Decadenza di Berlusconi? Decade uno statalista spendaccione e tassatore

di CLAUDIO ROMITI

Secondo un consolidato costume della nostra politica da 4 soldi, usa a far passare per epocali avvenimenti assolutamente marginali sul piano sistemico, la cosiddetta decadenza di Berlusconi da senatore viene dipinta a destra e a manca come una sorta di storico spartiacque. L’idea che si vorrebbe trasmettere è quella di una svolta, negativa o positiva a seconda del colore di appartenenza. Tuttavia, sforzandoci di  osservare l’andamento della politica degli ultimi vent’anni con l’occhio del liberal-libertario,  non possiamo che notare un grigio e nefasto continuismo nel sinistro allargamento del perimetro pubblico – caratterizzato da sempre più spesa pubblica, più tasse e più burocrazia -, intercalato dalla vicende giudiziarie di un Cavaliere incantatore di serpenti il quale, pur essendo chiaramente vittima di una surreale persecuzione giudiziaria, ha comunque continuato ad ingannare il popolo, raccontando balle spaziali a pranzo e a cena.

Ma nella sostanza delle cose, la fallimentare democrazia acquisitiva che sta mandando in bancarotta l’intero sistema economico ha proseguito la sua inarrestabile spinta nel redistribuire risorse, estorte con ogni mezzo alle sempre più esigue categorie produttive, in cambio di consenso elettorale. Anzi, come ho più volte avuto l’occasione di scrivere, sotto i vari governi Berlusconi si è notato uno zelo addirittura superiore agli avversari “comunisti” nell’ utilizzare la spesa corrente per accrescere i propri voti. E ovviamente, dato che ciò ha comportato un deciso inasprimento della pressione tributaria allargata,  l’Uomo di Arcore si ostina a raccontarci la sua barzelletta più comica: “non abbiamo mai messo le mani nelle tasche degli italiani”.

Contando sul fatto che la maggioranza degli abitanti di questa landa desolata che chiamano Italia tende ad una marcata irresponsabilità individuale, soprattutto ma mano che si scende verso l’antica Magna Grecia, i presunti liberali guidati da Berlusconi hanno avuto buon gioco nell’ occultare ai loro numerosi supporters il nesso causale tra l’aumento incontrollato della spesa pubblica e la tassazione. D’altro canto,  in un Paese nel quale fanno fortuna tanti pseudo economisti che scambiano la ricchezza di carta con il valore della produzione, ed in cui troppa gente ritiene che il benessere fuoriesca dalle tipografia di una banca centrale, si può dire tutto e il contrario di tutto, in attesa che la logica insuperabile dei mercati faccia finalmente giustizia. Giustizia soprattutto di un sistema politico che, tornando allo spunto iniziale, confeziona con sempre maggiore cura svolte epocali ad uso e consumo degli ingenui e degli sprovveduti. Ma se si scava sotto la facciata, ci accorgiamo che lo stesso sistema non riesce neppure a privatizzare, liberalizzando il relativo settore, la più scalcinata e disfunzionale azienda locale di trasporto pubblico. Sebbene ce ne siano alcune -vedi il recente caso dell’Atm di Genova- che, causa organici debordanti di nullafacenti, dichiarano deficit annuali a dir poco spettrali, la politica delle svolte epocali non è in grado di fare nulla, se non aumentare ulteriormente le imposte per ripianare i corrispondenti buchi di bilancio.

Nel frattempo, continuiamo ad occuparci di cavalieri decaduti e decadenti, in attesa di decadere tutti quanti dal novero dei Paesi più industrializzati. Il quarto mondo ci attende a braccia aperte.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

12 Comments

  1. Francesco says:

    Un socialista che ha preso in ostaggio il termine libertà facendo avanzare lo statalismo

  2. Castagno12 says:

    Rispondo a L’INCENSURATO – 27.11.13 at 7:20 pm

    La sua memoria perde colpi e la sua logica è allo sbando.

    Alle elezioni del 2000, la Lega Nord, per essersi alleata con Silvio, ha perso il 63% del suo elettorato.

    La dirigenza della Lega ha dimostrato, anche successivamente, la sua capacità a perdere elettori anzichè acquisirli.

    Guardi che bisogna cercare di capire quello che si legge.
    Non sarà anche lei “un analfabeta di ritorno” ?

    In base a quello che ho scritto io (e la realtà lo conferma), i partiti politici rappresentano, eccome, gli elettori che hanno continuato, imperterriti, a votarli,
    anche sapendo cosa avevano combinato.

    Lei, come italiano e come elettore, conferma la validità della mia ultima analisi: “Probabilità di salvezza prossime allo ZERO”:

  3. Riccardo Pozzi says:

    Articolo stupendo. In effetti Silvio è l’archetipo del finto liberista, il paradigma dello statalista mascherato da libertario, paradossalmente arrivato dall’impresa privata.
    L’unico suo merito è quello di aver messo a nudo la stratificata pavidità della sinistra italiana, ottusa, priva di idee e senza coraggio di cercarle, pronta a nascondersi sotto le toghe della magistratura per sfuggire al giudizio del popolo che, a partire dal fronte popolare ad oggi non gli ha mai dato veramente fiducia, odorando nella crescente antipatia dei suoi leaders la codardia politica che li ha formati.

  4. pierino says:

    poveri Santoro Travaglio compagni belli magistrati e del PD… come passeranno ora le loro inutili giornate ?
    lool

    • Giancarlo says:

      E come farà la povera Lega Merd orfana di cotanto personaggio? E Calderoli per chi preparerà i suoi disegni di legge da statista di vaglia?

  5. Amedeo says:

    Gli altri, quando li mandiamo a casa?

  6. Castagno12 says:

    L’ultimo capoverso di questo articolo è un capolavoro: poche parole e concetti chiari, quasi per tutti, ma non per l’elettorato leghista, attanagliato dal fanatismo.

    La Lega tutta, per salvare il suo Segretario, dal 2000 in poi si è messa al servizio di Silvio (mondialista DOC) e quindi del Progetto Mondialista, condiviso pure da tutta la Sinistra.

    Anche i due ultimi frullati goivernativi, con Mario Monti ed Enrico Letta (membri del Bilderberg Group) confermano questa vergognosa realtà.

    C’è da aggiungere un altro preoccupante problema: quello dell’elettorato di Silvio.

    Indipendentemente dalla soluzione della telenovela che riguarda Berlusconi, noi avremo ancora fra i piedi una grossa fetta di elettorato, inaffidabile e dannosa, incapace di capire in quale situazione ci troviamo e di agire di conseguenza.

    Il cavaliere, per risolvere i suoi problemi, ha ipnotizzato, distratto e ingannato, per TROPPO tempo, una quantità di italiani DOC che ora non danno alcuna garanzia per tentare di uscire dai disastri accumulati.

    Specialmente in questi utimi anni si è accentuata una insana competizione fra i “politici” ed il popolo, entrambi attivamente impegnati a procurare danni.
    E gli elettori, malgrado fossero informati delle malefatte dei politici, hanno anche continuato ad approvarli.

    Ora la somma dei danni procurati da tutti, Governo Mondiale compreso, è di tale entità, per cui le nostre probabilità di salvezza sono prossime allo ZERO !

    • L'incensurato says:

      StraordinErio: “noi avremo ancora fra i piedi una grossa fetta di elettorato, inaffidabile e dannosa, incapace…”

      “Se i partii politici non rappresentano più gli elettori, CAMBIAMOLI sti cavolo di ..elettori!”.
      http://aforismi.meglio.it/aforisma.htm?id=4590
      Veramente straordinErio: dar la colpa al pavimento se non si sa ballare.
      Li avesse la Ln i taliban pdl non ci sarebbe bisogno di fare nessuna rielezione..

  7. carla 40 says:

    Il cavaliere era “scaduto” da tempo e pure con la muffa, che tanti hanno scambiato per farina.

  8. gigi ragagnin says:

    il Cavaliere scade, non decade.

Leave a Comment