Tempi di crisi, prove tecniche di “baratto” a Milano

di REDAZIONE

Un quadro o un casco da moto per alcuni vasi di miele, un abito in seta per un pezzo di grana padano, una macchina fotografica per insalata e rapanelli. Oggi a Milano è andato in scena il baratto, antica ‘ricetta’ per fare la spesa a costo zero e rispolverata per fronteggiare la crisi e per tornare a sostenere l’economia reale. L’iniziativa, organizzata questa mattina da Coldiretti, in occasione della manifestazione ‘Cibi d’Italia’ promossa da Campagna Amica, ha avuto come location il fossato del Castello Sforzesco. Su un palco allestito con un lungo tavolo che via via si e’ ‘popolato’ di prodotti e oggetti, attorno alle 11 sono cominciati gli ‘affari’.

A dirigere gli scambi e’ stato il conduttore Patrizio Roversi. Il primo a farsi avanti e’ stato un uomo che si e’ presentato con una sporta piena di Dvd: vecchi film stravisti che dava in cambio di vasetti di miele d’acacia, di tiglio o di girasole offerti da Andrea un giovane produttore locale che ha chiesto una forma di pane sfornata per l’occasione. Dopo di che e’ stata la volta di un signore con sotto il braccio un quadro raffigurante un mulino, seguito da una donna con in mano un casco da moto e da Luca, un produttore marchigiano di vino con una bottiglia di Visciolata. Un’anziana ha scambiato, invece, la sua macchina fotografica ”mai usata” con un rifornimento di rapanelli e insalata coltivati nell’hinterland milanese e una madre un’icona su legno e una radio vinta grazie a un concorso a punti con dell’ ”ottima grappa da servire ai miei amici quando vengono a cena”.

Il titolare di un’azienda agricola e’ arrivato con birra e bruschette (cedute per una racchetta da tennis), una sua ‘collega’ con un maxi pezzo di grana di alta qualita’ (il latte e’ quello del suo allevamento di mucche frisone) scambiato in un baleno con un abito di seta anni ’70 e Paolo con un salame con la carta di identita’ ceduto per il casco da moto gia’ offerto. Insomma il mercatino a costo zero che pian piano si e’ animato e’ andato avanti per un paio d’ore, fino a quando ad interromperlo e’ sopraggiunta la pioggia. Ma lo scambio di merci senza moneta, secondo un sondaggio della Coldiretti, e’ un’idea che piace a tre italiani su quattro. Il suo successo, per l’organizzazione di imprenditori agricoli, ”e’ testimoniato dal fiorire di iniziative in questo senso: si va dagli ”swap party” (dall’inglese to swap, scambiare), veri e propri mercati del baratto, agli ”swap shop”, i negozi del riciclo di lusso dove si scambiano oggetti e vestiti alla moda che non si utilizzano piu’, ed anche libri e musica. E a proposito di libri, sempre piu’ diffuso e’ il fenomeno del bookcrossing, – sottolinea sempre Coldiretti – ossia dello scambio di libri: l’idea di fondo e’ rilasciare libri nell’ambiente affinche’ possano essere ritrovati e quindi letti da altri, che a sua volta poi possono farli proseguire nel loro viaggio”.

Un’avvertenza: non fatevi strane opinioni di tipo folkloristico. Barattare è un segno dei tempi, il segnale di un’economia povera… che “decresce felicemente”…

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4 Comments

  1. serena says:

    Bella iniziativa! Ma non si deve pensare al baratto come uno strumento anti-crisi. Bisogna rieducarsi un po’ tutti allo scambio. La buona notizia è che ora esiste anche il baratto per le aziende e, per questo, vorrei segnalare il sito http://www.cambiomerci.com/news che parla proprio di questo.

    Crisi o non crisi, il baratto è la strada che dovremmo intraprendere tutti!

    🙂

  2. Antonio says:

    Bella iniziativa! L’unico antidoto alla crisi è il baratto. Segnalo a tal proposito il sito http://www.mangrow.net dove utenti di tutto il mondo possono scambiare servizi.

  3. Antonino Trunfio says:

    Intanto l’agenzia del pizzo di stato con a capo il suo inefabbile stregone ha già preso perchè tutto quello che viene scambiato è già stato spremuto ben bene. La new entry sarà un addizionale irpef per tutti coloro che praticano il baratto con l’iscrizione obbligatoria ad aprire la partita iva e pagare l’iscrizione all’ordine di neo costituzione “Specialisti di sopravvivenza”.

  4. Dan says:

    Vediamo quanto ci mette lo stato a piazzare pure lì qualche gabella tipo un pezzo (la parte grossa) del Parmiggiano, o la parte con la rete della racchetta (il bastone se lo può tenere il tizio così sa dove infilarlo)…

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