Decrescita, un terzo delle famiglie rinuncia alla carne

di REDAZIONE

La caduta dei consumi non e’ finita ma si tratta solo di una pausa transitoria e la realta’ e’ che un terzo delle famiglie italiane deve rinunciare alla carne perche’ non puo’ permettersi alimenti costosi. Lo afferma il Codacons commentando i dati dell’indicatore dei consumi Confcommercio. “Il fatto che i consumi siano rimasti fermi rispetto a giugno – sottolinea il Codacons – non indica, purtroppo, un’inversione di tendenza o che la caduta dei consumi sia finita, ma solo una pausa transitoria legata alla specificita’ del mese di luglio”. “Non a caso per trovare variazioni in quantita’ positive – aggiunge il Codacons – bisogna guardare ai dati congiunturali destagionalizzati e le uniche voci che segnano un incremento sono i ‘beni e servizi ricreativi’ e gli ‘alberghi, pasti e consumazioni fuori casa’.

Un incremento minimo che indica solo che nel mese di luglio sono andati in vacanza piu’ italiani rispetto al mese di giugno”. Secondo l’associazione dei consumatori, “il dato che indica, invece, come gli italiani siano in profonda crisi finanziaria e’ il crollo degli acquisti in quantita’ di alimentari che su base annua registra un -3,9%. Dato che diventa drammatico considerato che questa caduta e’ solo l’ultima in ordine di tempo, visto che nel 2012 c’era gia’ stato un crollo del 3%, nel 2011 dell’1,8%, -0,7% nel 2010, -3,1% nel 2009, -3,3% nel 2008, -1,4% nel 2007. Sommando questi dati si arriva a oltre il 17% in meno di acquisti di cibo da quando e’ scoppiata la crisi. Se si considera – osserva il Codacons – che si tratta di medie, la realta’, da Terzo Mondo, e’ che un terzo degli italiani fa la fame e, non avendo soldi sufficienti per acquistare cibo, ha dovuto rinunciare agli alimenti piu’ costosi, come la carne, acquistando i tagli meno pregiati al massimo due volte alla settimana”.

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