino a deliberare l’esproprio dell’intera proprietà privata. E da questo punto di vista quello che a molti appare come un esercizio di incompresibile autolesionismo nazionale, in realtà esso – il continuo proliferare di norme sempre più complicate e oppressive – costituisce sostanzialmente il portato inevitabile della progressiva espansione in lungo ed in largo delle competenze pubbliche.

Competenze che la classe politica attribuisce sempre molto volentieri al braccio armato della burocazia, eventualmente sfruttando in modo sapiente le tante argomentazioni legate alla cosiddetta desiderabilità sociale. Ma una volta che lo Stato è riuscito a colonizzare un settore della comunità, ponendo la bandierina di un ufficio pubblico, il relativo apparato tende per moto proprio ad aumentare di importanza e dimensione,sostenuto in tutto e per tutto dalle armate sindacali, così da giustificare la sua esistenza in vita. Al pari della gramigna in campo incolto, la burocrazia  prolifera senza  che nessuno riesca a contenerla, così come nessuno è mai riuscito a contenere la crescita dello Stato, della spesa e delle tasse. E francamente, che i garanti politici di questo perverso sistema riescano finalmente nel miracolo di amputare una parte fondamentale della burocrazia, mantenendo inalterate le sottostanti competenze pubbliche mi sembra una illusione paragonabile a quella, nutrita da tanti “libberali italioti”,  di ridurre il costo dello Stato lasciando inalterate le sue prestazioni. Paracelso, con la sua alchimia di trasformare il piombo in oro, sarebbe stato più credibile.

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6 Comments

  1. Comandante Otto says:

    Allucinante, quando penso che io, Luigi Bandiera, Vulka, Dan, Albert Nextein, e il primo che passa per la strada, in sei mesi metteremmo a posto l’Itaglia, sono preso da rabbia, odio, desiderio di strage, divento volare, e meno male per quella manica ladri, incapaci, solo pro domo sua. Merda, Merda, Merda, ( maiuscola ) itaglia, itaglia, itaglia,
    (minuscolo)

    • luigi bandiera says:

      Dai, Comandante Otto o nove,

      NON ESAGERARE.

      Per riavere la nostra liberta’ ce ne vuole..!

      Devi fare TRAPIANTI di TESTE… Da BUE a UOMO.

      I minotauri no..?

      Poi il resto e la coda…

      Tu ci scherzi ma sono cose da DIO..!

      Preghiamo…

  2. Albert Nextein says:

    http://www.cnbc.com/id/100819476
    Ed ora leggete questo.

  3. Dan says:

    Un governo tavoletta, quale sarà mai il suo primo obiettivo ? Ma fare la cacca Sir !

    Una montagna di merda ci seppellirà…

  4. Vulka says:

    Il Governo ha presentato un Disegno di Legge per abolire il Finanziamento Pubblico ai Partiti.

    Il governo prende per il c..o! La proposta parte dal M5S e come sempre i parassiti se ne impossessano!

  5. luigi bandiera says:

    Scrivevo:

    BASTA BASTONARE I BUOI IN STALLA PER SANARE L’ AZIENDA..!

    Se l’azienda va male e’ colpa del FATTORE (i dipendenti statali).

    Che colpe avranno i BUOI se hanno solo da TIRARE L’ARATRO e il CARRO..? A BASTONARLI POI POTREBBERO MORIRE O NON RENDERE PIU’ COME PRIMA, ed allora si che si otterrebbe proprio l’opposto..!

    Fino adesso hanno pensato solo di BASTONARE I BUOI..!

    Sarebbe da RICHIAMARE anche il PADRONE (il votante) dell’ AZIENDA (lo stato), ma questi viene abbindolato con tanti discorsi inutili e molto INCOMPRENSIBILI a LUI e a CHI LI FA.

    L’ AZIENDA (lo stato) DEVE SERVIRE AL PADRONE (il votante)… altrimenti meglio CHIUDERLA.

    Salam e mortadellam

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