De Andrè in tv, parabola tra mielosità e doppi sensi…

de andre

di SERGIO BIANCHINI –  Domenicaa mattina sono andato al bar e incrociando come al solito 2 signore un po’ anzianotte con cui mi saluto spesso ho voluto sondare il terreno sulla faccenda De André. -Ieri sera sono stato in piedi fino all’una di notte per vedere su Rai 2 il film sulla vita di De André”-, – Bravissimo- dice una delle due e l’altra assente col capo.

Mah- dico io- la musicalità è piacevole, la tradizionale melodia dolce e malinconica, ma le parole sono- non riesco a finire che la prima signora dice – poetiche-.

Io insisto- sono poetiche ma “demoniache”, vogliamo analizzarle un po’?- e mi siedo al tavolo delle 2 donne.  Comincio: -prendiamo la canzone più famosa, quella del pescatore e vediamo qualche frase; Venne alla spiaggia un assassino, due occhi grandi da bambino …ecc.  Ah però- dice la fan – non avevo in mente l’assassino ma il sole e il pescatore-.

Io continuo: -ma lì arriva un assassino e con lui cosa fa il pescatore? Non solo lo accetta ma stabilisce con lui la più sacra delle comunioni con la frase..versò il vino e spezzò il pane per chi aveva sete e fame.

La signora è attonita, la meno impegnata dice: si, lui rovesciava il modo normale di vedere le cose.

Io continuo: – non solo si mette in comunione con l’assassino ma quando arrivano i gendarmi non collabora per niente con loro e quindi esplica una piena omertà con un criminale. Quindi è da escludere che abbia assecondato anche per paura il fuggiasco-.

Le due donne sono “convertite” secondo una procedura che mi è accaduta centinaia di volte quando esamino con qualcuno i testi delle canzoni di De André. Timidamente propongo di esaminare BOCCA DI ROSA ma la prima dice – si, ho capito, ma adesso devo andare a messa- e sorridendo si alza.

La sua amica ripete ancora una volta che si, lui rovesciava la frittata.

Ma l’amore di massa per De Andrè è una prova a mio parere evidente che l’Italia è ancora prigioniera delle proprie schizofrenie e quindi non ancora in grado di costruire uno stato autorevole ed efficiente e di cominciare a risolvere con sicurezza gli enormi e innumerevoli problemi che negli ultimi 40 anni si sono accumulati.

Però siccome dopo il top inizia la discesa forse siamo alla fase calante del ciclo iniziato 50 anni fa.

A queste mie considerazioni, arriva anche la risposta di una amica. Eccola.

Caro Sig. Preside,
valutare un’opera artistica in questo modo mi rattrista un po’. Come ben sa l’arte ha più punti di vista e di interpretazione … e molte volte è un specchio, ognuno ci vede quello vuole, le rime la storiella, la musica, un significato che è frutto della sua storia … 
La canzone potrebbe essere interpretata come una parabola cristiana (Pescatore /Gesù, i pani e i pesci la giustizia divina -che a noi non è dato di capire- verso quella terrena). Oppure essere così com’è, un racconto di una scena vista … di un pescatore che forse non capisce più molto, stanco nella sua vecchiaia, e di un assassino che per quel gesto disinteressato rimpiange quello che avrebbe potuto essere ricordando la sua infanzia. 

Sull’omertà è una sua interpretazione. C’è la domanda ma non sappiamo se poi c’è una riposta, forse che sì, forse che no. Magari non è così importante. Magari il pescatore è stanco, non gliene importa nulla … e si assopisce.

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