Dalla Catalogna può soffiare il vento indipendentista su tutta Europa

di GIANLUCA MARCHI  da Barcellona

E’ stata la più dura campagna elettorale degli ultimi 25 anni. La partita che si gioca domani nelle elezioni catalane è probabilmente più importante di ogni altra elezione politica nazionale, perché un’eventuale e non del tutto  improbabile maggioranza assoluta assegnata alle forze indipendentiste, in testa CiU del candidato presidente Artur Mas, può innescare un processo destinato a cambiare il volto della Spagna per come l’abbiamo conosciuto dopo la morte di Franco. E con tutta probabilità potrebbe convertirsi in un rinnovato vento pronto a soffiare nelle vele delle aspirazioni indipendentiste che toccano varie aree della Vecchia Europa, non trascurando anche l’Italia a cominciare dal Veneto, con la spinta in atto per arrivare alla celebrazione di un referendum.
I catalani “non sono vassalli dello Stato” spagnolo: con questo slogan il presidente della Catalogna, Artur Mas, ha chiuso ieri sera  il suo comizio conclusivo a Barcellona alla vigilia del voto politico anticipati nella regione semiautonoma che lui e il suo partito (Convergenza e Unione, CiU) sperano dia loro la forza di promuovere entro 4 anni un referendum sull’indipendenza da Madrid. Nella manifestazione, tenuta in uno stracolmo stadio Palau Sant Jordi, i manifestanti gridavano “Indipendenza” e “Mas presidente”.

Un momento così decisivo e strategico come queste elezioni ha finito per mettere in campo tutte le armi possibili e immaginabili, lecite e illecite. La più clamorosa è stata quella che negli ultimi giorni ha monopolizzato la campagna elettorale, vale a dire l’informativa attribuita alla Polizia per i reati fiscali e tributari, secondo la quale i due personaggi chiave della storia politica catalana degli ultimi 30 anni, l’ex presidente della Generalitat  Jordi Pujol e il presidente uscente nonché candidato, Artur Mas, sarebbero titolari di conti correnti in Svizzera non dichiarati. Il documento, che al momento pare non esistere nella sua versione originale, è stato pubblicato dal quotidiano El Mundo, espressione del mondo conservatore ed edito da una società controllata dall’italiana Rizzoli Corriere della Sera. Il passo successivo è stato breve: cioè accusare Pujol e Mas di essere stati destinatari di tangenti da parte di imprese che hanno lavorato per la Generalitat de Catalunya. Intorno a questa pubblicazione si è aperta una battaglia legale e giudiziaria, che ha visto scontrarsi anche il procuratore generale catalano e il suo superiore procuratore generale dello Stato. La vicenda ha pescato nel torbido, fino ad addossare a Mas la responsabilità  di un conto in Svizzera a nome del padre con depositati 2 milioni di euro, regolarizzato dal genitore col pagamento di oltre 800 mila euro al Fisco spagnolo. Nelle ultime ore addirittura il sindacato di polizia ha accusato la magistratura di aver ostacolato le indagini sui dirigenti di CiU.

Da parte sua Artur Mas ha accusato apertamente il premier Mariano Rajoy, del Partido Popular, di essere stato fin dall’inizio della montatura per danneggiarlo. Rajoy ha bollato l’accusa come una falsità e ieri dal vertice di Bruxelles si è astenuto da ogni altro commento. Ma ha lasciato che a intervenire fosse la sua vicepresidente, Soraya Sàenz de Santamaria, la quale ha sostanzialmente dato per buona l’informativa pubblicata da El Mundo e ha chiesto che la magistratura indaghi Mas per frode fiscale, tanto più se dovesse essere provata l’esistenza di un conto svizzero non denunciato al Fisco.

CiU, il partito di Artur Mas, avrebbe voluto che ieri due ministri del governo Rajoy si presentassero in Parlamento per rispondere a interrogazioni urgenti su questo episodio che ha terremotato la campagna elettorale, ma il PP ha fatto muro  e non se n’è fatto nulla.

Intanto sulla stampa spagnola, sia di destra che di sinistra, è un fiorire di attacchi all’indipendenza propugnata dagli autonomisti catalani guidati da Artur Mas. Si legge di tutto per spaventare gli elettori catalani ancora indecisi (sarebbe ancora il 20%) e che potrebbero attribuire o meno la maggioranza assoluta allo schieramento autonomista. Si leggono frasi del tipo “la Catalogna diventerebbe una piccola repubblica del tipo della Repubblica Ceca… quando invece il futuro appartiene ai grandi stati e non ai piccoli paesi”. Oppure vengono diffusi studi secondo i quali la Catalogna indipendente vedrebbe crollare del 50% le sue esportazioni verso la Spagna e del 20% il proprio Pil. Si arriva a sostenere che il nuovo stato indipendente sarebbe fuori dalla Ue e dall’Euro per almeno dieci anni – quando invece Bruxelles ha già fatto sapere il contrario. E addirittura si sostiene che la Catalogna sarebbe mal sopportata dai suoi vicini: la Spagna, per ovvi mootivi, e persino la Francia, alla quale il nuovo Stato catalano vorrebbe togliere la Linguadoca.

E tanto per gradire si è rifatto vivo anche l’ex tenente colonnello della Guardia Civil Antonio Tejero, colui che il 23 febbraio del 1981 tentò un golpe facendo irruzione nel Parlamento. Tejero ha presentato una denuncia alla Procura generale dello Stato contro Artur Mas per “provocazione, cospirazione e tentativo di sedizione” per le sue continue pretese secessioniste di una “parte importante della Spagna come è il Principato di Catalogna”.

La partita catalana vede in campo quattro schieramenti: gli autonomisti di origine moderata di CiU (Convergenzia i Unio) che puntano a celebrare il referendum per l’indipendenza; gli indipendentisti di sinistra; il Partito popolare che è per un nuovo centralismo madrileno; il Partito socialista catalano che si propone invece come via di mezzo schierandosi per un rinnovato federalismo. Secondo i sondaggi dei quotidiani spagnoli, CiU vincerebbe le elezioni, restando pero’ lontana dalla maggioranza assoluta,
conquistando fra 62 e 65 seggi, rispetto ai 68 necessari per governare in solitario. Il partito indipendentista di sinistra Esquerra Republicana de Catalunya (Erc) concorrerebbe con il Partito Popolare (Pp) per il secondo posto. Erc e il Pp, che si oppone frontalmente alla sovranita’ catalana, si attesterebbero sui 16-17 scranni. E il Partito socialista catalano (Psc), che propone appunto una riforma
costituzionale del sistema delle autonomie in senso federalista, registrerebbe una debacle, perdendo fra i 12 e i 13 deputati dei 28 ottenuti due anni fa. Gli eco-comunisti di Iniciativa Catalunya Verd (Icv), a loro volta favorevoli a una consultazione sulla sovranita’ della Catalogna, si attesterebbero come quinto partito, con 12-13 deputati. Pieno di voti anche per Ciutadans, che raddoppierebbe da 3 a 6 i seggi, mentre resterebbe fuori dal Parliament il partito indipendentista dell’ex presidente del Barcelona F.C. Joan Laporta.

L’attesa per l’esito del voto è grandissima e non solo in Catalogna. Sulle Ramblas, a Barcellona, i venditori di bandiere della Catalogna indipendente, chiamate ‘esteladas’, non si lamentano. “Ne vendiamo sempre qualcuna, ma mai tante quanto oggi”, ammette una commerciante. “La gente ci chiede le esteladas. Ha delle aspettative e segue da vicino i movimenti dei suoi politici per vedere cosa fanno. Sembra che vogliano andare in fondo, fino all’indipendenza”.

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45 Comments

  1. Paolo54 says:

    Il popolo Catalano può scrivere un fondamentale pezzetto di storia.
    Se andrà come tutti noi speriamo, potrà veramente essere l’inizio della fine anche per questo stato italiano fellone e fallito.
    Spero che anche la Lega ne tragga le debite conseguenze, smettendola una volta per tutte con le alleanze contro natura con i Partiti Dei Ladri , centralisti e infingardi.
    Sarà dura e lunga, ma io credo che ce la possiamo fare anche qui!

  2. Pietro Caldiera says:

    …quella nota nuotatrice-indossatrice e la sua famiglia di italioti li manderemo tutti a …nuotare al Circolo Canottieri Aniene. E’ “er posto loro”!! PS Quella famiglia il passaporto veneto NON lo merita!

    • Verona Tricolore says:

      Uno che rinnega l’Italia, non ci penserà due volte a rinnegare il Veneto. Perché non vi rimboccate le maniche e aiutate la gente in difficoltà invece di perdere tempo con queste stupidaggini.

      • Zemiàn says:

        Da come parla, mi viene da pensare che se domani ci conquistasse la Libia, Lei sventolerebbe bandiera libica perché chi tradirebbe la Libia, non ci penserà due volte a tradire l’Italia. Pazzesco

        • Verona Tricolore says:

          Noi veneti ci siamo sempre sentiti italiani. La nostra regione è rappresentata al Senato ed alla Camera e siamo una delle zone più ricche d’Europa… L’Italia l’abbiamo costruita anche noi, lo abbiamo voluto fortemente, la nostra storia è strettamente legata a quella della penisola, I dogi sognavano di unire l’Italia, Niccolò Tommaseo e Daniele Manin due veneti sono oggi annoverati tra i più grandi patrioti italiani. I fatti amico mio, abbiamo i fatti dalla nostra parte. Il vero Veneto si sente Italiano. Nessuna conquista, forse ti confondi con l’impero austro-ungarico. Voi continuate a fare referendum farsa… noi lavoriamo per la nostra terra VENETA, per la nostra nazione ITALIA.

        • lancillotto says:

          Purtroppo è una delle vittime dell’intervento di soppressione neuronale italiona. Però per fortuna non è permanente: molti si stanno togliendo gli innesti cibernetici e li vedi rivivere da un giorno all’altro

          C’è sempre speranza. 🙂

    • lancillotto says:

      “quella la” campa troppo bene sulle spalle nostre, come tutti gli “sport-fashion-figos” italioni. Sono i degni mozzi della bananera.

      • Verona Tricolore says:

        Se vuoi diventare servo della Slovenia o della Croazia invece di cercare di staccare la nostra terra Veneta dall’Italia, fai prima ad andare in quei paesi, perché qui non c’è spazio per idee alla walt disney.

        • lancillotto says:

          Io non sono e non sarò servo di nessuno, a differenza tua che sei già ora “schiavo di roma”, come declama l’inno fasullo e razzista in cui ti riconosci.

          MI SON VENETO!

          Quando saremo liberi, se vorrai rimanere, anche tu ne trarrai giovamento, e se vorrai potrai addirittura aprire anche quel parco di divertimenti a tema, pagando finalmente tasse eque e non pizzi mafiosi. Altrimenti potrai sempre emigrare nel paese confinante italione, liberissimo. Ma non credo proprio lo farai.

          WSM

  3. SuperHornet89 says:

    A mio avviso è un fuoco di paglia. Tutti i partiti che promuovono spinte indipendentiste o nazioni nuove non hanno la più pallida idea di tutti gli impegni che verranno dopo, per il semplice motivo che non saprebbero neanche dove partire per formare una chiara identità nazionale, visto che non esiste. E’ solo una moda politica che sfrutta il malcontento sociale di questa crisi. Per non parlare che questi nuovi stati dovrebbero nuovamente mettersi in fila per entrare nell’UE e verrebbero dopo Croazia, Islanda, Montenegro e Serbia le cui pratiche sono iniziate e si concluderanno in non meno di 15 anni. Poi chiedere l’indipendenza (anche se fasulla) in un periodo di “vacche magre” è un suicidio annunciato, visto le enormi spese che un nuovo stato deve sostenere (a maggior ragione stati piccoli come la Catalogna senza risorse energetiche o minerarie). Questo i politici catalani lo sanno bene, per questo secondo me è un bluff. Oggi la Catalogna che fa parte della Spagna è una delle regioni più ricche. Domani non si sa. Escludo l’opzione militare. Se questi pazzi per assurdo riuscissero ad ottenere l’indipendenza la Spagna ha ben altri modi pacifici per far collassare la Catalogna. Escludo a priori anche l’indipendenza della Scozia. Praticamente impensabile vista la forza diplomatica del Regno Unito e l’identità scozzese-britannica consolidata in Scozia. Veneto, Sicilia Occitania … indipendenti? Forse meglio se lo dite in dialetto perché almeno fate ridere di più.

    • Come disse Gian Maria Volonté in “Sbatti il mostro in prima pagina”:
      “Cretino, cretino, cretino!”

    • lancillotto says:

      E’ proprio l’aria marcia di questa bananera INFAME, piena di nani, ladri e mafiosi che ci sta portando al suicidio. E sulla povera gente che si impicca a un trave perchè uno stato di farabutti non ti paga, non c’è proprio nulla da ridere.

      • SuperHornet89 says:

        Sfruttare le disgrazie della gente vittima della crisi mondiale con soluzioni grottesche a problemi inesistenti per inventarsi partiti indipendentisti fasulli in effetti fa venire da piangere, hai ragione.

        • lancillotto says:

          Di grottesco, fasullo nonchè palesemente anacronistico ci sono solo le tue parole, ma anche tu avrai modo e tempo per ricrederti molto presto. La storia è al galoppo, e sta per travolgere il regno di mezzo e i suoi satrapi disgustosi.

          Nel frattempo, per ingannare l’attesa puoi pure ridere, magari nel tuo “dialetto” preferito, l’italione. si, perchè l’italione non esiste, e non è mai esistito. Le Lingue vere, quelle dei popoli che hanno veramente lasciato il segno su questa terra, sono quelle che chiamate sprezzantemente dialetti, e che, nonostante tutto, non siete ancora riusciti a cancellare. E non ci riuscirete.

          • SuperHornet89 says:

            Il tuo sembra il tipico manifesto delle cause perse. Poi chi ha mai detto di distruggere i dialetti… mi sa che vi fate troppe paranoie… ogni persona è libera di esprimersi nella la lingua che vuole…
            La lingua italiana è stata adottata all’unanimità dal popolo italiano (cioè anche dal tuo). Il tuo concittadino Goldoni scriveva in italiano, Ugo Foscolo e Manzoni pure. Comunque non ti agitare, dai che primo poi i tanti partiti venetioti riusciranno a racimolare alle prossime elezioni un bel 2% (dignitoso a mio avviso).

            • lancillotto says:

              Non hai capito nulla di quanto ho scritto, e continui a declinare il futuro prossimo al passato anteriore. Non voglio redigere alcun manifesto nè mi schiero a paladino di ALCUN movimento. Io semmai combatto per il mio popolo, quello Veneto, che è prossimo a liberarsi dal giogo, che la cosa ti piaccia o meno.
              Se sei dell’89 e hai la sfortuna di rimanere nella stalla italiona a farti mungere, avrai certamente tempo di rivedere le tue posizioni a breve, non appena dovrai portare a casa il pane per la tua famiglia.

              Buona permanenza.

    • Ecco perché democraticamente non si riesce ad ottenere l’indipendenza da Roma.
      Super hornet è un voto uguale al mio, il voto del nemico vale come il mio.

      • SuperHornet89 says:

        Perché c’è una sola nazione ed è quella italiana, non per altro. In Italia vi sono differenze culturali minime tra le regioni. Voi confondete le tradizioni locali (ricchezza e patrimonio per l’Italia) con un inesistente nazionalismo regionale. Studiatevi i rapporti di studiosi e sociologi come Fearon e Alesina e capirete perché i vostri movimenti (peraltro frammentati all’interno come all’esterno, tipico delle ideologie fasulle) saltano fuori per racimolare qualche voto in periodi di smarrimento sociale per poi scomparire nel nulla.quando si ritorna alla normalità (senza aver fatto nulla se non un po’ di chiasso).

        • lancillotto says:

          ita è già fallita, liquidata, finita, grazie a dio.

          Tra 50 anni, questa sedicente nazione di straccioni e usurpatori che ci hanno depredato ed esposto al ludibrio planetario, sarà svanita, anche nella memoria collettiva. Rimarranno i popoli liberi che l’hanno preceduta e che finalmente potranno riprendere in mano il loro destino.

          • SuperHornet89 says:

            Lancillotto. Studia un po’ di storia. Leggi Manzoni, Goldoni, Dante, Leopardi, la storia della Serenessima, il Rinascimento, il Risorgimento Italiano… inventare la storia non t sarà d’aiuto per colmare le tue lacune culturali.

            • Luca Tino says:

              Egregio signore Superhornet lei sa bene di errare ma non è un problema la verità viene sempre a galla.
              Mi limito a farle un invito: perché non sostiene un referendum per la libera scelta de popolo veneto tra uno stato indipendente o uno stato con l’Italia?
              Avrà così la migliore occasione per sostenere e spiegare le sue tesi.
              O debbo ritenere che lei tema il voto del popolo?

              • SuperHornet89 says:

                Ma fatelo questo referendum. La gente è in difficoltà per la crisi mondiale e voi fate referendum… fatelo, il popolo come lei sostiene si ricorderà (e come!) del vostro approccio al problema della crisi ancor prima che si accorga della sua incostituzionalità.
                Ps. la verità verrà a galla? è già a galla e lei non se ne può mica uscire dicendo “signore sa bene di errare” senza dire dove erro e dimostrare l’invalidità delle mie tesi.

              • Perchè ha paura. Giustamente.
                La piena sta arrivando, e questa volta non ci saranno folcloristici argini bossiani a contenerla. La piena sta arrivando.
                Hanno paura. Giustamente.

            • lancillotto says:

              Caro amico, la mia libreria personale è decisamente pingue e gode di ottima salute. Conosco fin troppo bene la storia del mio popolo, il Popolo Veneto, e abbastanza bene quella di molti altri (veri) popoli europei. Tra i suddetti popoli, purtroppo per te, quello italione ha lasciato scritto ben poco nel libro della storia, visto che si tratta di un mero ectoplasma geo-antropico, che contamina soltanto gli ultimi disastrosi 150 anni; e quel poco che si trova sono al più storie becere e volgari, di sopraffazione e violenza, di miserie sociali, di sottosviluppo culturale, di cabaret politico.
              150 anni di nulla, davvero poca cosa rispetto ai 1.100 anni gloriosi e seminali della storia di Venezia, ma anche di tutte le altre non meno importanti entità statuali preesistenti, di ogni ordine e tempo.

              Ita dopo la sua fine naturale, non lascierà in eredità al pianeta neppure la centesima parte di quanto abbiano fatto i popoli che ha schiavizzato, niente di più di quanto non abbia trovato prima della sua comparsa. Nulla, se non la mafia e il ricordo di una casta di ladri e parassiti da guinness dei primati.

              La Serenissima l’ho studiata a fondo, respiro il suo fervido afflato nella forza di questa terra, la vivo quotidianamente nella tenacia e nella dedizione del mio popolo, che per decenni ha abbassato la testa accettando il contagio della rogna italiona, pur mantenendo il timone dritto nella tempesta, e trovando la forza di risolevarsi per suo esclusivo merito, dopo l’occupazione dei lestofanti che l’hanno occupata illegalmente, depredata, ridotta in miseria, e coperta di ridicolo di fronte al mondo facendola sfilare in catene sotto un improbabile bandiera di stracci, anche quella inventata di sana pianta, tanto per cambiare..

              Il popolo Veneto è stato paziente, per non dire coglione fino all’inverosimile, ma l’assalto predatorio e lo sfacelo civile di questi ultimi anni l’hanno risvegliato dal torpore. L’occupazione ha gli anni contati, se non i mesi, mi dia retta. E non sarà soltanto per mano nostra, ma per ovvia autocombustione, che cadranno, finalmente, le porte di questa degradata prigione di popoli.

      • Dan says:

        Ecco perchè la via non passa dal voto, come nella storia non è mai passata dalle parole per ottenere i veri risultati

  4. elisa uberti says:

    sognando CATALUNYA…… questo il vento che soffia dai dirigenti leghisti di brescia…. menifestazione a sostegno della polizia nazzionale….. CHE SCHIFO !!!!

    http://www.bresciavera.it/it/video/40/1395/Lega,-presidio-alla-Questura:-Vicini-alla-Polizia.htm

    MA COME FANNO A NON VERGOGNARSI !!!

    • Cara elisa, non facciamo confusione.

      Le forze dell’ordine obbediscono al potere costituito, e quando quel potere l’avremo noi, a NOI dovranno ubbidire.
      La Polizia è solo uno strumento, il MANOVRATORE per ora risiede nel parlamento romano.

      • Teresa says:

        Le forze dell’ordine sono il braccio armato dello Stato italiano. Nessuno nega che siano lavoratori e bravi ragazzi, ma non sta certo a chi si proclama indipendentista difenderle. Lasciamo che ci pensi qualcun altro. Gli indipendentisti non devono difendere gli apparati dello Stato. Punto.

  5. luigi says:

    Quale sarebbe il partito indipendentista in italia, quello della lega nord che e’ stata al governo per tanti anni?

  6. Gian says:

    ovviamente faccio il tifo per la catalogna, ma non sarei così sicuro dell’effetto domino a livello europeo.

    già tanti anni fa la repubblica ceca e la slovacchia si sono divise e da noi non è cambiato niente. i nostri mas media tacciono rigorosamente sulla catalogna, io mi vedo tutte le sere il telediario della tve per capire cosa succede a barcellona.

    inoltre gli autonomisti raccolgono quello che seminano, la catalonga può diventare il prossimo stato europeo, perchè hanno un politico con le palle come mas, perchè i catalani lo vogliono e perchè da decenni si danno da fare per questo risultato.

    noi invece abbiamo la mamma di una nota nuotatrice secondo cui sua figlia sarebbe prima italiana e poi veneta…

    • Crisvi says:

      Repubblica Ceca e Slovacca hanno una storia diversa, in quanto divisesi di comune accordo.

      ” I membri del Parlamento della Cecoslovacchia, divisi lungo le linee nazionali, cooperarono per la formazione della legge di divisione. Nel gennaio del 1993 furono fondate pacificamente e simultaneamente la Repubblica Ceca e la Slovacchia: entrambi i nuovi stati ottennero subito il riconoscimento degli Stati Uniti e dell’Europa. ”

      Qui si tratta invece della volontà di un popolo, di diventare Nazione, contro la volontà di uno Stato che si considera monoliticamente unitario.
      Proprio come il popolo Veneto verso lo stivale.

      Per me è solo una questione di tempo e l’effetto domino presto o tardi avverrà, come avvenne la frammentazione degli stati dell’ex Unione Sovietica e blocco di Varsavia.

      Ti dirò di più, secondo me il Veneto sarà la prima, ma non l’unica regione italiana ad andarsene dallo stivale.

  7. giancarlo pagliarini says:

    Bravo Marchi! Giorni fa avevo messo questo su facebook: Domenica 25 c’è un voto molto importante, che creerà le basi per cambiare la direzione, la struttura e la storia dell’Europa. Non si tratta di Renzi-Bersani & Co, ma delle elezioni in Catalogna.
    Secondo me finirà così: 1) Artur Mas stravincerà 2) Poco dopo la Catalogna approverà una legge che consentirà un referendum con il quale si chiederà ai catalani se vogliono che la loro terra lasci la spagna e diventi uno stato autonomo, membro dell’UE e dell’area Euro 3) Si farà il referendum e il risultato sarà un si grande come una casa. 4) Poi la danza continuerà in altri Stati ..ma non da noi
    Tutto questa accelerazione perché a Madrid avevano bocciato il nuovo statuto catalano e più di recente da Madrid erano arrivate proposte di federalismo ridicole. Non così ridicole come l’inarrivabile legge sul cd “federalismo fiscale”, ma deboli, farlocche e centraliste anche loro.
    In questi giorni Barcellona è tutta una bandiera catalana. Quando usciranno i risultati sarà magnifico essere li a Barcellona. Sono curioso di vedere cosa diranno i giornali italiani.

  8. Francesco says:

    Speriamo in questa vittoria, ma per trovare anche all’interno di una via indipedente la giusta direzione è bene capire a fondo tutti i problemi dell’attuale sistema politico. Impariamo a vedere Oltre la democrazia!

  9. lory says:

    forse è il momento giusto per liberarci dell’italia viva la Catalogna

  10. Crisvi says:

    Credo fermamente anch’io all’effetto domino indipendentista, che ci trasformerà nell’Europa delle 100 nazioni.

    Catalogna, Scozia indipendenti.
    Poi Veneto, Fiandre, Paesi Baschi, Occitania, Sardegna, Siclia………………………e molti altri ancora.

    Forza catalani, sono venuto a trovarvi nel maggio 2012 e tifo fortemente per voi ! 🙂

    CrisV

    V per Veneto
    V per Vittoria

    😉

    Liberiamoci dall’oppressione di una società distopica.

    https://www.youtube.com/watch?v=ajfEW3Fuo7o

  11. V per V says:

    Io cambierei il titolo con: Dalla Catalogna sta’ soffiando il vento indipendentista su tutta Europa. Qualcuno l’aveva previsto non molto tempo fa, e grazie a questa previsione le vele Venete si sono trovate pronte per gonfiarsi al momento giusto e usare questo vento al meglio. Questi ragazzi di Indipendenza Veneta non si sono fatti trovare impreparati. Bravi ragazzi. VperV

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