Debito e disoccupazione troppo alti: Italia sotto osservazione

di CARLO CAGLIANI

Letta e Saccomanni urlano a squarciagola che è in atto la ripresa. Nessuno gli crede, fatti salvi i giornalisti amici. Intanto, la Commissione europea ribadisce il suo allarme sull’elevato debito e l’aumento della disoccupazione in Italia. Su quest’ultimo aspetto, in particolare, il rapporto sugli squilibri macroeconomici presentato dalla Commissione, evidenzia gli elevati livelli della disoccupazione giovanile e l’aumento “marcato” di povertà ed esclusione sociale. Gli squilibri macroeconomici italiani, ricorda la Commissione, erano già stati evidenziati lo scorso aprile, assieme alla “necessità di adottare azioni politiche decisive”. Come dire: ma abbiamo parlato al vento?

Secondo il rapporto attuale, “sul fronte interno, l’alto livello del debito pubblico (ormai prossimo al 130% del PIL) resta una vulnerabilità significativa per il paese”. Inoltre, “ottenere e mantenere un surplus primario elevato rimane essenziale per portare il debito sulla via della riduzione”. Ma senza crescita…  Presentando il rapporto a Bruxelles, il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, ha però sottolineato che l’instabilità politica “non ha messo a rischio i progressi compiuti” in Italia. “Ora – ha aggiunto – occorre andare avanti con le riforme strutturali”. Frasi di circostanza. Se i mercati finanziari internazionali hanno “una chiara percezione delle riforme in corso”, ha aggiunto, l’Italia sarà “immediatamente ripagata” dagli stessi mercati in termini di abbassamento degli spread. Domanda, quali riforme?

Per Barroso questo è particolarmente importante perché l’Italia “è un’economia importante (o forse lo era, nda) non solo dell’Eurozona ma del mondo”. Ora, scatta un “esame approfondito” della situazione, i cui esiti si conosceranno la primavera prossima. Quando arriverà la Troika?… si chiede qualcuno.

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One Comment

  1. Dan says:

    L’unica strada percorribile per abbattere la disoccupazione passa da una pesantissima riduzione del carico fiscale, la quale a sua volta esige un netto taglio della spesa, quindi niente più super stipendi nel settore pubblico, niente più super pensioni, niente più soldi a strafottere per politici e loro amici.

    Succederà mai ? Non con questo popolo bue, sottomesso perchè desideroso di esserlo.

    9 dicembre ultima chiamata

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