Comprereste un’auto usata come l’Italia da Renzi? Il Nord dice SI

di STEFANIA PIAZZOmille

Ogni volta è un record. L’ultimo, quello del debito, è di 2,1 miliardi in più, secondo Banca d’Italia. Poi ci fanno sapere che il debito delle amministrazioni centrali è cresciuto (ma come, e la spending review?), che quello delle amministrazioni locali è diminuito (col patto di stabilità, i conti sono morti), e che stavamo insomma meglio quando stavamo peggio.

A questo punto, cosa c’è di buono da salvare? L’altra sera, chi ha fatto zapping su Millennium, Rai Tre, ha appreso del sondaggio di gradimento Renzi dopo 6 mesi di governo. La maggioranza è delusa, ma attenzione bene, la sfiducia del sondaggio non arriva da quel che resta del Nord produttivo, bensì dal Mezzogiorno.mille2

Per il Nord, invece, Renzi va bene così com’è. Non incassa più lo stesso consenso nel Sud, forse perché non è arrivato nulla a pioggia. Ma che importa. Impressiona il dato padano: al Nord, Renzi continua a piacere al 50% del campione di intervistati. E si va oltre: il consenso, in generale, arriva dai 55 anni in su. I giovani non vedono spiragli di luce in fondo al tunnel. Il dato politico, per quanto ferragostano e da prendere con le cautele sondaggistiche del caso, è che comunque la fase di innamoramento del settentrione verso la politica di Renzi è tutt’altro che finita.mille5

Quel 42% alle ultime elezioni, è ancora lì che gira attorno alle teste. Poco importa, quindi, se un ministro per gli Affari regionali del suo governo abbia impugnato il referendum consultivo approvato dalla Regione per interpellare la gente comune sul Veneto indipendente. Se si mette d’altra parte a confronto l’intraprendenza renziana con il governo del Nord, che cosa affiora? Emergono pezzi del relitto dopo il naufragio: si va dallo scandalo in mutande verdi in Piemonte e delle liste alla fine ritenute taroccate per le firme, si va dal Mose dei dogi all’Expo della gerontocrazia di Tangentopoli che ancora dirigeva appalti e lavori, in Lombardia. Si va dalle spese per i viaggi per Expo al grigiore soporifero dell’amministrazione del Pirellone. Il Valium della politica.mille4

Cosa ci si può aspettare quindi da un padano interpellato?

I consensi al Nord arrivano, a quanto pare, a prescindere dall’idea o dall’obiettivo di indipendenza, verso il governo renziano. E poco importa se il Pil scende, non è mai cresciuto con nessuno. Tutto sommato, tra ridare fiducia a chi per 20 anni ce l’ha menata col federalismo e l’autodeterminazione dei popoli finita nell’Equitalia di Tremonti, l’amico per la pelle di chi la sapeva lunga, e buttare lì qualche euro come nel gratta e vinci sul governo di Renzi, meglio lui, dicono, che gli inconcludenti del Nord.

Tanto, anche il resto d’Europa non sta bene. Scende la Germania, la Francia idem ma ha già iniziato il declino due anni fa almeno. La recessione è una moneta comune e forse in questa debolezza, Renzi nonostante il debito e i parametri che non si rispetteranno, se la potrà giocare ancora. In attesa che dal centrodestra si alzi una voce che dica qualcosa di indipendentista. Cioè forse mai. A parte le parole.mille3

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

14 Comments

  1. luca says:

    Scusate, proprio non capisco il motivo della censura alla parola `fascisti` nel mio messaggio precedente. Non ho usato la parola fascisti come una offesa, la mia e` una constatazione di fatto…..

    • Stefania says:

      Gentile Luca, le parole sono pietre. Lei può avere le sue ragioni, noi abbiamo le nostre, conoscendo l’andazzo della giustizia italiana. Quando un partito, perché è questo il tema, espelle e fa pulizia nelle sezioni, di che si tratta? Spoil sistem? Neanche per idea. Ci sono democrazie che diventano dittature, democrazie apparenti in cui si fa la guerra non al nemico esterno quanto piuttosto a quello interno, e, una volta presa la maggioranza, si toglie dai piedi il dissenso e ci si assicura il controllo del potere dentro un partito da qui fino al prossimo scandalo. Lo hanno fatto tutti i partiti, tutti, anche quelli cosiddetti padani. Di più, come lei ci scrive, alle recenti elezioni europee qualcuno ha fatto alleanze improbabili con i cosiddetti post-fascisti, spostando l’asse dell’indipendenza agli ex di An e familiari. Che dire? Vadano per la loro strada, quella del populismo per le poltrone. Comunisti o fascisti, uguali sono.

  2. giovanni says:

    AndreaD ha centrato il nocciolo della questione.Le analisi tutte buone e condivise ma le proposte non emergono.

  3. Felix53 says:

    Articolo -come sempre- sintetico, lucido e chiaro.

    Les jeux sont faits, rien va plus.

  4. Giuliano says:

    Visti questi numeri, ci conviene insistere per chiedere subito il Referendum per l’Indipendenza? Io credo che non siamo pronti, adesso lo perderemmo, sarebbe meglio se si tenesse più avanti ed intanto lavorare per diffondere l’idea e convincere la gente. Quando la Liga Veneta cominciò a parlare di “autonomia” era il 1980, ma i successi elettorali arrivarono 10 anni dopo. La gente ci mette tempo a capire. Diamole tempo (e intanto lavoriamo come si faceva allora con la Liga o con L’Union Del Popolo Veneto).

  5. luca says:

    Hai ragione, se i leghisti, quelli veri, avessero cacciato a pedate i salviniani quando erano ancora in minoranza e non avevano riempito il movimento di ..isti e meridionali a quest`ora la situazione sarebbe recuperabile.

  6. AndreaD says:

    Interessanti i dati sul campione anagrafico: i renziani più entusiasti sono quelli dai 55 anni in su, ovvero la generazione dei “baby boomers”. Pare quindi che il Fonzie abbia fatto breccia su questa fascia di popolazione proprio perchè i “baby boomers” continuano a rincorrere quella sensazione di ottimismo e speranza per il futuro che li ha accompagnati durante la gioventù e che altre generazioni non hanno mai percepito così intensamente.
    Quel furbastro del Matteo, ex scout provveniente dalla Democrazia Cristiana, è l’uomo giusto al momento giusto e ha capito molto bene dove gettare le reti per raccogliere voti. Senza indugi egli ha mirato a quelle persone cresciute con un “senso civico” ben radicato, inteso come fiducia incrollabile nelle istituzioni e nello “status quo politico”, unici mezzi in grado di garantire quel senso di “stabilità apparente” che tanto piace al debole e meschino uomo borghese di mezza età.

  7. William says:

    eh sì.Succederà così.

    El mona di Renzi e il resto il resto dell’apparato statale/amministrativo
    spendono a più non posso,
    fedeli all’ideologia comunista.(DA ANNI NON HANNO MAI DIMINUITO DI 1€ LA
    SPESA PUBBLICA ,ANZI L’HANNO AUMENTATA
    A DISMISURA)Per loro è’ il potere politico che crea l’economia,cioè loro
    stessi,(un concentrato di sfigati falliti sposati con il
    malaffare)non gli imprenditori,che indubbiamente sono dei gran bastardi a
    cui succhiare il sangue perchè arricchiti sulle spalle delle masse.

    I grandi appalti sono tutti controllati dalle varie mafie e dalla
    politica,che fà lievitare il prezzo fino a 5 volte o più.
    Tipo SALERNO-REGGIO CALABRIA il cui cantiere non finisce mai perchè è una
    vacca da mungere.
    Da noi? la stessa cosa es.il cantiere dello svincolo di Alte-Montecchio e
    bretella di 800 metri avrà un costo di
    ben 150 miliardi,e non se ne vede la fine da anni.Un sistema ben collaudato…
    Per non parlare del MOSE o dell’EXPO.
    La sanità:a Napoli e nel sud Italia? una siringa costa 2,5 € e un pasto 60€.

    Il capolavoro distruttivo dell’Italia non finisce qui.
    .La goduria estrema degli italiani sta
    nel tarpare le ali alla gente.
    Quella che vuole lavorare.
    Le loro attività,le loro speranze.

    Che futuro può avere un paese del genere,nessuno.Almeno nessun buon futuro.

    FMI cioè fondo monetario internazionale e TROIKA europea dei tecnici sono
    pronti ad intervenire in
    Italia in autunno,visto il disastro della situazione economica,che peggiora
    sempre di più.90 mld di debito in più in soli sei mesi
    Come la Grecia.
    Se poi tutto questo avviene con la buona pace e addirittura il plauso delle masse,allora non ci sono dubbi.
    Ognuno ha quello che si merita.Veneto compreso,in cui
    a parte qualche manifestazione,non c’è vera consapevolezza e men che meno vera volontà di cambiamento.

    Andrà tutto a rotoli e ci ritroveremo poveri in canna e emigranti,come i
    nostri nonni.
    W l’Italia quindi,fino alla fine.

  8. Riccardo says:

    Come si fa a credere a un sondaggio casereccio di Rai 3 ? Ai post comunisti non resta altro che supportare, magari a denti stretti, il venditore di pentole fiorentino. Coraggio, cerchiamo di non cadere in depressione!

    • Stefania says:

      Sarà anche casereccio ma la dice lunga sull’interesse elettorale verso il Nord. Quindi occorre dare la sveglia a chi pensa che tutto sia come prima….

    • luca says:

      Ancora a parlare a vanvera di `comunisti` nel 2014 stile Berlusca? Vi sfugge che negli ultimi 20 a spennarvi e` stato un governo Legapolo dopo l`altro? Fantastici infine gli pseudoindipendentisti che tornano da mamma bellerio…dopo Ferrari e` il turno di Marchi e Oneto. I padani meritano questa fine alla Alberto Sordi.

      • Stefania says:

        Il mondo indipendentista è variegato. Quello della politica anche. Non giudichiamo nessuno, importante è capire a quale prezzo si raggiunge una meta.

      • ugo says:

        LUCA a me risulta che negli utili vent’anni ,94-2014 abbia governato per otto anni legapolo ,gli altri dodici governi di sinistra o tecnici sostenuti dalla sinistra .Detto ciò , mi pare di capire che troppe persone hanno paura del cambiamento , altre se ne fregano , altre ci guadagnano da questa situazione . Altrimenti certi dati non avrebbero riscontro ,lega o non lega.

  9. Dan says:

    Questo succede quando si lascia voce ad una minoranza di stronzi.
    Tutti gli altri continuano a mugugnare ma non a reagire, poi lamentiamoci se escono fuori “sondaggi imparziali”

Leave a Comment