Dalla Svizzera i primi passi della Macroregione Alpina

di GIORGIO CALABRESE

Quarantotto regioni (tra cui Lombardia, Veneto, Piemonte, Valle D’Aosta, Friuli e le Province autonome di Trento e Bolzano) 70 milioni di abitanti. Questi i due numeri che formano la Macroregione alpina, i cui rappresentanti si sono ritrovati oggi a Bad Ragaz, nel Cantone San Gallo della Svizzera, per dare il via alla risoluzione che, di fatto, è il punto iniziale della strategia della stessa Macroregione, che da mesi si sta costruendo, coinvolgendo i territori di Italia, Francia, Svizzera, Germania e Austria. Una Macroregione alpina cuore d’Europa, che vuole un coordinamento e un migliore utilizzo dei fondi e che esclude altre spese sui cittadini e pesanti sovrastrutture burocratiche. Un’unione per potenziare l’innovazione e la forza economica e garantire uno sviluppo sostenibile del sensibile spazio vitale rappresentato dalle Alpi. Questi i punti centrali dell’accordo sottoscritto. ELABORAZIONE DI UNA POLITICA PER LE ALPI – “Le Regioni alpine – è scritto nel testo – si pronunciano a favore di una strategia macroregionale europea per le Alpi e invitano i rispettivi Governi nazionali a promuovere l’elaborazione di una strategia macroregionale europea per le Alpi”. OBIETTIVI: AGRICOLTURA, INDUSTRIA, AMBIENTE TRASPORTI – “Le Regioni – sottolinea la risoluzione – si concentrano su questi settori: competitività e innovazione, agricoltura, silvicoltura, acqua, energia, ambiente, clima, accessibilità, comunicazioni e trasporti. In questi comparti è possibile creare un valore aggiunto attraverso un quadro operativo europeo comune, che consenta piena collaborazione a tutti i livelli secondo il principio della multilevel governance”. PRONTA UNA CABINA DI REGIA – “Le Regioni costituiranno un apposito ‘comitato di pilotaggio’, per armonizzare il procedimento e illustrare il documento di iniziativa alle diverse istituzioni europee”. Nel testo si accoglie con favore che lo Spazio Alpino elabori soluzioni per un orientamento strategico a lungo termine per l’area alpina. LE PROSSIME TAPPE FONDAMENTALI – Nella risoluzione si “accoglie con favore che i contraenti della Convenzione delle Alpi si propongano di adottare, contestualmente alla Conferenza delle Alpi in programma nel settembre del 2012 a Poschiavo, un proprio specifico contributo all’elaborazione di una strategia macroregionale europea per le Alpi”. La conferenza ha anche accolto con favore che il Tirolo organizzi, in occasione della conferenza in programma per il 12 ottobre 2012 a Innsbruck, un incontro per illustrare il progetto ai rappresentanti della Commissione europea e dei Governi nazionali e sollecitare l’adozione di tutti i passi istituzionali necessari per l’elaborazione di una strategia macroregionale. E’ aperto l’invito ai Governi nazionali, alle Istituzioni europee, alle Autorità di gestione dei programmi a partecipare, insieme alle Regioni, a Milano, nel primo semestre del 2013, a una conferenza, in cui concordare i contenuti e i successivi interventi, dialogando secondo il principio della multilevel governance.

Il governatore veneto Luca Zaia ha preso parte oggi a Bad Ragazm nel cantone svizzero di San Gallo, all’incontro delle regioni dell’arco alpino di Italia, Francia, Svizzera, Germania e Austria per dare forma al progetto istituzionale di costituzione di una macroregione delle Alpi. Zaia, salutando con grande interesse l’iniziativa, ha sottolineato che oggi ”e’ stato rilanciato il ruolo delle Regioni nel percorso di formazione dell’Europa, introducendo un elemento di modernita’ nelle relazioni interne del vecchio continente”. ”L’obiettivo che ci siamo posti – ha aggiunto – e’ quello di superare i confini e di portare l’integrazione europea ad un livello piu’ vicino ai cittadini e in linea con lo spirito dei padri fondatori dell’Europa”. Sulla strategia per la formazione della macroregione alpina i rappresentanti delle Regioni hanno approvato un documento inviato alla Commissione Europea e ai Governi nazionali, per confermare la volonta’ di dare concretezza a questo percorso che potrebbe aprire scenari istituzionali innovativi e di grande prospettiva.

”Non abbiamo interesse alla costruzione di una macroregione padano-bavarese, in cui le regioni di montagna sarebbero ancora piu’ marginalizzate e minoritarie”. Lo ha sottolineato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, intervenuto oggi a Bad Ragaz. ”Il Trentino – ha spiegato Dellai – e’ sicuramente interessato a costruire un ambito regionale europeo alpino, mettendo in rete i governi locali delle popolazioni dell’arco alpino. Siamo convinti della bonta’ del dialogo e di alleanze con i territori a nord e a sud dell’arco alpino. Ma deve restare chiaro che le gente di montagna e alpina ha le sue peculiarita’ e il diritto di governarle”. L’impegno preso oggi ”e’ in un documento aperto, che riguarda la montagna e non una grande alleanza della pianura, in cui ci sia anche la montagna, che resta un tema centrale e mai residuale”.

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12 Comments

  1. maurizio ratti says:

    L’accordo della macroregione riguarda collaborazioni e sinergie, per la precisione iinovazione e competitività, energia e ambiente, accessi e trasporti, non c’entra nulla con un change degli assetti geopolitici o dei confini. E’ un primo passo verso una maggior interazione (non integrazione) economica regionale e basta. Settimana prossima mi faccio dare il testo ma la logica suggerisce che questo accordo abbia dei limiti invalicabili. Figuriamoci se il Canton San Gallo con la sua sovranità lascia la Svizzera per entrare nella macroregione. Idem il Baden Wurtemberg o il Ticino. Ma in quale film.

  2. Ultimi Veri Venexiani says:

    Lo stato europeo va cancellato (di natura centralista, nazionalista e fonte secolare di guerre fratricide). La nuova Europa dovrà essere costruita dal Popolo; aggregazioni macro-Regionali e confederali secondo Lingua, Storia, Cultura, Tradizioni attraverso conferme referendarie periodiche (senza quorum). In questo senso la Democrazia Diretta potrebbe giocare un ruolo fondamentale come sistema di governo.

    • luigi bandiera says:

      Vero, ma sara’ dura.

      Vedi mo quanto la smenano sulla legge elettorale i kari talibani..??

      Konta perke’ fa vinvere piu’ o meno kon le X.

      Sarebbe da lasciar fare una legge ad personam per ogni partito e poi kon un referendum sceglirne una.

      Non sarebbero kontenti lo stesso.

      Loro VOGLIONO IL POTERE E NON FAR SI KE IL POPOLO POSSA SCEGLIERE..!!

      LO KONSIDERANO, a ragione, IGNORANTE. PARKO BUOI. PEONES MASSA.

      TROPPI POPOLI IN QUESTO STATO..!!

      GABBIA DI MATTI o se vogliamo GABBIA D’UCCELLI… con le piu’ svariate razze o specie.

      Ma insistono a dire, DOVETE DIVENTARE TUTTI KOMPAGNI. Non so: tutti merli.

      Poi il Tontolo si rattrista sapendo ke di scemi del villaggio la gacbbia trikogliona l’e’ oltremodo strakolma..!!

      Lui pensava di essere UNO. Si, uniko no..?

      Salam

  3. Franco says:

    Quando un”progetto” parte dai cittadini è credibile e realizzabile,se viene proposto dai “vertici” o peggio dai vertici degli “stati” o delle “regioni” mi insospettisce !

  4. silvia garbelli says:

    Personalmente, non posso che condividere appieno il giudizio del presidente trentino Dellai, aggiungendo che resta comunque un’intesa gestita da stati centralisti , come italia o francia, non dai cittadini. E non è cosa da poco. Ne vedremo gli sviluppi.

  5. luigi bandiera says:

    POVERI NOI..!!

    ANCHE LA SVIZZERA VOGLIONO DISTRUGGERE CON SCUSE POPULISTE..!!!

    MA QUANTO INTELLIGHENTIS TI OMENI ALLORATI…

    UNO STATO CHE FUNZIONA NON PUO’ RESISTERE SE E’ OGGETTO DI ATTENZIONE DA PARTE DELLE FORZE DI KONQUISTA ILLUMINISTE, sotto banco, MA KOMUNISTE DI FATTO.

    FATEVI LA VOSTRA SUPER REGIONE E LASCIATE INTATTA LA SVIZZERA… SARA’, in kaso ke voi falliste, ma e’ certo, IL VOSTRO RIFUGIO..!

    Vi parla un ANALFABETA…!!

    BASTA KON I TALIBANI E I LORO AFFINI..!!

    Amen

  6. lorenzo says:

    che sia la volta buona???

  7. Pino says:

    In Lombardia, a parte la lingua, abbiamo in comune più coi bavaresi che coi calabresi , poco ma sicuro.

  8. Diego Tagliabue says:

    Sarebbe anche ora! I “grandi ponti” europei vacillano. I piccoli ponti, tra i vicini di casa, sono stati fin troppo trascurati.

    • Andrea tricolore says:

      Sveglia pataniota…. le macroregioni sono promosse dall’Unione Europea come collaborazione transfrontaliera… per il resto guardate quanti voti prendono i partitelli secessioni alle elzioni e rileggetevi la costtituzioni cari italiani rinnegati…

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