Dall’Election Day all’Election Daily

elezioni

di Stefania Piazzo – C’era una volta il partito dell’election day. Per risparmiare, per prendere due piccioni con una fava. Ma il punto è che la fava è diventata, in Italia, la politica. Il voto in una regione, per quanto importante, è stato forzatamente trasformato in un test nazionale. Una succursale delle elezioni politiche. Se Bologna perde, vince il partito dell’opposizione. Se Bologna vince, allora vince il partito di governo. Se invece la partita si sposta a Reggio Calabria, non accade nulla? Lo sanno tutti che il Sud sale sempre in anticipo sul carro dei vincitori. Purché nulla cambi. E nulla cambierà, perché così è il Sud. Logica che tuttavia sta pervadendo anche il Nord. In tanti, salgono sul carro del vincitore. Più che per convinzione, per ritrovare certezze perse nel tempo. Perché nella stagione delle insicurezze, non c’è niente di meglio che l’election daily, una elezione al giorno. Di recente l’ottobre scorso hanno votato in Umbria. Ora in Emilia Romagna e Calabria. Tra quattro mesi toccherà al Veneto. Occhio però che sette mesi fa si votò per la regione Piemonte. E per le europee.  Prima ancora, nel febbraio 2019, per la regione Abruzzo. A intervallo quasi regolare di tre-quattro mesi, c’è una chiamata alle urne.

Una campagna elettorale perenne che narcotizza la politica, la soluzione dei problemi, che promette il cambiamento ogni volta. Cambiare in peggio, questa è la sola certezza. Chi l’ha detto che il “loro” cambiamento è una aspirazione positiva? E la stampa? Con la povertà di contenuti e la data di scadenza delle notizie dettata dai tempi dei social, una news al secondo, correndo verso il vuoto, si adegua a rincorrere e rilanciare le passeggiate elettorali quotidiane.

Con il referendum poi sul taglio dei parlamentari si torna alle urne il 29 marzo prossimo. E giusto per non perdere l’abitudine di fare sondaggi tra destra e sinistra, sappiate che la legge del 2011 non prevede vi sia l’abbinamento tra voto delle regionali e comuni e quesito referendario. A proposito, non si vota solo in Veneto ma anche in Toscana, Marche, Liguria, Campania e Puglia e oltre 1000 comuni.

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