Dalla Borsa di New York arrivano segnali di un nuovo shock

di CHRIS WILTON

Nelle ultime due settimane l’indice Dow Jones Utility Index della Borsa di New York ha perso il 35%, il peggior calo dal marzo 2009, mentre venerdì l’indice Dow Jones ha perso 200 punti con un calo intraday – ovvero differenza massimo/minimo nel corso della seduta di contrattazioni – di 270 e di 400 punti dai massimi di lunedì scorso. L’indice Standard&Poor’s 500 ha vissuto le due peggiori settimane negli ultimi sei mesi. Che succede sui mercati? Due cose, sostanzialemente. Il peggior deterioramento del prezzo delle obbligazioni dal dicembre 2009, ovvero rendimenti in rialzo (anche sui Trasuries statunitensi e con le emissioni di bond ad alto rendimento, quindi ad alto rischio, ai massimi da sempre) e la conferma di un Hindenburg Omen. Di cosa si tratta? E’ complicato ma conviene che lo sappiate. E’ una figura di analisi tecnica ideata e testata per predire quello che dovrebbe essere un crollo di Borsa e dei mercati finanziari che utilizza come indice sottostante l’NYSE, la Borsa di New York. In condizioni normali di mercato può succedere che un numero sostanziale di azioni stabilisca nuovi massimi annuali, oppure che un grande numero stabilisca nuovi minimi. La cosa strana è quando entrambi queste condizioni si verificano, si tratta di un’incongruenza di mercato abbastanza anomala e palesa il rischio di grande volatilità in avvicinamento.

L’Hindenburg Omen si compone poi di alcuni filtri aggiuntivi. Primo, il numero di titoli trattati al NYSE che fanno nuovi massimi settimanali nelle 52 settimane precedenti e di quelli che fanno nuovi minimi settimanali nelle 52 settimane precedenti, devono essere entrambi superiori al 2.2% del numero totale di titoli del NYSE contrattati quello stesso giorno. Il più piccolo di questi numeri deve essere maggiore di 75. Secondo, la media mobile a 10 settimane del NYSE deve essere in salita. Terzo, l’oscillatore di McClellan (altro strumento di analisi tecnica, sviluppato da Sherman McClellan, che rappresenta la differenza tra le medie esponenziali a 19 giorni e a 39 giorni. Gli incroci al di sopra e al di sotto della linea dello zero sono rispettivamente positivi e negativi. I dati al di sopra di +100 mostrano una situazione di ipercomprato, quelli al di sotto di -100 rappresentano una situazione di ipervenduto) deve essere negativo nel giorno in esame. Quarto, i nuovi 52 massimi settimanali non possono essere numericamente più del doppio dei nuovi 52 minimi settimanali, mentre non vale il contrario: una componente fondamentale. Questi dati sono calcolati ogni pomeriggio usando le cifre del Wall Street Journal, per uniformità. L’occorrenza di tutti questi criteri in un giorno si riferisce ad un Hindenburg Omen “non confermato”, mentre un Hindenburg Omen “confermato” si ha quando un secondo segnale (o più) si verifica entro 36 periodi giornalieri (barre daily) dal primo segnale. Bene, lo scorso 15 aprile 2013 è stato avvistato il primo segnale, ieri il secondo di conferma.

Vi sembrerà roba da alchimisti ma purtroppo l’Hindenburg Omen, se confermato, non sbaglia mai e anticipa violentissime correzioni dei corsi azionari nell’arco di pochi mesi. In condizioni particolari, di settimane. L’ultima volta che si registrarono picchi di massimi simili nel mercato azionario e si palesò un Hindenburg Omen fu l’ottobre 2007, cosa accadde dopo lo sapete bene tutti. La medesima condizione tornò poi nell’agosto del 2010 ma in quel caso la catastrofe fu evitata dalla decisione storica di Ben Bernanke, capo della Fed, di inventarsi il primo programma di stimolo per l’economia, annunciato al simposio di Jackson Hole e tramutatosi in una stamperia di Stato permanente, capace di drogare del tutto i mercati mondiali ancora oggi. Oggi però, con lo stato patrimoniale della Fed già espanso a 3 trilioni di dollari e sempre più componenti del board della banca centrale Usa che chiedono di rallentare o bloccare del tutto il programma di stimolo, pare difficile che Bernanke possa tirare fuori altri conigli dal cilindro. Tanto più che prima della conferma dell’Hindenburg Omen, motore immobile della svendita che ha caratterizzato la Borsa di New York venerdì, a far spaventare i trader e le banche d’affari ci aveva pensato la pubblicazione di alcune minute dell’Advisory Panel proprio della Fed, tenute finora sotto embargo e dalle quali si evinceva che la situazione si fa davvero brutta. Stando a quelle note, <c’è inoltre preoccupazione per la possibilità di un’esplosione dell’inflazione, anche se attualmente tali rischi non sono considerati ingestibili e di un’insostenibile bolla nei mercati azionari e del reddito fisso, visti i prezzi attuali>.

Si parla a chiare lettere di “bolla insostenibile” e a dirlo è la Fed, non qualche blogger votato al pessimismo cosmico. E ancora: <Esiste incertezza su come i mercati ristabiliranno valutazioni normali, quando la Fed si ritirerà dal mercato. Potrebbe essere difficile dispiegare una politica di accomodamento e la fine dell’allentamento monetario potrebbe essere dolorosa per consumatori e mondo del business. Visto l’aumento di circa 2,5 trilioni di dollari del bilancio della Federal Reserve dal 2008 ad oggi, la Fed potrebbe infatti ormai essere percepita come parte integrante del sistema di finanziamento interno>. Insomma, c’è la quasi certezza che sui mercati stia per abbattersi l’ennesima tempesta, questa volta ancora più violenta delle precedenti, visto che non sarà solo l’azionario a pagare il prezzo della correzione dei corsi ma anche il mercato delle obbligazioni, sovrane in testa.

Insomma, lo spread potrebbe tornare ad essere un incubo in breve tempo. E con condizioni macroeconomiche come quelle attuali, un altro shock potrebbe essere letale. Non si rischia più la tenuta dei mercati ma degli Stati e delle società, si rischia un nuovo ordine che nascerà dal caos. Potrebbe essere una catastrofe ma anche un’opportunità, bisogna sempre valutare i diversi punti di vista. E farsi trovare pronti.

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4 Comments

  1. fabio says:

    toccerà comprare oro ?

    se si hanno duecentomila euro c’è l’asta di 6 chili d’oro
    http://www.givg.it/scheda.php?id=10744

    o anche questa da quasi 50chili d’oro, se si hanno un paio di milioni di euro a disposizione:
    http://www.givg.it/scheda.php?id=10745

    Pensa quanto ce ne poteva essere sui camion di gheddafi in fuga, di cui non s’è più sentito nulla.

  2. Dan says:

    Oh bhè, che problema c’è.

    Vanno giù di nuovo le borse e con loro i titoli bancari ? BCE, FED e chi altri stampano altro denaro. A noi il pane e la verdura raddoppiano di prezzo ? ECCHISSENEFREGA !

    Salta qualche altro giochino finanziario derivato e con esso qualche titolo di stato ? Si piazza di nuovo uno stronzo con le mani ad artiglio a capo del governo e si raddoppiano le tasse ai piciu, che ringrazieranno e correranno lesti lesti a pagare perchè pecore nell’anima.

    L’economia andrà ulteriormente a dar via il culo ? “E vabbuò”, come diceva Schettino, “era buio” ed un buon lampione sotto il quale piazzarsi di notte garantirà qualche cliente in più. Siamo qui per questo, no ?

    Proteste fiscali ? Rivolte ? Rivoluzioni ? Sia mai ! Almeno fino a quando non ci toccheranno la cosa importante ovvero il calcio: morti di fame va bene ma con il biglietto della curva in tasca.

  3. Fidenato Giorgio says:

    Speriamo che sia così. E’ ora che finisca questa agonia. Fuori il dente, fuori il dolore!!!!

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