Dalla Ue alla Cee e nessuno se ne è accorto…

epa05946110 (FILE) A file picture dated 17 April 2017 shows French presidential election candidate from the centrist 'En Marche!' (Onward!) political party, Emmanuel Macron (C) gesturing toward the audience after making his speech, during his political campaign rally at the AccorHotels Arena, in Paris, France. Emmanuel Macron's campaign announced on 05 May 2017 it has been the victim of hacking after nine gigabyte of emails purporting to belong to the campaign were posted online. EPA/YOAN VALAT

di MARIO DI MAIO – Forse non tutti se ne sono accorti, ma ultimamente, piu’ precisamente a partire dalla Brexit, di fatto l’Europa ha sconfessato l’U.E. e ha “richiamato in servizio” la CEE, comunita’ di sperimentata funzionalità ed efficienza. Quanto meno ci sta provando.

Gli Stati membri seguono linee sempre piu’ autonome da Bruxelles, troppo sottomessa al dominio franco-tedesco perche’ priva dell’utopistico consenso che si sperava di ottenere con l’introduzione dell’euro.
I fautori dell’ unione politica non avevano capito che non e’ pensabile un superStato composto da nazioni con interessi economici e sopratutto culturali molto variegati e in troppi casi divergenti, e per di piu’ privato del fortissimo collante delle radici cristiane.
Tutti i Paesi dell’Est, inoltre, a causa delle loro recentissime quanto dolorose esperienze sono di principio contrari a limitazioni “pesanti” della propria sovranita’, recuperata a carissimo prezzo.
Le differenze sono comunque cosi’ importanti che sara’ difficile anche mettere in piedi una “semplice” confederazione.
Chi lo ha capito perfettamente e’ Macron che infatti sta operando esattamente come avrebbe operato la Le Pen.
Prima o dopo abdichera’ anche Sua Maesta’ l’euro, cui necessita l’appoggio di una moneta complementare o altro provvedimento di pari efficacia per attenuare la disoccupazione.
L’U.E. ha perso attrattiva e credibilita’ perche’ non risolve problemi, ma li crea.
Speriamo non sia troppo tardi quando lo capiranno anche a Roma.
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One Comment

  1. caterina says:

    analisi succinta ma essenziale che va giusta al segno… i politici nostrani nostalgici del sogno sovietico che l’hanno auspicata questa Europa chissà se sono capaci di ragionarci su o se si lasciano andare come al soliti a considerazioni utopistiche e fuori dalla realtà…
    Pian piano si tornerà ad una competizione compatibile con le proprie risorse e se i politici nostrani per puro interesse delle poltrone romane o europee si attardano sui soliti discorsi proiettati nel nulla se non nelle ideologie tramontate, sarà meglio che i popoli che abitano questa lunga e fragile penisola si sveglino dal torpore indotto dall’unità dalle guerre dal fascismo dalla sudditanza endemica o indotta dall’estero, e comincino a ragionare sul concreto delle proprie situazioni regionali prima che anche queste si incancreniscano del tutto alla merce dei furbi o dei nuovi arrivati.

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