Dalla Lega “Bella ciao” ai profughi del Bangladesh. Lo sa che perseguitati sono come Asia Bibi?

di BRUNO DETASSISMusulmani-in-preghiera-ok-672x378

Per fare politica serve anche la bussola. Intonare Bella ciao con lo striscione Stop immigrazione può avere un senso davanti ad un centro che ospita clandestini senza titolo per avere ospitalità ma ha senso farlo davanti ai profughi del Bangladesh? Non importa dove e davanti a chi, deve aver pensato la Lega e così hanno cantato davanti a chi arriva da un luogo dove i musulmani uno giorno sì e l’altro pure, fanno strage di cristiani. L’ultimo attentato, in ordine di tempo, risale a qualche giorno fa contro una scuola cristiana, presa d’assalto da 45 terroristi islamici, ad Arambaugh (nel distretto di Gazipur).

Gli immigrati, si legge in agenzia, hanno risposto con qualche urla, ma senza incidenti. Saranno stati profughi… musulmani o cristiani?

Ci limitiamo a ricordare che le tensioni tra cristiani e musulmani sono forti e che, nonostante questo, i  cristiani del Bangladesh sono in prima linea per la liberazione di Asia Bibi, condannata a morte per blasfemia.

E che di recente 2.500 cattolici, incluso il vescovo di Dinajpur Sebastian Tudu e più di 100 tra sacerdoti e suore, hanno protestato  per l’attacco contro la chiesa cattolica di Boldipukur. Insomma, non vanno la sera alle feste dell’Unità a mangiare la salamella. Stop immigrazione certo, ma con la bussola direzionata verso chi di dovere. O no?

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One Comment

  1. Dan says:

    Credo che buona parte della lega e del suo elettorato sono semplicemente stufi di OGNI cosa che ha a che fare con profughi e rifugiati, qualunque sia la ragione reale o presunta che li porta ad esserlo.
    Qui in italia non passa giorno dove sempre più persone finiscono attaccate al tubo del gas, sommerse dalle tasse, dalla disoccupazione, dai debiti e semplicemente stanno dicendo basta.
    Spiace per chi è perseguitato ma qui la barca sta affondando quindi stop a tutti, asie bibi comprese.
    Ciò che in particolare ha fatto fallire e nostre politiche migratorie è che non è stato posto in essere fin dal principio un punto sacrosanto ovvero “ti accolgo ma tu lavori per quello che ti posso offrire, bello o brutto che sia”.
    L’italia è un paese che in estate le bruciano le foreste mentre in autunno si mette a piovere e le città finiscono allagate. Ecco, in tutti questi anni di migrazioni da ogni buco di africa, asia ed est europa non si è mai vista attivare una politica del tipo “vuoi migrare da noi ? vuoi il pezzo di carta ? allora qui c’è la pala e tutti reclutati a pulire gli argini dei fiumi ed i sottobosco”.
    Quando genova è finita per l’ennesima volta sotto il fango si trovavano per la strada gli italiani a spalare ma non un negro o un rom.
    Qualche giorno fa a Torino c’era la manifestazione io lavoro con tanti giovani che portavano i curriculum: gli stranieri si contavano sulle dita di una mano ma in compenso li si incrociava fuori dal padiglione a chiedere le elemosina.
    Qui siamo tutti quanti stufi di personaggi che vengono per appendere il cappello qualunque sia la storia tragica o meno che hanno alle spalle ed è ora di smetterla di urlare ai quattro venti che qui c’è ancora posto prima che le cose tracimino.

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