Dalla Lega incravattata di Torino a quella in camicia verde di Venezia

di GIANLUCA MARCHI

In una settimana siamo passati dalla Lega in giacca e cravatta degli Stati generali del Lingotto (un po’ troppo imborghesita, era stata la critica di molti) alla Lega in camicia verde di Venezia. E anche i toni di Roberto Maroni sono stati diversi, avendo di fronte due pubblici piuttosto distanti fra loro: toni diversi ma portatori di messaggi, quelli di ieri alla Festa dei popoli padani, destinati a galvanizzare il proprio popolo, sempre dentro la cornice di un linguaggio per così dire civile e pacato, che non indulge a nessuna coloritura di un tempo. D’altra parte il personaggio è così e per lui sarebbe una forzatura controproducente quella di trasformarsi in altro.

Fotografata quella che vorrebbe essere la Lega di “dialogo e di lotta”, che ha forzatamente sostituto la Lega di “lotta e di governo”, c’è da chiedersi se il segretario federale riuscirà a realizzare una sintesi accettabile fra le due anime: quella più tradizionale e popolare, rivista ieri in laguna, e quella più azzimata e non a disagio nel confrontarsi con la società che sta fuori e oltre il Carroccio, a cominciare dagli imprenditori che leghisti non sono mai stati, ma con i quali Maroni immagina di compiere un tratto di cammino insieme. Idealmente la sintesi dovrebbe avvenire sotto le insegne del claim “prima il Nord”, al quale si tratterà di dare veri contenuti, non solo come progetti ma anche come azioni concrete.

E il segretario leghista, a dire il vero, sembra rendersi conto che dalla fase degli slogan e della “progettazione” bisognerà passare presto a quella delle azioni concrete, pena la perdita definitiva di credibilità di un movimento che con non poca fatica sta cercando di riemergere dal fango in cui è sprofondato nei mesi scorsi. Ecco allora la frase scandita a Venezia: “La rivoluzione può partire dal Nord, ma nessuno ci regalerà nulla. Va bene la protesta, ma bisogna passare ad azioni concrete: disobbedienza civile, protesta fiscale, via Equitalia dal Nord”. Accipicchia: non sono propositi da poco e annunciandoli Maroni non li ha voluti ribadire tanto al popolo leghista, quanto alla vasta schiera degli amministratori locali, dai sindaci dei Comuni più piccoli per arrivare ai governatori regionali, i quali si devono mettere in testa che la “gestione dei tombini”, cioè la buona amministrazione del giorno per giorno è certo importante per consolidare il consenso, ma è largamente insufficiente per raggiungere l’obiettivo che ancora sta scritto nello statuto leghista: l’indipendenza della Padania.

Ecco allora che gli amministratori leghisti dovranno a breve essere spinti a ingaggiare battaglie che possano trascinare dietro di sè non solo gli elettori del Carroccio, ma gli elettori tout-court convinti della bontà delle iniziative politiche. E’ questo un crinale decisivo per le sorti future della Lega, e soprattutto per le sue speranze di crescita: se non si passa da qui diventa poi difficile immaginare un futuro positivo. Maroni se ne rende conto e comincia a spronare i dirigenti leghisti che operano sul territorio: bisogna dare contenuti a parole come diaobbedienza e protesta, ma non sarà una passeggiata, perché troppi amministratori padani si sono imborghesiti oppure sono troppo pavidi nella gestione del potere che gli deriva dal voto delle rispettive comunità.

E anche sul fronte del referendum per l’indipendenza del Veneto Maroni e la Lega sono attesi a un passo concreto: ieri il segretario ha voluto sottolineare che questa “battaglia la può vincere solo la Lega” e ha fatto intendere che dentro il movimento si stanno studiando i passi da compiere in tale direzione. Bene: se così è, a breve si dia inizio a questa battaglia e si spieghi come si intende condurla. Non si pensi però di silenziare la questione del referendum chiudendola in un cassetto per rispolverarla solo quando si deve lanciare qualche slogan. Sarebbe un errore fatale.

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30 Comments

  1. italianounpoinkazzato says:

    LEGANORD?! Ma fàtemi il piacere!!!!! Quando questi “siori” qui parlano di Federalismo, (lo dico?!) mi viene da vomitare :-(/ Sembra di vedere, in tempo reale, ciò che si vedeva nei film di Don Camillo&Peppone, con i Komunisti che, in chiesa, devono sentirne di tutti i colori dal parroco.
    Beh, spero che il “Buon” Salvini, ora che siamo in campagna elettorale AmministrativEuropea, non si faccia troppo prendere la mano tirando fuori i propositi secessionisti.
    MA, DICO IO… SIAMO ITALIANI, SIAMO IN EUROPA, ABBIAMO UNA DIGNITA’ DA DIFENDERE…. FACCIAMOLO, DUNQUE, QUESTO FEDERALISMO, QUESTA DEVOLUTION!!! Così saremo tutti contenti: La Lega Nord che, finalmente, ottiene il tanto sospirato Federalismo Fiscale, Frau Merkhel che, così, non ci importuna più con richieste economiche, il Governo Renzi che avrà il suo momento di gloria. Poi potremo decidere se uscire, oppure no, dall’Euro. MEDITATE GENTE… MEDITATE!!!!

  2. luigi bandiera says:

    Proprio ieri ho fatto un trasloco da analogico a digitale di una videocassetta (VHS) sulla manifestazione a Venezia del 16 sett 1991. (spero di non sbagliare data)

    Decisamente TUTTALTRA COSA.

    Era la lega che dava del mafioso a tutti: ai giudici, all’arcore… e insomma pareva fosse in atto una vera rivoluzione.

    Era la prima televisiva di Tele Padania.
    Roberto Poletti che intervista e ti becca pure il direttore de la padania oggi de l’indipendenza.

    Se avete la registrazione della trasmissione tv, io ho riempito solo una VHS di 240min che mi ha fatto circa 8h in LP, troverete tutto molto interessante.

    Col senno di poi, e’ piu’ facile giudicare, ma i leghisti erano o dimostravano di essere veramente incazzati e quindi combattenti.

    Bossi: …”il palermitano che parla in meneghino”…

    E tante altre che davano l’idea di chi fosse il nemico.

    Poi, oggi, tutto da rifare.

    Visionate quel video… C’e’ l’ungherese Andreas Kocsis (se ho scritto bene) come presentatore TV.

    Beh, robe da vera rivoluzione…

    Saluti

  3. Maurizio says:

    L’unica arma rimasta è una gigantesca serrata ad oltranza del nord. Per questo serve una coesione totale tra imprenditori, lavoratori e forze politiche locali. 10 giorni senza entrate farebbero automaticamente collassare il sistema romano che dovrebbe scendere a patti. Ci voglino mesi per organizzare una cosa del genere, ma funzionerebbe.Parlare di disobbedienza fiscale va bene , ma come attuarla in modo efficace?? Riempire la dispensa e i serbatoi, e poi tutti a casa; fabbriche chiuse, negozi chiusi e operai pronti a difendere gli imprenditori che la polizia vorrà venire ad arrestare (la serrata è illegale).E’ l’unico modo pacifico per mettere i legacci a roma.

  4. Federico says:

    Mi colpisce vedere che ogni volta che un articolo parla dei movimenti indipendentisti si parla di cosa essi intendono fare – a ragione o a torto – per conseguire l’indipendenza del Veneto o della Lombardia. Quando si parla della Lega, tutto gravita su come per questo movimento sarà possibile recuperare un po’ dei voti persi o, al massimo, ottenere oltre a Piemonte e Veneto pure la regione Lombardia. Ma per fare cosa? Non si capisce. L’unico leghista che forse ha una visione e’ Zaia, che mi pare stia provando a fare sponda sui movimenti indipendentisti al fine di ottenere un referendum per l’indipendenza del Veneto.

  5. Gino (AT) says:

    Per coloro che credono alle favole, leggete per bene questo link: http://paolofranceschetti.blogspot.it/2012/09/i-recenti-provvedimento-del-governo.html#more
    Poi verificate pure le fonti (io l’ho fatto e sono vere).
    Bene, se siete sopravvissuti al coccolone, adesso ponetevi delle domande:

    – Cosa cerca Maroni prima a Torino con le “mezze cazzuole” del potere d’elite (che poi sarebbero la sub elite dell’elite dell’elite) e poi a Venezia con i suoi proclami?
    – Perchè non hanno fatto niente in trent’anni di cadreghe e poltrone pur sapendo cosa stava succedendo?
    – Se non hanno fatto niente, da che parte stavano? Non di certo dalla nostra, infatti …
    – Qualcuno pensa che per il Piemonte la Lega abbia fatto qualcosa (e sto parlando soprattutto di micropolitica locale)? E in Lombardia? Saranno soddisfatti i lombardi? Mah …

    La politica è un teatrino voluto e pilotato dall’elite, forse per molti è duro da credere, ma è così. Basta solo indagare a fondo sui fatti.
    Mi domando: come faremo ad allontanarci dall’elite se chi dovrebbe stare dalla nostra parte fa solo finta? Come ci allontaneremo se le loro efficaci strategie traggono spunto dalla massima “ordo ab chao”?
    Forse in silenzio, contandoci bene e usando le loro stesse tecniche.

  6. Rinaldo C. says:

    Ho sentito dal telegoornale News sulla 3 il discorso completo del Maroni, sicuramente dopo quello di Torino è cambiato molto, ,parlando con il popolo del nord e della Padania.
    Quello che ha detto ora è da fare e non bisogna aspettare è urgente, l’unico problema purtroppo e non lo capiscono che la Lega Nord è la forza trainante per riuscire ad avere per primis il gettito fiscale del territorio del 75% , poi si potrà riuscire a libererarsi definitivamente dell’italia con l’indipendenza del nord.
    Capisco tutto questo ostragismo nei confronti di maroni e i suoi dirigenti, comprendo anche che è ora di riunire tutti i sindaci leghisti e non leghisti per aiutarli ad iniziare una lotta appoggiata dalla lega Nord per annullare in ogni comune il contratto con Equistalia, che scade in moltissimi comuni di varie regioni.
    Auguriamoci che si cominci, io semplice cittadino della Padania lo accetto e lo voglio.

    Rinald

  7. francesco says:

    Va bene Mattu, abbiamo capito. L’hai detto prima tu. Dio mio..bambinopoli. Considerazioni e domande del commento, però, riguardavano altro.

  8. lory says:

    il vero Maroni era quello di Torino, a Venezia solo chiacchiere.

  9. Eric says:

    Maroni ed i suoi sergenti sono dei furbetti che riusciranno ancora, in un modo o nell’altro, a fare i signori raccontando storielle padane.

    Il problema è solo dei caporali: con il calo dei voti diminuiranno anche gli sgabelli e qualcuno dovrà andare a lavorare !

  10. ingenuo39 says:

    Gestione dei “tombini”!!!!!! Provate a venire a Verona per vedere come sono gestiti i Tombini sulle strade, quando si passa sopra sono praticamente buche. Forse sarebbe meglio, prima di parlare di “gestione dei tombini”, imparare a gestirli altrimenti sono le solite chiacchiere gia sentite.

    • Federico Lanzalotta says:

      sullo stato delle strade veronesi è bene stendere un velo pietoso.
      I veronesi non sono adatti a manutenere le strade e la viabilità in genere.
      Ci ho lasciato due cerchioni sulle strade bucate del veronese.

  11. francesco says:

    Rompere il patto di stabilità negli enti locali, promuovere un’azione comune di sindaci e presidenti di province…ma non è la proposta avanzata da Arrighini nell’articolo pubblicato pochi giorni fa? Che Maroni legga L’Indipendenza e si sia fatto convincere dalle proposte dell’Unione padana? O che sia nato un accordo fra i due?

    • Giulio Mattu says:

      Il movimento indipendentista lombardo PRO LOMBARDIA INDIPENDENZA è da quando è nato che porta avanti la battaglia contro il Patto di Stabilità, invitando a non rispettarlo, e nonostante questo tra il nostro giovane movimento indipendentista e il movimento autonomista Unione Padana o la Lega Nord pro-italia non è nato nessun accordo, visto che nessuno dei due movimenti prevede come obiettivo la piena indipendenza della Lombardia, senza esserne stupiti, in primis dalla Lega Nord-pro-italia
      http://www.lindipendenzanuova.com/mattu-patto-stabilita/

  12. lucafly says:

    Maroni è un fallito e basta.

  13. Dan says:

    Maroni è come i pupazzetti che davano molti anni fa nei sofficini: c’è il sofficino secessionista, il sofficino parlamentare… ma alla fine come tutti i sofficini c’ha un gusto solo: indovinate qual’è

  14. luigi bandiera says:

    Mah… io ho ascoltato un paio di discorsi e cosi’ mi sono reso conto che la lega continuera’ a segnare il passo.

    So per esperienza che passare ai fatti l’e’ molto dura e ci vuole incoscienza e tanto coraggio.

    Mi sembra di vedere, per fare una metafora, un paracadutista lì pronto a buttarsi dall’aereo che lo ha portato in quota, ma che non riesce a mollare la presa della maniglia cui e’ aggrappato.

    IL VUOTO LO SPAVENTA..?

    Da solo non riuscira’ mai a decidere, ha bisogno di uno, qualunque, che gli dia la spinta. Questo qualcuno in aereo non c’e’ e dunque il nostro uomo rimane lì immobile sebbene strilli come un matto, mentre chi e’ a terra (in tutti i sensi) aspetta di vederlo venir giu’. Gia’, come se fosse il Messia.

    Quello che pareva fosse “il Mose’ dei padani” come un pallone aerostatico si e’ sgonfiato. Bruttissima caduta e quindi fine data la dimensione del pallone.

    E dunque o tuttavia: che fare..??

    PAGARE SEMPRE E BASTA..?

    Ripeto il concetto espresso nella metafora: o si forza la mano o si strilla e basta.

    IL NORD ASPETTA UN LEADER (non un ladro), UN CAPO (non un kapo’). Ebbene: SE ESISTE SI FACCIA AVANTI per Dio..!

    LuigiB

  15. Trasea Peto says:

    Maroni vuol il “nord” unito, ma presentandosi in maniere totalmente diverse, opposte a Torino e a Venezia mette in luce le differenze sostanziali del “nord”.
    A Torino regna la grande industria i “grandi” industriali, i sindacati e gli intrallazzi con lo Stato, a Venezia regna il popolo, la piccola impresa, il rapporto diretto tra operaio e padrone e la non comunicabilità con lo Stato…se non per gli “eletti”.
    Il “nord” che Maroni vuole a tutti i costi unito è diviso come minimo in due parti, in quello occidentale e quello orientale, poco comunicanti tra loro. Essere dalla parte dello Stato nel “nord” occidentale è conveniente, ma nel “nord” orientale non piace, è come stare dalla parte del nemico, essere distante dallo Stato nel “nord” orientale è moralmente giusto e necessario, ma nel “nord” occidentale è controproducente.

    • fabio ghidotti says:

      ovvio,che il “nord occidentale” non può essere distante dallo Stato.
      E’ lui che lo ha fondato, circa un secolo e mezzo fa (e sappiamo come…). Il fatto che i suoi amministratori attuali siano prevalentemente “pelasgici” (direbbe Gilberto) non ci deve far dimenticare questa origine. Si scrive Agnelli e si legge Savoia….

    • luigi bandiera says:

      L’italìa e’ un gran garbuglio.

  16. Luca Podestà says:

    Dov`é la novità? Hanno sempre avuto la lingua biforcuta tra Roma e Pontida o Venezia… Ora, provvisoriamente, hanno trasferito l`immagine “governativa” agli stati generali del Nord a Torino… Ma sono sempre i soliti attori della solita sceneggiata. Protesta fiscale? Ne abbiamo sentite minacciate parecchie a parole negli ultimi 20 anni… Tutte concretizzate a “chiacchere e distintivo”. Maroni e compagnia cantante : ci vogliono I FATTI!!! Basta con le vostre sparate a salve!!!

  17. stefano says:

    Maroni è solo un povero illuso se pensa di promuovere la disobbedienza civile e la protesta fiscale tramite la dirigenza locale della Lega.
    La disobbedienza civile e la protesta fiscale verranno da sé quando, grazie anche alla Lega, apriremo il portafoglio e non ci troveremo più nulla.

  18. Non voglio la padania says:

    Non voglio la Padania…sarebbe un´altra piccola Itaglia.
    Voglio due Lombardie,Veneto,Piemonte,un´Emilia e una Romagna.
    Voglio riconsegnare la mia carta d´Identitá al mio comune…
    E se fossimo 4 milioni a darla indietro…vedi come si cagherebbero sotto i governanti.
    Forza Maroni…sogni di essere Padano?brucia il tuo passaporto davanti ai popoli Padani…che esempi dovremmo prendere da te?
    Non é passata una legge utile al nord in vent´anni.
    Ho visto l´articolo sulla Baviera…
    In Germania la birra non ha IVA in quanto bene nazionale…la lega non é riuscita a far passare la legge sui 30 litri di grappa…tra un pó la importeremo dalla Cina.

  19. giannarcixo says:

    La questione del referendum non sarà mai messa in un cassetto, soprattutto dopo che la magnifica manifestazione di sabato 06/10 ultimo scorso di INDIPENDENZA VENETA ha consegnato in regione la risoluzione che detta la strada per indirlo.
    Il risalto mediatico che abbiamo avuto ha dell’incredibile e non solo a livello locale, ma anche a livello internazionale vi sono stati telegiornali che hanno parlato della nostra iniziativa.
    Fantasmagorico.
    Piuttosto la lega mi preoccupa un po’!!!
    Maroni infatti ha dichiarato che non vede di buon occhio l’indipendenza del Veneto perchè questo significherebbe dividera la lega.
    Avete capito?
    Se da un lato zaia è stato possibilista dichiarando che il Veneto è sempre stato il primo a percorrere strade “alternative” dall’altro c’è maroni che tiene talmente alla “carega” da infischiarsene del popolo Veneto.
    Comunque grazie a quanti hanno accolto il nostro invito ad aderire alla nostra manifestazione indipendentista.
    Vi è stato un breve scambio di vedute, in regione Veneto, (palazzo Ferro Fini) quando sabato abbiamo consegnato la nostra risoluzione accompagnata da migliaia di firme e l’impressione è fantastica.
    Già alcuni consiglieri hanno dichiarato che appoggeranno il nostro percorso ed altri sicuramente, dopo aver letto le ragionevoli nostre motivazioni, aderiranno al percorso che ci toglierà dal fango.
    La trasversalità politica sarà la nostra forza e la situazione socio economica Veneta ci fa pensare che la discussione in consiglio regionale potrà avvenire entro il corrente mese.
    Tenetevi sin d’ora pronti a partecipare al consiglio regionale con ordine del giorno : discussione per l’indizione del referendum sull’indipendenza del Veneto

  20. La linea Maroni è giusta, azioni concrete.
    Però li voglio proprio vedere i sindaci della Lega tutti casa e chiesa che trasgrediscono le regole italiane!
    Se solo avessero consapevolezza che sono solo sindaci pro-tempore forse avrebbero un minimo di coraggio in più.
    Invece la maggioranza di loro non è sfiorata dal dubbio di essere provvisori, anzi, tentano in tutti i modi di tenere il culo attaccato alla poltrona.
    Vedremo.

  21. Longobardo says:

    solo appoggiando referendum regionali di autodeterminazione si potrà arrivare ad ottenere risultati concreti. Il resto (raccolte firme, stati generali…) sono solo chiacchere e perdita di tempo.

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