Nessun debito del Nordest nei confronti del Meridione

di GIUSEPPE ISIDORO VIO

Nel confronto politico sulla questione Nord-Sud c’è una ricorrente argomentazione, quasi un mantra, che viene dagli esponenti politici meridionali. Siccome la liberazione dei territori italiani occupati dagli Austriaci durante la I Guerra Mondiale (Veneto e Friuli in particolare) fu anche merito dei tanti giovani meridionali morti su quel fronte, di conseguenza Veneti e Friulani hanno nei confronti del Sud un debito di riconoscenza eterno.

Bisogna, però, precisare che i 700 mila deceduti della 1° guerra mondiale che, tra l’altro, erano per una buona parte soldati triveneti e lombardi, non sono morti per liberare il Veneto poiché questo già apparteneva al Regno d’Italia da una cinquantina d’anni. Sono morti per soddisfare le mire espansionistiche dei Savoia che intendevano sottrarre all’Impero Austro-ungarico dei territori occupati da minoranze italiane (lo stesso pretesto che usò 25 anni dopo Hitler scatenando la 2° guerra mondiale). Tuttavia, le gerarchie militari fecero mali i loro conti, ponendo a repentaglio parte dei territori della Repubblica di Venezia che i Savoia avevano già annesso facilmente con un referendum truffa cinquant’anni prima.

Non c’è dubbio che allora molti giovani meridionali si sacrificarono per liberare quei territori occupati dagli austriaci nel corso della Grande Guerra. Nei loro confronti la riconoscenza è sincera ed eterno il debito morale da parte di Veneti e Friulani. Il problema tra Veneto (che non ha lo statuto speciale del Friuli e bensì un residuo fiscale di 20 miliardi di euro annui) e Sud sorge nel momento in cui i discendenti di quei valorosi ed eroici soldati hanno prosaicamente tradotto il termine riconoscenza eterna in debito economico eterno e dunque irrisarcibile, riducendo, di fatto, quella che doveva essere una guerra di liberazione a guerra di conquista e trasformando i Veneti in sudditi da vessare e mungere con ogni possibile balzello, ridicolizzati e accusati di pensare solo alla pancia quando alzano la testa per protestare.

Molti fra i discendenti di quegli eroici soldati non sono degni di loro: sono degli opportunisti, dei parassiti, spesso conniventi con le varie Mafie che prosperano a Sud. Mafie che intercettano gran parte dei trasferimenti provenienti da Nord, illudono i più stupidi con un po’ di elemosina, ma non terminano né strade, né ospedali, né reti idriche, né scuole, mal smaltiscono i rifiuti urbani inquinando i territori, né finanziano le banche locali, perché i soldi li depositano nei paradisi fiscali, nei cui porti attraccano i loro yacht.

Noi riteniamo di non avere alcun debito di riconoscenza con questa gente, non intendiamo essere loro sudditi e invitiamo i meridionali umiliati e mortificati (non certo da noi) a uscire dal torpore e lottare con noi contro la cultura mafiosa. La rivoluzione non deve avvenire per strada, ma nell’anima di chiunque è schiavo del proprio interesse particolare, ovunque si trovi, a Nord o a Sud dell’Italia, a destra o a sinistra dello schieramento politico.

Le popolazioni venete e non che vivono negli ex-territori della Repubblica di Venezia, nota per il suo buon governo, hanno nel loro DNA i concetti di cosa pubblica e di bene comune e li considerano i valori basilari del vivere civile forse più di qualsiasi altro popolo. Lo testimonia il percorso storico della millenaria Repubblica di Venezia, unica parte dell’Europa, che nei secoli bui del medioevo ha mantenuto viva la fiamma della cosa pubblica e soprattutto della democrazia, ben prima della stesura della Magna Carta.

Chiunque viva in questi territori, quale che sia la sua estrazione politica, non accetta che risorse pubbliche, frutto della propria dedizione e sacrificio, siano ingoiate dalla corruzione e dalle mafie del sud e poi, con un abuso insopportabile e sbeffeggiante, siano anche in parte riciclate e ripulite rilevando imprese del nord, in difficoltà nell’attuale momento di crisi economica, corrompendo tra l’altro l’identità civica di queste genti, le quali, tranne il periodo compreso tra la caduta della Repubblica di Venezia e la nascita della Repubblica Italiana, non sono mai state dei sudditi, ma sempre dei liberi cittadini.

Non si capisce perché la sinistra colta, integra e irriducibile, incontri tanta difficoltà a intendere questo sentimento di rivolta che giunge da nord-est e accusi i veneti di pensare solo alla propria pancia, soprattutto se l’accusa venga da chi vive al sud, dove, da troppo tempo ormai, al concetto di cosa pubblica è prevalso quello di cosa nostra.

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20 Comments

  1. Sandi Stark says:

    Ora noto: “Sono morti per soddisfare le mire espansionistiche dei Savoia che intendevano sottrarre all’Impero Austro-ungarico dei territori occupati…”

    Colossale ignorante di un Vio, si potrebbe sapere QUANDO, il Tirolo, il Litorale e la Contea di Gorizia sarebbero state “occupate” dagli austriaci?

    Aspetto signor ballista, si faccia vivo e se serve vengo anche a Caorle per discutere dei falsi storici che diffonde in Rete.

  2. Sandi Stark says:

    Mai sentita una stronzata come quella che dei Veneti sarebbero stati liberati nella 1° GM.

    “Debito di riconoscenza eterno”? Da noi li chiamvano CIF (Cifarielli), Pigne (pignate alias pentole), Cabibi, Scafuri, ‘taliani de legno (dalla citazione apocrifa di Teghethoff “uomini di ferro su barche di legno hanno sconfitto uomini di legno su barche di ferro”).

    Uno dei più noti rappresentanti della sparuta minoranza irredentista, così scriveva nel settembre del 1919:

    “È calato qui uno stormo di parassiti, tenori, baritoni, violinisti, mandolinisti, chitarristi…”

    “L’Italia ha mandato ed ha permesso che si spingesse qui un’impressionante quantità di impiegati corrotti o corrompibili che ammorbano il mondo degli affari e gli animi dei cittadini…”

    “La massa è infastidita oltre modo dalla burocrazia… . Irrita la gente il grave disservizio postale e telegrafico.”

    Chi è questo Premio Nobel che scrive di terre “liberate dagli austriaci”?

    Vio? Era per caso parente dei due fratelli Vio, ufficiali della KuK Kriegsmarine pluridecorati durante la 1° GM?

    Ma si permette proprio a qualsiasi persona, di pubblicare editoriali su questo Foglio?

  3. Heinrich says:

    “Non c’è dubbio che allora molti giovani meridionali si sacrificarono per liberare quei territori occupati dagli austriaci nel corso della Grande Guerra. Nei loro confronti la riconoscenza è sincera ed eterno il debito morale da parte di Veneti e Friulani. Il problema tra Veneto (che non ha lo statuto speciale del Friuli e bensì un residuo fiscale di 20 miliardi di euro annui) e Sud sorge nel momento in cui i discendenti di quei valorosi ed eroici soldati hanno prosaicamente tradotto il termine riconoscenza eterna in debito economico eterno e dunque irrisarcibile, riducendo, di fatto, quella che doveva essere una guerra di liberazione a guerra di conquista e trasformando i Veneti in sudditi da vessare e mungere con ogni possibile balzello, ridicolizzati e accusati di pensare solo alla pancia quando alzano la testa per protestare.
    Molti fra i discendenti di quegli eroici soldati non sono degni di loro: sono degli opportunisti, dei parassiti, spesso conniventi con le varie Mafie che prosperano a Sud.”

    Vio, perché prima sottolinei come la guerra fu di aggressione e conquista, e poi tu stesso usi le stesse parole della retorica patriottarda parlando di “liberazione” e di “eroismo”?
    Scommetto che scriverai allora, per coerenza, anche di quanto “eroici liberatori” furono i nazisti in Francia e Polonia.

    “Le popolazioni venete e non che vivono negli ex-territori della Repubblica di Venezia, nota per il suo buon governo, hanno nel loro DNA i concetti di cosa pubblica e di bene comune e li considerano i valori basilari del vivere civile forse più di qualsiasi altro popolo. Lo testimonia il percorso storico della millenaria Repubblica di Venezia, unica parte dell’Europa, che nei secoli bui del medioevo ha mantenuto viva la fiamma della cosa pubblica e soprattutto della democrazia, ben prima della stesura della Magna Carta.”

    Ed ecco qui palesarsi il becero nazionalismo veneto, ricopiato papale papale da quello italiano: la menzogna, il falso storico, la glorificazione di un passato mitico e mai esistito.
    Il “buon governo veneto”…quale? Quello delle città saccheggiate e bruciate e delle popolazioni ridotte in schiavitù quando rifiutavano di sottomettersi all’autorità veneziana? Quello dell’intolleranza religiosa che spingeva le popolazioni ortodosse a chiedere protezione al Sultano, lui si ben più tollerante e liberale dei Dogi? Quello della discriminazione delle popolazioni assoggettate, che fino alla caduta della Serenissima non avevano alcun diritto, pur essendo la stragrande maggioranza nelle proprie terre, ed erano sottoposte all’egemonia di poche famiglie patrizie di coloni inviate dal Veneto? Quello degli attacchi a tradimento contro paesi amici e neutrali come Zara e Costantinopoli? Quello dei tradimenti degli accordi internazionali per mero tornaconto economico?
    Io nel “dna culturale” veneziano ci vedo l’italia, non di certo quella pretesa diversità e superiorità morale che voi nazionalisti veneti millantate.

  4. Fabio says:

    Io invece sono dell’ opinione che non sia il Sud a chiedere qualcosa al Veneto, o viceversa, il Veneto al Sud….Penso che sia i territori del Triveneto, quanto la Napolitania e la Sicilia siano state sfruttate dalla finta Italia e dalla sua fame di soldi e ricchezze! I soldati del Sud che vennero a liberare territori veneti, lo fecero perché probabilmente ci credevano!
    Napoli e Venezia nel corso della storia sono sempre state alleate contro nemici comuni…I Savoia! Dobbiamo riallearci insieme contro chi veramente sfrutta i nostri territori, cioè l Italia!!!! Perché Caserta e Malghera siano di esempio di quanto questo colonialismo interno logori l animo ed anche i nostri territori!!

    • Sandi Stark says:

      C’è del vero perchè Venziani e “Napolitani” (vi chiamate così in onore al Presidente?) erano alleati quando nel 1849 vennero a bombardare Trieste, però nell’alleanza c’erano anche i Sardi. Anche nel 1848, i “Napolitani” ci aggredirono.

      E quando nel 1860 combattevate contro i Savoia, da dove vi arrivavano gli aiuti? Da Trieste o da Venezia?

      Ingrati e traditori, quella volta come oggi. Sempre pronti ad allearsi con italiani vari come i veneziani, per rompere le palle alle terre austriache.

  5. gipo says:

    Però non mi pare che la serenissima fosse tutta rose e fiori, specie nell’ultimo periodo….basta leggere cosa scrissero gli austriaci a riguardo dello stato penoso in cui versamìvamo grazie alla “lungimiranza” e alla grande apertura mentale di quei nobili i quali invece che all’innovazione pensavano a vivere sulle spalle di una popolazione agricola povera ed ignorante accrescendo gli affitti…
    Si, è vero che ci furono tempi migliori, ma la fine fu davvero penosa e non credo che a salutare napoleon come liberatore siano stati solo quattro gatti rognosi…

    Che i Saboia poi ci abbiano dato il colpoo di grazia, beh…ovvio.
    E per il resto l’articolo qui sopra è assolutamente condivisibile.

    • loris says:

      Ma da quando in qua gli occupanti dicono agli occupati: “guarda ora ci siamo noi anche se tutto prima andava bene”. Ovvio che si inventassero bugie sulla precedente situazione. Venezia, quando venne invasa, era perfino al picco economico della sua storia. Per questo fu spartita da Francesi e Austriaci

  6. A. V. says:

    “cultura mafiorsa del sud”…ma sbaglio o il veneto è l’unica regione del nord che ha partorito un mafia nostrana? ma sbaglio o fino ancora agli anni ’70 i veneti immigravano da tutte le parti pur di non morire di fame? ma sbaglio o siete chiamati i terroni del nord?…ma basta con sti articoli pseudo-socioculturali da 4 soldi…

    • gipo says:

      si, sbagli.
      Lo sanno anche i calamari dell’adriatico che la mafia del brenta fu una diretta conseguenza del confino dei malavitosi del sud, bella idea del piffero di una certa cultura sociologica che certi giudici “illuminati” misero in pratica portando la malavita anche dove non c’era mai stata.
      Secondo: a parte il fatto che se i veneti emigravano ciò era dovuto in massima parte proprio all’unità d’Italia, il pil pro capite del veneto era tra i più bassi del nord, ma era ben più alto di quello di tutte le regioni del sud, nonchè di umbria marche e poi via via anche della toscana etc etc
      Morti di fame si, rispetto alla lombardia o al piemonte dell’epoca, non rispetto all’italia nel suo insieme.
      Terroni del nord i veneti si, quei dea bassa padovana e del polesine emigravano per gli stessi motivi dei meridionali , erano poveri ignoranti e “boari”.
      Anche se non mi risulta che abbiano esportato malavita, nè al nord nè nel resto del mondo…anzi, avendo visitato parecchie comunità venete in australia , in brasile e in argentina mi risulta che i veneti si siano distinti per quanto erano dediti al lavoro più che per altre caratteristiche tipicamente sudiste.
      Ma poi se non sono “polentoni i veneti” allora chi lo è??

    • V.A says:

      come dici tu ti sbagli un pò troppo, forse sei tutto uno sbaglio

  7. Salice triestino says:

    Bell’articolo, ce ne vorrebbero di più in questi toni.

    Importante secono me aggiungere che gli “austriaci” hanno occupato nel 1917 parte del Veneto e del Friuli solo per ragioni strategiche e non per tenersi quei territori. E ciò è successo perchè è stata l’Italia savoiarda due anni prima (1915) a varcare il confine con le armi in pugno, tradendo l’alleato, per puro espansionismo militarista, con la scusa della liberazione di terre che in realtà erano per lo più leali all’Austria ed a popolazione mistilingue.

    Ho messo “austriaci” tra virgolette, perchè spesso vedo confusione su questo termine. In molti pensano che gli “austriaci” di quell’epoca, o in generale del vecchio Impero d’Austria, siano gli austriaci per come vengono intesi oggi. In realtà quelli che oggi vengono chiamati “austriaci” venivano definiti “tedeschi d’Austria” oppure “Austriaci di lingua tedesca”, per differenziarli da altri “austriaci”, e cioè tutti quelli componenti le diverse nazionalità, oltre alla tedesca, che abitavano l’Impero (cechi, italiani, polacchi, sloveni, croati, romeni, magiari, ecc.). Ed erano questi, tutti assieme, che furono costretti nel 1915 a difendersi dal nemico e nel 1917, presentatasi l’occasione, ad occupare a scopo difensivo, territori già appartenenti al Regno d’Italia, .

    A Follina in provincia di Treviso c’è un monumento che ricorda i caduti italiani e quelli austro-ungarici, ed una volta tanto non compaiono, come si vede spesso erroneamente, solo il tricolore italiano e la bandiera dell’Austria di oggi, ma tutte le bandiere degli Stati che oggi possiedono almeno una parte della vecchia Austria imperiale, e per la quale diverse nazionalità combatterono assieme sotto ad un’unica bandiera.

    http://www.comune.follina.tv.it/Storia/storia5/contentParagraph/0/image/DSCN2408.JPG

    • loris says:

      Il Governo Lombardo-Veneto, stato del Regno Austro Ungarico, per quanto molto meno invasivo di quello italiano, svaligiava questo territotorio delle sue ricchezza, da cui traeva il “30% di tutte le gravezze dell’Impero”. Inoltre l’Impero ha cominciato la cancellazione dei Veneti di Istria e Dalmatia con tanto di DEPORTAZIONI

      • Heinrich says:

        e finirla con queste cazzate risorgimentaliste no, eh?

        Il Lombardo-Veneto contribuiva in proporzione alle sue risorse, come qualsiasi altra parte dell’Impero, e non vi fu alcuna deportazione (quelle le fecero i vostri avi italiani negli anni ’20) di “Veneti”, i quali erano una piccola minoranza urbana che, tra l’altro, manteneva in condizione semi-schiavile la maggioranza slava della popolazione.
        Se c’è qualcosa che portò l’Impero nelle terre ex serenissime di Istria e Dalmazia fu proprio l’uguaglianza ed il rispetto tra tutte le componenti etniche, altro che “buon governo veneto”…così buono che le popolazioni locali preferivano sottomettersi ai turchi musulmani che farsi governare dagli schiavisti in gondola.

  8. Luporobico says:

    I Friulani contenti di essere stati liberati dagli Austriaci?
    Almeno non ha citato il Tirolo…..

  9. Lorenzo S. says:

    “Non c’è dubbio che allora molti giovani meridionali si sacrificarono per liberare quei territori occupati dagli austriaci nel corso della Grande Guerra. Nei loro confronti la riconoscenza è sincera ed eterno il debito morale da parte di Veneti e Friulani.”

    Questo debito morale te lo tieni per te, GIUSEPPE ISIDORO VIO, non parlare a nome dei cittadini del Nord Est!

    I meridionali hanno hanno combattuto per obbedire ai Savoia, non certo per unificare l’Italia. Ti ricordo che l’unificazione dell’Italia è partita da nord, il sud ha subito passivamente gli eventi perché a quel tempo era fuori dal mondo e dalla storia.

  10. fabio ghidotti says:

    le guerre di aggressione scatenate dall’imperialismo sabaudo sono state guerre di pura espansione, non hanno “liberato” nessuno. Il presunto obbligo morale di stare con quelli della stessa “razza” è un concetto razzista. Senza dimenticare che il vero motivo della prima guerra mondiale è stata la volontà sabauda di annettersi una terra assolutamente tedesca come il Tirolo del sud.
    I soldati italiani e padani mandati a morire in quella guerra sono eroi solo nel senso biologico del termine, cioè nel senso che i loro corpi hanno sopportato quello che hanno sopportato (finchè sono rimasti in vita). Non c’è alcun eroismo a ubbidire, se mai ce n’è nel disubbidire.
    Di fronte a questo crimine sabaudo (che basta da solo a condannare l’italia, visto che ancora oggi sembra largamente accettato) le polemiche vere o presunte di cui tratta l’articolista sono assolutamente stucchevoli.

    • Sandi Stark says:

      Non è del tutto corretto, quello di “liberare” qualcuno era un pretesto, non uno dei reali motivi di guerra che erano diversi. Secondo i diari di Salandra, le sue motivazioni erano prevalentemente reazionarie, di poter cioè stroncare lo stato pre rivoluzionario culminato nella “settimana rossa” del giugno del 1914.

      Poi c’erano motivazioni imperialiste di espansione territoriale che coinvolgevano un po’ tutti gli interventisti e le solite motivazioni economiche che riguardavano gli industriali ed i prezzolati come Mussolini e d’Annunzio.

      C’erano anche motivazioni più complesse da spiegare, come quelle degli ambienti internazionali massoni che volevano distruggere la Confederazione Austro Ungarica per diffondere il nazionalismo che avrebbe dato loro il potere, anche in terre praticamente esenti da quel cancro dell’umanità (il nazionalismo).

  11. Trasea Peto says:

    Il Regno d’italia entrò in entrambe le guerre un anno dopo dagli inizi degli scontri. Non era stato invitato e nessuno minacciava lo Stato italiano.
    Se i deficienti che governavano il Regno d’italia in quegli anni avevano manie di protagonismo e di imperialismo non è colpa dei soldati che in maggioranza furono OBBLIGATI a partecipare alle guerre. Non ne aveva colpa né il soldato calabrese né quello lombardo.

  12. lucano says:

    Giuseppei Isidoro Vio ma quale mantra???
    guardi che da qs parti nessuno è in polemica con il nord est e nessuno vanta o reclama un debito eterno di riconoscenza!!! i veneti com e tutti sono ilberi di fare e di secedere come vogliono

    • caterina says:

      anche perchè purtroppo le guerre le hanno decise e volute i Savoia e chi gli stava intorno per i quali le popolazioni erano niente e le grida di dolore, reclamizzate, inventate e false… era la pubblicità di allora! I Savoia estesero a tutto il nuovo regno la leva obbligatoria, introdotta appunto per avere sempre carne fresca da mandare in tutti i fronti di un regno raffazzonato con stratagemmi ed inganni.
      Sono milioni i morti sulla coscienza dei Savoia e suoi emissari e generali per guerre inutili, ma il tragico è che loro non hanno la coscienza e i loro complici ce li troviamo ancora esaltati in giro con targhe su vie e piazze e noi tutti, popoli dell’Italia pieni di ferite, ne stiamo pagando ancora le conseguenze.
      Come s’intitola il libro di Dal Boca: Maledetti Savoia!

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