DE MAGISTRIS CHIAMA NAPOLITANO: MANDIAMO LA MUNNEZZA AL NORD

di GIANMARCO LUCCHI

«Presidente, la chiamo anche a nome di Caldoro e di Cesaro. Ci aiuti a risolvere il problema creato dall’ultimo decreto sui rifiuti. Lo stop ai viaggi vanificherebbe tutti i nostri sforzi». Il  sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha parlato con il presidente Napolitano. Una telefonata preannunciata, che, nelle intenzioni del primo cittadino, dovrebbe servire a salvare la città e la Regione dal rischio dell’ennesima crisi.

Da oggi, però, la battaglia si sposta in Parlamento. Alla Camera torna infatti in discussione il decreto nella formulazione emendata dalla commissione ambiente della Camera. Il nuovo testo recita: «Lo smaltimento in altre regioni di tali rifiuti avviene, in conformità al principio di leale collaborazione, mediante intesa tra la regione Campania e la singola regione interessata». Una dizione, che se restasse inalterata rischierebbe, secondo gli amministratori campani, di bloccare i trasferimenti dei rifiuti usciti dai luoghi di stoccaggio. E questi finiscono in Puglia, in Toscana, in Emilia, in Veneto e anche in Lombardia e in Olanda. Bloccati i viaggi in Italia sarebbe possibile mandarli solo nel nord Europa, ma le dieci navi già previste non sarebbero certo sufficienti. Perciò il sistema potrebbe collassare.

La tensione è subito salita alle stelle e il governo ha deciso di porre la fiducia. Ma la Lega fa le barricate e si prepara all’ostruzionismo in Aula prima del voto finale.  Il decreto è stato già approvato in prima lettura al Senato, ma scade il 26 marzo e dopo le modifiche di Montecitorio deve tornare al vaglio di Palazzo Madama. È dunque anche per accelerare i tempi, spiegano fonti del governo, che si è deciso di porre la fiducia sul provvedimento. A rendere complicato il percorso parlamentare del decreto, la contrarietà di alcuni deputati campani alle norme che riguardano il trasporto fuori regione dei rifiuti («Io non voto e invito i colleghi campani a fare altrettanto», annuncia Paolo Russo, del Pdl). Ma anche la dura opposizione della Lega. Che per rendere la vita difficile al governo ha iscritto tutti i suoi 59 deputati a parlare in Aula sul voto finale al provvedimento. E poichè ognuno di loro ha a disposizione 10 minuti, fanno in totale 590 minuti. E cioè oltre sei ore, se si sommano anche gli interventi degli altri gruppi parlamentari. Un vero tour de force sembra dunque imporsi per dare l’ok in settimana al decreto. Per iniziare, domani sera alle 19.30 ci saranno le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta questa sera dal governo. E alle 21 (in contemporanea, nota con disappunto qualcuno, con la partita del Napoli contro il Chelsea) inizierà la chiama. Poi, fino alla mezzanotte, la discussione degli ordini del giorno. E domani la maratona per arrivare al voto finale. Il decreto Ambiente è composto di tre articoli. Il primo dispone sui rifiuti campani, il secondo sui bioshopper (spostato di sei mesi il termine per i criteri di biodegradabilità dei sacchetti e prorogate le sanzioni che partiranno dal 2014), il terzo sui materiali di riporto.

Tuttavia la Lega dovrebbe dimostrare maggiore coerenza, visto che diverse inchieste giornalistiche di alcune settimane fa hanno provato che una bella fetta dei rifiuti napoletani vengono smaltiti, col “passaporto” di emergenza, nelle discariche della Bassa Bresciana, cioè una Provincia a guida leghista.

E dopo l’ennesima emergenza napoletana, che ormai è una costante dal 1994, si avvicina quella di Roma, come abbiamo scritto anche noi de L’Indipendenza. Infatti col mese di giugno chiuderà la discarica di Malagrotta e la spazzatura della Capitale al momento non ha destinazione. E c’è  chi mette le mani avanti. Come già avvenuto per la Campania, il Veneto ha infatti tutta l’intenzione di opporsi all’arrivo dei rifiuti provenienti dal Lazio. Lo annuncia l’assessore veneto all’ambiente Maurizio Conte. «Dopo le risorse per ‘Roma capitale’ – ironizza l’esponente leghista – ci toccherà pure sborsare un’infinità di quattrini per ‘Roma pattumierà e magari accettare proni i loro rifiuti nella nostra Regione. Così non sarà». «Con i cospicui finanziamenti statali ricevuti da Alemanno e chi lo ha preceduto – bacchetta Conte – l’autosufficienza nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti non è stata raggiunta». Nell’auspicare che «questa ipotetica inadempienza si dimostri infondata», Conte annuncia di volersi nel frattempo attivare con il ministro Clini «per ottenere rassicurazione in tal senso».

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17 Comments

  1. lorenzo says:

    maqistri non aveva le soluzioni gia´pronte pe3r eliminare i rifiuti a napoli ?.
    Visto che non ci riesce cerchi le soluzioni nel proprio territorio e la smetta di ricorrere al presidente.
    Noi non vogliamo rifiuti del sud che si arrangino.

  2. Domenico says:

    Ma come, il grande sindaco, portatore del nuovo verbo si rivela un pagliaccio? E continua la farsa con tutti gli altri pagliacci, compresi gli amministratori del nord che non si oppongono! A ben vedere sono più pagliacci dei napolitani..

    • Marco says:

      E che dire di quelli che parlano a vanvera di una realtà che non conoscono?

      • Domenico says:

        Bisognerebbe avere la capacità di capire che se, dopo un’emergenza riconosciuta per motivi più clientelari che reali (dopo 15-20 anni che emergenza è?), se ne vuole decretare un’altra, l’unica spiegazione è che nessuno fa nulla perchè la campania rientri in una routine, valida per tutti, a nord del tevere, in cui ciascuno smaltisce in casa propria i rifiuti che produce. Invece accettando i diktat romano-napolitani permettiamo che le discariche presenti sul nostro territorio, molto più urbanizzato della terronia, e quindi con meno spazi a disposizione, vengano saturate da rifiuti prodotti altrove. E’ un’ulteriore insulto al nostro territorio e alle nostre popolazioni che già devono mantenere tutto il caravanserraglio romanofilo. E a questo punto se i mezzi legali non bastano si ricorre alla piazza ed ai metodi meno ortodossi ma più efficaci. E’ già stato fatto in passato e si può fare ancora. Invece mettersi a 90° con la scatola della vasellina in mano non è un buon metodo per ottenere qualcosa: se vuole ci provi, ma non pretenda che qualcuno la imiti.

        • Marco says:

          E da cosa deduce che io inviterei a “mettersi a 90° con la scatola della vaselina in mano come metodo per ottenere qualcosa”? Spero che stia scherzando…

          Se si vuole informare sulla vicenda che ho accennato più sotto, riguardante la discarica Gedit di Montichiari, vedrà la realtà di un’amministrazione che si è opposta da subito a quell’impianto, al punto che il padrone di quella discarica, Marcello Gabana, ha invitato, al momento delle elezioni amministrative, a non far rieleggere l’amministrazione leghista (candidato sindaco Zanola), poi riconfermata, minacciando che in caso di vittoria della parte politica a lui avversa avrebbe spostato la squadra di pallavolo, che gioca il campionato di A1 maschile, in un’altra città.
          E’ quindi successo che l’amministrazione leghista è stata riconfermata e la squadra di pallavolo Acqua Paradiso si è trasferita da Montichiari a Monza.

          E’ interessante notare come in occasione di quelle elezioni amministrative tutto il peggio del peggio della regione Lombardia si sia coalizzato per far perdere il candidato sindaco Zanola, “colpevole” di aver rifiutato l’apparentamento con il PDL; quest’ultimo era favorevole (chissà perchè) alla discarica (la Gedit e a anche altre) e, assieme alla Lega Nord, che ha impedito alla Zanola di correre col simbolo dell’Alberto da Giussano (di conseguenza la Lega di Montichiari si è dovuta presentare con una sua lista “indipendente” e tutti i suoi componenti sono stati poi sulla soglia dell’espulsione dal partito fino a poche settimane fa), ha appoggiato un candidato sindaco PDL-Lega che poi è risultato sconfitto al ballottaggio.
          PDL e Lega hanno sostenuto con forza quel candidato sindaco con comizi e interventi pubblici della Gelmini, e dell’accoppiata Beccalossi – Monica Rizzi; quest’ultima si è anche candidata nella lista “ufficiale” Lega Nord.
          Aggiungo che al ballottaggio il candidato sindaco PDL-Lega è stato appoggiato dalla lista degli ex democristiani (forte di un 20% al primo turno) che presentavano un candidato sindaco che si è poi presentato in un comizio a fianco del segretario cittadino del PDL e di Franco Nicoli Cristiani.
          La vittoria della Zanola è quindi stata un grande successo di una Lega legata al territorio contro un’imposizione dall’alto e contro tutto quello schifo che ho nominato in precedenza; lo stesso Gilberto Oneto ha dedicato a quell’affermazione un bell’articolo su Libero.

          Discarica Gedit: come ho scritto l’amministrazione monteclarense è contraria da sempre a quell’impianto e recentemente il sindaco l’ha anche chiusa per una triste vicenda di emissioni che hanno provocato dei malori in una frazione confinante con l’impianto, ma il TAR l’ha riaperta subito il giorno dopo; la situazione delle esalazioni comunque continua a restare, per quanto possibile (chiaramente la proprietà Gedit pensa solo al suo interesse e fa ostruzionismo), monitorata.

          Rifiuti da Napoli: mi sai dire lei come si fa a sapere preventivamente se e quando un TIR proveniente da Napoli scarica nella Gedit? Si tratta di un impianto privato; cosa possiamo saperne noi?

          • Marco says:

            Vorrei aggiungere un paio di osservazioni al mio precedente intervento.

            1) Riguardo all’atteggiamento di Marcello Gabana*, quando ho scritto che invitava a votare contro l’amministrazione a lui “avversa” ho usato un termine in parte fuorviante, era meglio scrivere “sgradita”, perchè è lui che si è messo a fare la guerra alla Lega monteclarense e non il contrario; di fatto l’Acqua Paradiso riceveva un sostanzioso contributo dal comune come sostegno per la struttura del palazzetto e la gestione delle varie formazioni giovanili ma questo al padrone della squadra non bastava, affermava di volere di più e pretendeva di ribattezzare il palazzetto, dedicato a un giocatore – bandiera della pallavolo Montichiari, morto tragicamente in un incidente d’auto, con il nome di una delle sue aziende.

            Gabana ha fatto una guerra dichiarata, rilasciando interviste ai giornali e in programmi TV (ovviamente in assenza di contraddittorio), ricattando la cittadinanza (“se l’amministrazione verrà rieletta mi trasferirò sicuramente in un’altra città”) e omettendo il vero motivo per cui la giunta Rosa-Zanola gli era sgradita: il no a quella discarica Gedit che poi, visto gli appoggi politici negli enti superiori, è stata ugualmente aperta.

            2) Quando scrivo, ironicamente, che il PDL era, “chissà perchè”, favorevole all’apertura di quella discarica (e di altre), pensando a come storicamente in regione questa forza politica abbia “difeso” certi interessi, dovrei, anche alla luce dei recenti avvenimenti, allargare quell’osservazione a tutto il fronte che ha sostenuto quel candidato sindaco, e cioè a PDL, Lega Nord e PPM; ho già scritto come il candidato degli ex democristiani si sia poi manifestato come “uomo di Nicoli Cristiani; ecco per semplificare ora potremmo ridefinire quello schieramento “amici di Franco Nicoli Cristiani”.

            * Per ironia della sorte, il giorno dopo l’abbandono ufficiale, da parte della squadra Acqua Paradiso, di Montichiari, Marcello Gabana è deceduto.
            Il trasferimento a Monza era già cominciato, e le partite casalinghe si giocavano già là, ma, per i tempi logistici, la squadra aveva continuato ad allenarsi nel paese bresciano.
            Il 13/11/09 la squadra è partita in pullman per lasciare definitivamente Montichiari, salutata da Marcello Gabana che la spronava per la partita che avrebbe dovuto giocare a Monza il giorno dopo, ma quello stesso giorno Gabana è morto in un tragico incidente, precipitando col proprio elicottero aziendale nel lago di Varese.

          • Domenico says:

            No, non volevo affatto scherzare: più semplicemente, e le chiedo scusa, ho frainteso il significato della sua nota. Peraltro il traffico può venire monitorato con telecamere e i tir possono sempre essere fermati per controllare carico e documenti… Non devo dirle quanti documenti devono essere al seguito dei rifiuti: basta controllarli tutti, ma proprio tutti e a tutti i camion. Si immagina quanto tempo ci vuole e quanto se ne fa perdere ai trasportatori? Non è difficile far “morire di burocrazia” gli autisti e multarli per ogni minima irregolarità (controllando sul posto anche le emissioni dei gas di scarico, per esempio..). Si tratta di volerlo fare, ma devono volerlo sia l’Amministrazione cittadina che quella provinciale, perchè quella cittadina non può farcela da sola. E il Sindaco (quello di Montichiari merita la maiuscola) può chiudere la discarica anche tutti i giorni, con una ordinanza sempre nuova, facendo monitorare da tecnici affidabili le esalazioni e intervenendo ad ogni sforamento, per la tutela della salute dei cittadini esposti. Ah, dimenticavo: i controlli sono ampiamente giustificati dalla necessità di prevenire minacce alla salute dei cittadini. Con questa gente bisogna saper combattere con le loro stesse armi…

          • Marco says:

            Aggiorno:

            —————————————

            Montichiari, la Gedit chiede i danni al Comune

            Ore: 19:49 | giovedì, 24 maggio 2012

            Nuovo tassello della guerra fra l’Amministrazione comunale di Montichiari e la Gedit, la discarica del gruppo Gedit-Gabana aperta da un paio d’anni nel territorio di Montichiari.
            Per capire di che si tratta bisogna ricordare che, ritenendo la discarica Gedit fonte degli odori nauseabondi che spesso permeano l’aria di Vighizzolo, lo scorso inverno il sindaco Elena Zanola aveva firmato un decreto di sospensione dell’attività. La discarica era rimasta chiusa solo un giorno, perché la Gedit si era rivolta al magistrato, che, seppur con alcuni vincoli, aveva autorizzato la ripresa dell’attività.

            Ebbene: per quel giorno di chiusura, ora la Gedit ha chiesto i danni al Comune di Montichiari.
            La conferma arriva dalla stessa Elena Zanola: «La Gedit ci ha chiesto 50mila euro per il danno che avrebbe subito per un solo giorno di chiusura della discarica. A questo punto appare evidente che la Gedit incassa 50mila euro al giorno. Mi sono presa la briga di fare due conti: 50mila euro al giorno sono un milione e mezzo al mese, cioè 18 milioni l’anno, da moltiplicare per cinque anni. Ecco: con l’attività aperta a Vighizzolo la Gedit guadagna una paccata di milioni sulla pelle dei cittadini di Montichiari».

            Comunque, chiude il primo cittadino monteclarense, «non ci sono problemi: ci difenderemo anche da questo attacco. E naturalmente spiegheremo tutto ai cittadini».

            http://www.giornaledibrescia.it/in-provincia/bassa/montichiari-la-gedit-chiede-i-danni-al-comune-1.1215584

  3. Marco says:

    Signor direttore, avrei alcune di domande sulla parte dove scrive:

    “Tuttavia la Lega dovrebbe dimostrare maggiore coerenza, visto che diverse inchieste giornalistiche di alcune settimane fa hanno provato che una bella fetta dei rifiuti napoletani vengono smaltiti, col “passaporto” di emergenza, nelle discariche della Bassa Bresciana, cioè una Provincia a guida leghista.”

    1) Credo si riferisca, tra le altre, alla discarica Gedit di Montichiari; riporto il link dove ne avete parlato:

    http://www.lindipendenzanuova.com/montichiari-arrivano-in-segreto-i-rifiuti-di-napoli/

    premesso che, lo ribadisco per amor di verità, l’attuale amministrazione monteclarense (Lega) è da sempre contraria a questa maledetta discarica, cosa potrebbe fare, concretamente, il presidente della provincia per impedire che vi arrivino i rifiuti napoletani? Considerato che si tratta di una discarica privata che livello di controllo vi può esercitare il presidente leghista Molgora?

    2) A quali altre inchieste giornalistiche si riferisce?

    3) A quali altre discariche della bassa bresciana si riferisce?

    • gianluca says:

      Mi scuso, inchiesta giornalistica. Pensare che gli enti locali possano fare poco o nulla è atteggiamento di chi si trincera dietro il paravento delle regole vigenti e si inchina a pecora. E poi perché la Lega in Parlamento non ha mai strepitato contro la pratica dell’emergenza che fa saltare gli ostacoli? Forse perché il suo ex alleato Berlusconi andava a Napoli un giorno sì e l’altro pure per dimostrare che la città era tirata a lucido? Per l’amor di dio, è sempre politica, ovviamente!!!

      • Marco says:

        Forse ha frainteso: non intendevo né promuovere atteggiamenti come quello che ha stigmatizzato né difendere l’operato del previdente Molgora; volevo solo capire su cosa ci si basasse, concretamente, nel passaggio che ho citato.

  4. Filippo83 says:

    Ci sono solo 2 condizioni a cui il Nord potrebbe accettare i rifiuti:
    – De Magistris la smette di farsi bello con le discariche altrui, abbandona le sue eco-utopie, e fa discariche e soprattutto inceneritori; nel frattempo, per tamponare l’emergenza, accettiamo una piccola quota di rifiuti, sicuri che tra pochi anni Napoli non dovrà più inviarli altrove;
    – tali rifiuti verranno pagati in moneta sonante, direttamente dalla provincia di Napoli alle province coinvolte, possibilmente in anticipo, senza fondi statali, senza ritardi, senza intermediarii.
    Siccome queste due condizioni sono entrambi irrealizzabili, sarebbe ora che i napoletani se ne facessero una ragione: nemmeno al Nord siamo fessi; ed essere furbi, come amano essere in Campania, non è sinonimo di essere intelligenti.

    P.S. 590′ sono quasi 10h!

  5. Mauro Cella says:

    Lo ho già detto più volte. Se Napoli e Roma non vogliono le discariche, benissimo. Mandino pure i loro rifiuti in Friuli, Lombardia o Olanda. Però paghino di tasca loro ogni centesimo legato a trasporto e smaltimento. Niente trasferimenti di denari da Roma, niente “emergenza nazionale”, niente soldati (che paghiamo tutti noi) sulle strade. E se non hanno soldi l’immondizia resta a casa loro.

    E’ inutile massacrare la gente quotidianamente con propaganda asfissiante sui “sacrifici” quando c’è chi i sacrifici non solo non li vuole fare ma riesce ad imporli agli altri. Come diceva Paolo Villaggio “Lei vada a farsi fare altri due o tre buchi nella cintura mentre io vado a farmi una bella cotoletta panata con patate fritte”.

    • Giacomo says:

      i soldati non servono per trasportare la rumenta, ma per impedire a noi di fermare i camion che la trasportano. Si chiama stato coloniale italiano.

  6. Giorgio Milanta says:

    E poi qualcuno si stupisce del fatto che dalle nostre parti c’è gente che “ce l’ha con i meridionali”.

  7. Giacomo says:

    La lega sbraita, ma con loro al governo la stessa cosa è capitata più volte. Ma naturalmente era per una ragione superiore: il conseguimento del “federalismo (absit iniuria in verbis) fiscale”.

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