Dalle tigri alle mail, da Sandokan al vegan. Salgari questo sconosciuto

salgari2di Nori Tessari – Le mail? Un mondo desertificato? Gli animali estinti? Poche specie sopravvissute conservate per ricordarci come eravamo?

Facciamo una scommessa, scommettiamo che non pensiamo al Corsaro Nero, alle tigri di Mompracen, ai viaggi in mondi fantastici. Abbiamo collezionato da bambini le figurine di Sandokan, ma se ci avessero proposto di immaginare il mondo come lo aveva già previsto Emilio Salgari ai primi del ‘900, cioè già esausto, a fine corsa, non c’avremmo azzeccato neanche in sogno.

E così, come spesso e volentieri accade, è l’arte ad anticipare le visioni, a percepire la follia che avanza, a presagire la sventura dell’alienazione.

“Le meraviglie del 2000” sono considerate la principale opera di proto fantascienza italiana, ma anche un romanzo scientifico. Di certo Salgari si presenta a noi come uno scrittore che va oltre Verne.

E’ il 1907, e in un fantastico viaggio nel tempo, un salto temporale dal 1903 al 2003, lo scrittore fa raccontare ai protagonisti ciò che vedono.

Grazie al portento di una pianta esotica che proietta nel futuro,  gli elementi che balzano immediatamente in risalto al lettore sono: la descrizione di un ritmo di vita frenetico che è tipico della nostra società, lo sguardo verso lo spazio, il problema dell’inquinamento, l’anticipazione della paura per il terrorismo, la descrizione della televisione, l’uso della plastica e altri dettagli, indizio di una sensibilità straordinaria.

Dettagli non trascurabili soprattutto per noi come, ad esempio, il brusco e indispensabile  cambio di alimentazione. Perché? Semplice: a causa dello sfruttamento delle praterie, l’uomo aveva dovuto convertirsi al vegetarianesimo. La spinta consumistica aveva bruciato tutte le risorse animali. Niente più bovini, equini, niente di niente. In altre parole, più che vegetariani, tutti vegani.

Stesso destino era accaduto ai cavalli, divenuti inutili e di cui si conservavano alcuni esemplari per curiosità.

L’uomo, in 100 anni, con l’esplosione demografica e la corsa industriale, aveva fatto fuori tutte le materie prime, le risorse del pianeta. Cancellato animali e piante. Che vista lunga, Salgari.

Oltre alla curiosità e alla ricerca di vita su Marte è sorprendente il parallelismo che possiamo fare tra gli sms dei cellulari, le mail e ciò di cui parla Salgari nel libro ovvero, un abbonamento postale d’alta tecnologia che segnalava con un sibilo l’arrivo della corrispondenza. Le mail! Insomma, Salgari, prima di Steve Jobs, prima dei partiti ecologisti, prima delle associazioni vegane…. prima degli urbanisti che denunciarono i danni delle megalopoli, fatte sorvolare da Salgari ai suoi protagonisti sulle ali di un condor.

Ma non si fermò qui, Emilio. E ci manifestò l’arte del mangiare di corsa, del fast food, del nutrirsi senza senso. L’automazione che ci racconta illustra un servizio senza più camerieri,  in cui si mangia in piedi per non perdere tempo.

Un mondo di corsa, povero di vita pulsante e bulimico di tecnologia su treni a 300

km\h.

Al loro ritorno i due protagonisti,  Brandoc e Tobie, sarebbero stati dichiarati pazzi inguaribili.

Salgari non poteva dircelo subito che la realtà avrebbe superato lo spadone di Sandokan. Il corsaro altrimenti avrebbe fatto in due noi, non la tigre.

 

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