Dazi di Trump ammazzano la nostra economia. Ma la Lega non aveva festeggiato elezione di Donald?

salvini trump

di Roberto Bernardelli – Dove sono? Che fine hanno fatto gli adulatori di Donald Trump? Avevano ringraziato i santi e le Madonne dei rosari per la sua elezioni. Avrebbe cambiato gli Usa, salvato l’Europa, avviato chissà quale nuovo mondo. Ma di parole di Salvini contro i dazi di Trump, un danno per l’Italia staliniana di un miliardo di euro, non ne abbiamo sentite. Neanche mezza. La lega è sparita. I sovranisti stanno zitti, ammutoliti.

 

Stando ai calcoli della Coldiretti, ammonta infatti a un miliardo il danno che l’Italia pagherà per i dazi che l’amministrazione americana e autorizzata dall’Organizzazione Mondiale del Commercio, ha posto sui prodotti tecnologici, aerospaziali, ma anche alimentari – 25% di tariffa su pecorino romano, parmigiano reggiano, provolone e prosciutto – e del settore del lusso provenienti dall’Europa.

A fare l’elenco del lussuoso costo per la geopolitica e per l’impatto nella nostra casa mia, c’ha pensato magistralmente fanpage che spiega così le capriole della Casa Bianca:

“Una sberla violentissima, da parte del caro Donald, solo l’ultima in ordine di tempo. Che da quando è presidente degli Stati Uniti sembra avere un conto aperto con il Belpaese. Per sommi capi: ha sostenuto e poi scaricato il governo “ufficiale” Al Sarraj in Libia, appoggiato dall’Italia, decidendo di stare dalla parte del generale Haftar, appoggiato da Francia ed Egitto. Ha stralciato l’accordo con l’Iran sottoscritto da Obama, Iran di cui siamo tra i primissimi partner commerciali. Ha apertamente sconfessato il patto commerciale italiano con la Cina, chiedendo prova di fedeltà atlantica al precedente governo, così come a quello entrante. Ha dato vita a una guerra commerciale violentissima nei confronti della Germania, il principale acquirente della nostra manifattura”

Intanto i sovranisti applaudivano il guru della destra che piace tanto a Meloni e Salvini. Quello “reinventatosi agente provocatore delle democrazie europee dopo la vittoria di The Donald alle elezioni presidenziali dell’8 novembre 2016. Gli stessi che si spellano le mani ad applaudire Viktor Orban, quello che ha bloccato ogni discussione sulla revisione del Trattato di Dublino e ogni ipotesi di redistribuzione dei richiedenti asilo, e che dopo averci fatto terra bruciata attorno, è tornato a casa nel Partito Popolare Europeo, fedele sostenitore della Commissione guidata da Ursula von Der Leyen, acquiescente alleato della Cancelliera Angela Merkel”.

Che leader, in Italia. “Ma per il momento non possiamo che limitarci alla conta dei danni. Quelli del protezionismo economico e dell’isolazionismo politico, dell’anti-europeismo pregiudiziale di chi preferisce essere protettorato di Washington anziché partner europeo. Per ora, questa mirabolante strategia ci ha regalato il drastico rallentamento della crescita del nostro prodotto interno lordo, a ridurre drasticamente il flusso delle nostre esportazioni, ad aumentare le tensioni sociali all’interno del nostro Paese e a distruggere la nostra credibilità internazionale. Ma continuiamo a prendercela con Merkel, con Macron, con Bruxelles. Ne usciremo alla grande.

continua su: https://www.fanpage.it/economia/i-dazi-di-trump-sono-la-prova-finale-il-sovranismo-e-il-vero-nemico-dellitalia/

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One Comment

  1. caterina says:

    ma io credo che c’è sempre in giro chi compra qualunque sia il prezzo, solo che dobbiamo andarceli a cercare anche altrove e il costo è appunto da subito nella ricerca…Le nostre specialità per ora dobbiamo sostenerle noi…come? individualmente comprando, e socialmente abbassando l’IVA…

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