Dante mise Maometto all’Inferno. Il politicamente corretto ritirerà la Divina Commedia dalle scuole

maometto

di ROMANO BRACALINI –  Sebbene l’angusto e spaventevole mondo musulmano abbia concesso tardivamente,e con molte eccezioni, la rappresentazione della figura umana, basterebbe l’accenno poco riguardoso al profeta per essere messi a morte.Cosa assai improbabile nelle dittature musulmane. Ma probabilmente passerebbe inosservato ogni riferimento offensivo alla religione cristiana, quanto agli ebrei sarebbe concesso solo di parlarne come di bestie immonde, come normalmente vengono rappresentati nei libri di testo per le scuole. Solo la tracotanza di governi corrotti e ignoranti poteva ritenere che la protesta inconsulta e esagitata impressionasse il governo e l’opinione pubblica di un paese di antica civiltà. Ai ricattatori professionali, ai millantatori abituali non bisogna fare la minima concessione.
La figura del profeta è il paradigma dei complessi d’inferiorità dell’Islam, il simbolo stesso del riscatto che inutilmente ricerca da secoli trovando più comodo attribuire all’Occidente le cause del fallimento. Così
l’oltraggio al profeta va al di là del significato meramente “sacrilego”, ma viene interpretato come il vilipendio di una nazione subalterna e umiliata dallo strapotere
occidentale.

Le masse musulmane, eccitate e in stracci, sempre in armi ad abbaiare alla luna, largamente analfabete e fanatizzate, si prestano docilmente ai comandi della propaganda subdola e mendace. La tutela della propria
onorabilità consiste innanzitutto per il musulmano nell’impedire all’Occidente qualsiasi riferimento al profeta, che già suonerebbe blasfemo, come le fonti letterarie occidentali hanno sempre fatto in passato; e solo per la condizione di sudditanza dell’Islam non si era potuto impedire che si commettesse impunemente lo scempio della figura di Maometto, male interpretato, condannato o deriso. C’è una vasta casistica a proposito. Gli arabi non hanno mai sopportato che Dante avesse messo Maometto nell’Inferno, canto XXVIII: «Mentre che tutto in lui veder m’attacco, guardommi, e con le man s’aperse il petto, dicendo: Or vedi com’io mi dilacco!».

Vedi come storpiato è Maometto! Vedi come storpiato è Maometto! Storpiato sta per malconcio. Maometto nel all’inizio, Maometto non fosse che un fanatico, come lo fu Cromwell all’inizio della guerra civile: tutti e due si servirono dell’intelligenza e del coraggio per assicurare il successo del loro fanatismo». Definizione che non suonava troppo lusinghiera per Cromwell, considerato spietato conquistatore e detrattore
dei diritti umani, messo sullo stesso piano di Maometto.

Napoleone aggiungeva un aspetto poco onorevole. Leggendo il Maometto di Voltaire nel forzato ritiro di Sant’Elena fu sentito esclamare: «Ci sono dei bei versi, ma la verità storica non è rispettata!
Maometto innamorato! Al massimo avrà stuprato…». Dice Thomas Carlyle: «Aveva molti difetti. Era un uomo incolto e semibarbaro, figlio della Natura, c’era in lui ancora molto del beduino. Dobbiamo prenderlo per quel che era…».

Ernest Renan: «Egli ripeteva continuamente di non essere né un poeta né un mago, il volgo infatti era continuamente tentato di confondere fra loro queste due categorie d’uomini, ed è vero che il suo stile rimato e sentenzioso aveva qualche rassomiglianza con quello dei maghi…».

Victor Hugo lo immagina ormai vecchio, austero, come se presentisse l’avvicinarsi della sua ora. «Non rivolgeva più rimproveri ad alcuno; camminava, rispondendo al saluto di ogni passante, e ricordando gli anni in cui era stato cammelliere. Lo si vedeva invecchiare di giorno in giorno sebbene non avesse che venti peli bianchi nella barba nera». Ma gli occhi erano ancora buoni e non si appagava solo di caste e innocenti visioni. «Meditava a lungo davanti al sacro pilastro; di tanto in tanto comandava a una delle sue donne di denudarsi, e la guardava, per poi contemplare le nubi, e diceva: «La bellezza sulla terra, la luce nel cielo». Avvertenza per l’inquisizione musulmana. Gli autori delle citazioni son tutti morti.

(da il settimanale Il Federalismo, direttore responsabile Stefania Piazzo)

Print Friendly

Articoli Collegati

3 Commenti

  1. caterina says:

    la Divina Comedia è l’unico testo la cui lettura nei programmi scolastici superiori dovrebbe rimanere obbligatoria perché oltre ad essere una summa del sapere di un’epoca è anche l’occasione unica per accostarsi alla storia variegatissima di tutta la penisola e ai poteri che all’epoca in essa si contrastavano…
    La studiano nelle università estere, perché mai dovremmo eliminarla da noi?
    Fra l’altro, più testi si leggono meglio è, soprattutto in un’età in cui le coscienze sono in formazione e l’occasione di dibattito su posizioni contrastanti sviluppa la dialettica e favorisce la formazione di anticorpi per affrontare gli inevitabili contrasti che la vita non mancherà di presentare.

    • luigi bandiera says:

      caterina,
      la scuola con quei testi la’ lavora le menti dei nostri figli e li fa sottomettere al komunismo.
      Adesso ci sono sante alleanze tanto da chiamarle kattokomunisteislamike.
      Io spero che solo tu o lei pensi che nella commedia “divina” ci sia una buona linfa a pro liberta’ di cui sovranita’ dl popolo.
      Non l’ho letta profondamente ma non ci aiuta.
      E’ un’opera a se stante sebbene imponente per il suo tempo.
      La consiglio ai vecchi e non ai giovani anime pronte per essere catturate: non voglio che tutti diventino dei commedianti alla comiko toscano.
      La leggono anche all’estero..??
      Che dire, se ne accorgeranno in seguito, piu’ avanti, il male che si sono fatti.
      La Serenissima era copiata… ma ocio a non parlarne.
      Oggi poi, se ci penso all’art. 1 e all’art. 21… per citarne alcuni della carta piu’ bella del mondo, divento na bestia feroce.
      La presa per il ku che c’e’ e’ davvero non plus ultra.
      E ma la commedia dantesca che kax dice per aiutarci almeno a sopravvivere..?

      Dai fatti li riconoscerete e non dalle scritture false e tendenziose quando non truffaldine.

      L’Odissea e’ fantasiosa si, ma almeno porta a casa il RE D’ITACA.

      Ai posteri…

  2. luigi bandiera says:

    Nell’Odissea, invece, i PROCI furono sterminati e senza pietas.
    Cosi’ divenne di nuovo RE D’ITACA.
    Sento una voce li’ lontana che chiede: chi..?
    Ma il NESSUNO…
    Ahaaa… dalla scuola certamente non sortira’ davvero la rivoluzione o la lotta di liberazione. Anzi. STA PER REALIZZARSI LA NOSTRA SOTTOMISSIONE.

    Vedo anche che il nostro destino e’ gia’ che bel segnato, per noi appunto.
    Anzi. E’ gia’ cominciamo ed infatti stiamo soccombendo e non lo sappiamo: beh, non conosciamo nemmeno chi ci e’ amico e chi ci e’ NEMICO..!??
    Quello in casa comunque e’ il PEGGIORE.
    Remember: nell’Odissea vi e’ la nostra salvezza. Nella divina piu’ o meno commedia solo pianti, stridor di denti e stragi di innocenti.

    Dai fatti li RICONOSCERETE…

    AMEN

Lascia un Commento