Dalla parte di chi si impegna per il referendum sull’indipendenza

di GIANLUCA MARCHI

Ci siamo, oggi e domani si vota:  noi dalla galassia indipendentista e autonomista, da questa tornata elettorale, soprattutto a livello nazionale non è che abbiamo granché di buono da aspettarci. E forse non solo noi, visto che  le coalizioni candidate a governare il Paese o sono zuppa o sono pan bagnato. Nessuna di esse, come hanno sottolineato in queste ore alcuni osservatori internazionali particolarmente attenti alla vicende italiche, ha proposto in questa campagna elettorale ricette serie e articolate per portare l’Italia fuori dalla drammatica crisi in cui versa. La convinzione di molti è che la nuova legislatura, anche a causa dell’intervento squassante dell’esercito grillino, durerà ben poco, e allora sì che dopo se ne vedranno delle belle.

Per il nostro mondo, tuttavia, potrebbero arrivare alcuni segnali, magari piccoli ma significativi. L’importante è che chi continua a ritenersi indipendentista o autonomista (e teniamoci una volta tanto alla larga dalle sofistiche distinzioni fra i due fronti), non faccia mancare il proprio consenso, laddove possibile, alle forze politiche e alle persone che hanno preso l’impegno di battersi per raggiungere un obiettivo preciso: celebrare i referendum per l’indipendenza delle proprie comunità. Tutti sappiamo che questo percorso è già stato avviato in Veneto e, dunque, il nostro compito dovrebbe essere quello di seguirlo passo per passo e di rafforzarlo, anche se lì non si vota per la Regione. In Lombardia, invece, abbiamo questa opportunità e l’unico candidato che si è espresso chiaramente in tal senso è Marco Bassani (candidato indipendente nella lista di Fare per Fermare il declino per il collegio di Milano, sostenuto anche da Unione Padana). Nessun altro candidato ha assunto l’impegno di lavorare da consigliere per arrivare a celebrare il referendum per l’indipendenza. Dunque, ciascuno di noi tiri le logiche conseguenze.

Detto questo, non voglio eludere la discussione che si è scatenata fra molti dei nostri lettori se, rimanendo in Lombardia, sia più opportuno dare il proprio voto a Roberto Maroni o a Umberto Ambrosoli per quanto riguarda la corsa alla presidenza. Gli schieramenti sono molto divisi: c’è chi ritiene che le aspirazioni autonomiste e indipendentiste possono avere qualche speranza di camminare solo scegliendo Maroni e chi invece è convinto che la Lega, e con essa il Pdl, hanno tradito troppe promesse in tal senso e perciò sono meritevoli di una sonora punizione attraverso il voto dato ad Ambrosoli (oppure alla candidata grillina Carcano, che però non ha concrete possibilità di vittoria). Personalmente penso che la Lombardia in mano alla sinistra, magari in contemporanea con un governo di centro-sinistra a Roma, lascerebbe ben poco spazio alle nostre istanze. Ma nello stesso tempo mi rendo conto delle tante perplessità che accompagnano il Carroccio, tanto più dal momento in cui ha rinnovato l’alleanza con Berlusconi, che in Lombardia significa anche aver mantenuto l’asse con Comunione e Liberazione.

La scelta non è facile e ciascuno la deve maturare nel proprio intimo. Tuttavia sono convinto che gli eventi dei prossimi anni se non addirittura mesi porranno con forza ai lombardi la questione di come rapportarsi rispetto allo stramarcio stato italiano e di come garantire la propria sopravvivenza come una delle aree più ricche del pianeta e non come una regione destinata a un inesorabile declino. E’ per questo che ritengo indispensabile con chi intende lavorare nelle istituzioni per arrivare al referendum sull’indipendenza.

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16 Comments

  1. Francesco Montanino says:

    Avrei voluto votare il prof. Bassani tant’è vero che nella mia pagina FB avevo pure dichiarato pubblicamente per chi avrei espresso la mia preferenza…….ed invece, nemmeno questa possibilità mi è stata data visto che purtroppo non era presente fra i candidati di FID della provincia di Varese.

  2. giannarcixo says:

    La solita superficialità che da ossigeno all’italia.
    Il distinguo è invece fondamentale e vitale.
    L’autonomia la devi chiedere a roma e chi non ha ancora capito che è una strada senza uscita è nella migliore delle ipotesi un imbecille.
    L’indipendenza invece non guarda a roma, ma al diritto internazionale sull’autodeterminazione dei popoli.
    Se fosse vero che sei dalla parte di chi opera per il referendum, il titolo doveva essere “DALLA PARTE DI INDIPENDENZA VENETA”.
    Invece questo giornale tratta tutt’altro e se ne guarda bene dal portare acqua al mulino iondipendentista: non una parola sulla mega manifestazione di sabato 16/02 u.s.
    Ma ci siamo riusciti lo stesso, giornata storica con super partecipazione per consegnare a Zaia la legge referendaria.
    Mi raccomando restate alla finestra, magari con la speranza che i nostri sforzi si dimostrino vani.

  3. Francesco says:

    i risultati dell’affluenza alle ore 22 evidenziano come la Lombardia nord (ovvero Como, Lecco, Sondrio, Varese, Bergamo e Brescia) e pure il Piemonte nordorientale siano le zone dove il calo degli elettori è più marcato.

    Questo dimostra ampiamente 2 cose: Maroni uscirà pesantemente sconfitto dalle urne e per l’ennesima volta le formiche lombarde hanno scelto di non decidere il proprio futuro preferendo fare da spettatori, in linea col loro carattere disilluso che le ha portate all’attuale situazione di sudditi.

  4. Miki says:

    Scusi sig. Marchi ma a me questo outing pro-Maroni dopo che per almeno un mese ha sparato a zero su Lega Nord in contrapposizione ai “veri autonomisti” mi sa un po’ di saltare sul carro del vincitore: per caso ha sentito come butta in Lombardia,o ha solo guardato i dati sull’affluenza stamattina?

    • gianluca says:

      Io non ho fatto nessun outing, tanto per essere chiaro, ho solo messo lì alcuni elementi di riflessione. Ho talmente sparato a zero che Maroni non ha esitato a partecipare a un convegno la settimana scorsa organizzato proprio da me. E se poi viene a dire a me che salto sul carro dei vincitori, quando ci sono sceso proprio quando diventavano vincitori… Suvvia. E se vuole saperla tutta, le sensazioni generali intorno all’esito per la Regione non sono così pimpanti da alcuni giorni in via Bellerio

  5. calindri says:

    Condivido al 100% tutto quello che ha scritto Federico e apprezzo molto la partecipazione di Albert Nextein pur essendo di un’altra regione.
    Io, Raniero, Pallino e Amir,dobbiamo impegnarci in questa nuova avventura contribuendo a tenere in vita questo importante giornale per realizzare il sogno nella nostra Regione e cioè:
    l’Indipendenza.

  6. Federico says:

    Cari amici lombardi,

    oggi e domani votiamo. Va bene. Cerchiamo di convincere gli ultimi amici a votare per Bassani e cerchiamo di avere un eletto determinato a battersi per indire un referendum sull’indipendenza. Ma il lavoro vero, in un certo senso, inizia mercoledì. Gli indipendentisti devono organizzarsi e darsi da fare: anche attorno a questo giornale e anche mettendo mano al portafoglio.

    Qualcosa che può aiutarci a partire c’è. Abbiamo l’Unione Padana, che appoggiando Bassani ha fatto la scelta dell’indipendentismo e ha messo da parte ogni riferimento alla più blanda autonomia. E poi ci sono altri gruppi: Pro Lombardia Indipendenza, Domà Nunch, Partì Lombard, Brescia Patria, ecc. ecc. Alcuni di questi sono realtà molto piccole, ma esistono e vanno apprezzate.

    Da mercoledì inizia, in Lombardia, una storia nuova e come dice il dottor Marchi il punto centrale deve essere la richiesta del referendum.

    Dobbiamo essere ottimisti e fattivi. E speriamo di poter contare su un consigliere regionale dalla nostra parte.

    Forza Bassani!

  7. raniero says:

    Indipendenza = Bassani.

    Tutto il resto è fogna.

  8. Carla says:

    “Personalmente penso che la Lombardia in mano alla sinistra, magari in contemporanea con un governo di centro-sinistra a Roma, lascerebbe ben poco spazio alle nostre istanze.” -Gian Luca Marchi-

    Quando mai le sinistre sono state a favore dell’indipendenza, o dell’autonomia dei popoli?
    Le sinistre italiane hanno sempre e solo vissuto di centralismo,di privilegi,di posti pubblici,di voti di scambio.Con lo Stato italiano si sono sempre ingrassati a spese di chi la ricchezza la produce guadagnandosela giorno dopo giorno e prendendosi pure dei ladri e evasori da gente che magari si fa timbrare il cartellino pubblico da altri colleghi.
    Se fossi lombarda e la scelta fosse così stretta anche se la lega non mi piace non avrei dubbi a votare per Maroni.Una possibilità anche piccola è meglio di nulla o del peggio del nulla.

  9. Amir Muhammad Abbad says:

    W Bassani… almeno posso scrivere il nome di qualcuno e non segnare la lista dei proscritti…

  10. grùtli 1291 says:

    “Muoia sansone con tutti i filistei”, con questa logica Roma
    ringrazia sentitamente, e con un “sinistro” in regione che concederà il voto amministrativo agli extra comunitari, complice Bersani, non ci sarà più futuro per i nostri figli e di spiragli di luce sempre meno. Caro Giuanin Brera, la barca di cuiuni si stà riempiendo sempre più e a fondo, ci finiremo tutti.

  11. Albert Nextein says:

    Forza lombardi.
    Abbandonate quel cesso che è la lega nord.
    E date fiducia a Bassani.
    In emilia non abbiamo una opzione del genere.

  12. pallino says:

    L’unica strada percorribile è quella di punire la Lega .
    Non ci sono altre strade (lo dico oggi da ex leghista)

    Lo spettro di Comunione e Liberazione del Pdl tutto aleggia nell’aria e tarpa le ali al sogno di indipendenza.

    Il voto a Bassani e a Fare per fermare il declino e il boom di Beppe Grillo saranno determinanti.

    Sono certo che non ci sarà governabilità e questo Paese di merda finalmente crollerà..
    Lo spiraglio di luce Dott.Marchi rimarrà è sarà solo quello nostro da indipendentisti .
    Salveremo il nostro futuro e quello dei figli della nostra Regione.

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