Dall’autonomia all’autocombustione. Alleati col Sud in attesa della terza Guerra Mondiale

di STEFANIA PIAZZO

Di sicuro nei momenti di crisi, una guerra farebbe comodo a tutti. A tutti “loro”, non certo a noi. La Borsa per cominciare si è smagrita e si è tolta la zavorra di un eccessivo ottimismo. La ripresa deve attendere. Quando poi interviene così drasticamente il Vaticano per scongiurare i fuochi di un terzo conflitto mondiale, vuol dire che dal dopo guerra ad oggi siamo molto probabilmente arrivati al punto più basso della politica della nostra storia. Una guerra è sempre segno di una decadenza in corso, e d’altra parte basta vedere con quali soggetti dovremmo affrontare le tensioni di un conflitto internazionale, mascherato al solito da intervento umanitario. I soggetti politici italiani, ivi compresi quelli nordici, li conosciamo. Di stature ne svettano poche poche. E nessuno di questi politici viene a dirci che è stato deciso che per uscire dalla crisi dovremo avere il sedere per terra. Altro che politica a km zero, altro che macroregioni e sogni di libertà. Dall’autonomia all’autocombustione.

C’è infatti chi si ostina ancora a fare comizi autoincensanti con gli alpini che vanno al macello, c’è chi ha svenduto candidamente il Nord per delle briciole, sacrificando una rivoluzione.

Eppure basterebbe copiare dal mondo animale quando si è capito che si è a fine corsa: gli animali sentono quando è il momento di andare e quando è il momento di resistere. I nostri politici resistono e basta. Le loro guerre, per risolvere una crisi, le fanno senza doverci dare spiegazioni, forti di una stampa da prima guerra mondiale.

Uno degli slogan di una recente campagna elettorale in germania ci faceva leggere: “La Baviera ce la fa da sola”. Un motto molto diverso da Prima il Nord.

Il Papa grida alla pace, la Merkel tiene insieme un governo anche se non ha i numeri,  la Baviera vuole stare per i fatti suoi,  e  loro che fanno, su al Nord? Si alleano col Sud. Mica male come antidoto alla terza guerra mondiale.

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One Comment

  1. caterina says:

    si direbbe che siamo al…si salvi chi può!
    per non fare la fine di Puigdemont, Zaia se mai ne aveva l’idea finora le ha inventate tutte senza cavarne un ragno dal buco… ma altri, più moderni e lungimiranti, hanno inventato un’altra strada… che non si vede perché la tecnologia moderna permette anche questo e speriamo di uscirne vivi e vittoriosi… come vorrei io che un giorno si e l’altro pure assisto a sfilate e commemorazioni tra marcette e bandiere per le stragi di un tempo… che fanno! vogliono riproporle?…la memoria tende a cancellare il dolore…è la legge per sopravvivere…
    ma vivere è altro! è avere ideali e sogni da realizzare, è sperare e lavorare per essere LIBERI e poter finalmente gridare di gioia: par tera par mar San Marco!!!

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