Valcamonica e onorevoli rampanti, la fotocopia dell’Italia

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRIV-valle-sei-segni

 

La situazione della Valle Camonica, gestita dallo stesso tipo di politici che hanno gestito l’Italia presenta una situazione speculare ( in piccolo) a quella dell’Italia. Facciamo un po ‘ di analisi.

1.-La Valle Camonica aveva una tradizione di stampaggio a caldo del ferro. E’ rimasta alla situazione di una cinquantina di anni fa e, come è regola, fermarsi uguale fallire.

2.-La Valle Camonica poteva vantare una meravigliosa situazione archeologica, sulla quale avrebbe dovuto innestarsi il turismo, in stretto collegamento. Invece i poveri archeologi, peraltro molto validi su scala mondiale, sono stati lasciati soli.

3.-La Valle Camonica aveva due eccellenze nel campo sportivo invernale : il salto e il fondo. Distrutto tutto,  perfino i trampolini. Aveva  uno sci club “ parrocchiano” che poteva vantare un tredicesimo posto nella classifica nazionale per Club in cui erano presenti società come Fiamme Oro, Fiamme Gialle , Carabinieri e simili. Sparito!

 

Cementificato o…

In occasione del boom economico degli inizi del millennio l’unica cosa cui si è mirato è stata quella di costruire condomini e venderli, possibilmente sulla carta, saccheggiando i terreni dedicati all’agricoltura  e cementando il cementificabile.

Ignorando contemporaneamente i disastri ambientali, ignorando la distruzione dell’agricoltura e ignorando una regola fondamentale: disporre sempre di più filoni di sviluppo poiché nel caso di una crisi di settore gli altri possono supplire e attenuare il guaio.

Alla saggezza dei vecchi gestori, che procedevano da generazioni con i piedi ben piazzati in terra sono subentrati giovani leoni che si sono subito improvvisati “scafati finanzieri”. Essendo capaci, forse, di leggere un bilancio.

Giovani che hanno prodotto, grazie al denaro facile “grandi sogni” per trovarsi poi davanti alle “tristi realtà”. Indubbiamente nessuno può pensare che un’agricoltura condotta con i vecchi metodi potesse ancora reggere, ma dal rinnovarla al cancellarla ce ne corre.

O…desertificato

Anche le industrie non si sono aggiornate con i tempi per cui oltre al settore forgiatura sono spariti il settore tessile ed il settore meccanico. Pur essendoci ancora qualche superstite di risonanza europea.

Ed ora che succede?

Per fortuna che la media e la bassa valle hanno cominciato, sia pure pigramente, a svegliarsi sviluppando il sistema caseario (in cui comincia a comparire una qualche eccellenza). Il settore agricolo (frutta e uva con annessi vini e perfino birre) ed il settore allevamento (con la capra bionda dell’Adamello. L’unica pervicacemente attaccata al sogno è l’alta valle in cui si attende, come il Messia, la ripresa edilizia ( che non arriverà mai più)

Quali sono i centri di sviluppo?

Purtroppo solo due: l’Incubatore di Cividate Camuno e il distaccamento della Facoltà di Agraria di Milano  a Edolo. Il primo costituito da giovani attivi e volonterosi, ma senza esperienza. Il secondo non sfruttato per le sue grandi potenzialità di ricerca.

Quali sono le direttrici di un possibile sviluppo?

1.-Turismo non di massa ma di alta qualificazione. Chi utilizza un appartamento solo 15-20 giorni anno, meglio che se ne vada in albergo.

2.-Agricoltura specializzata nella produzione, nella utilizzazione e nella commercializzazione diretta dei prodotti, con integrazione stretta con il turismo in modo da costituire una filiera completa.

3.-Sviluppo di piccole industrie per lo stampaggio di prodotti non ferrosi di difficile formazione.

4.-Sviluppo nel settore informatico (ad es. software)

Ed ora veniamo al clou: i soldi

Tutti hanno sognato e sognano i “soldi a fondo perduto”, sistema che ha sinora incentivato solamente la più sordida speculazione.

Gli enti pubblici i soldi li devono dare alle seguenti condizioni:

a.- Analisi della richiesta di finanziamento fatta da veri ed esperti tecnici indipendenti.

b.-Finanziamento a tasso agevolato, mai a tasso zero

c.-Analisi tecnica degli stadi di avanzamento del progetto finanziato

d.-Concessione della quota di finanziamento solo a seguito del benestare di un controllo ispettivo, fatte da persone dalla moralità adamantina e dalle esperienze tecniche di rilievo..

e.-Utilizzo pieno delle Università per l’appoggio tecnico

 

Conclusione. E’ indispensabile che i “decisori” smettano di prendere iniziative “ a sensazione”, come ad esempio quella che prevedeva, nientemeno la costruzione di un impianto funiviario da Ponte di Legno a Santa Caterina Valfurva passando per il Gavia, auspicio fatto da persone che non solo non si sono mai sognati di fare un conteggio economico, ma neanche di fare il percorso “ a piedi”.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment