D’Alema non ammette domande scomode e minaccia querela. Ma il comunismo non era caduto?

di REDAZIONEBOSSI-D'ALEMA BICIPITE

“Il collega giornalista Massimo D’Alema dovrebbe ricordarsi – ha affermato Santo Della Volpe presidente della Fnsi – che le domande dei giornalisti, in un paese libero, sono sempre legittime. Possono piacere o non piacere, essere considerate improprie o inopportune, persino sbagliate (a suo giudizio), ma devono essere sempre libere. Ne’, tanto meno, possono essere considerate passibili di querele: e’ altamente inopportuno, invece, che un uomo politico ed impegnato come l’On. D’Alema, gia’ presidente del Consiglio, possa minacciare di querele un cronista che gli ha posto una semplice domanda in occasione di un pubblico incontro con la stampa. Vogliamo ricordare al collega giornalista D’Alema i diritti e doveri dei cronisti: tra i quali c’e’ quello di porre domande talvolta scomode, nell’interesse, comunque, dell’opinione pubblica. Domande come quella che gli e’ stata posta da un giornalista a Bari ed alla quale, per altro, aveva anche risposto. Sarebbe meglio ricordarsi – ha concluso Della Volpe – sempre dei limiti, non solo dei giornalisti, ma anche degli uomini politici, quando sono a conferenze stampa, per quanto improvvisate. Tanto piu’ se l’intervistato e’, sia un importante uomo politico, sia un giornalista professionista.

Intanto gli avvocati Guido Calvi e Gianluca Luongo rendono noto, in un comunicato relativo alle vicende collegate all’inchiesta di Ischia, di aver “ricevuto mandato dall’on. Massimo D’Alema di tutelare la sua onorabilita’ in sede sia civile che penale da ricostruzioni evidentemente errate e strumentali che compaiono oggi su alcuni organi di stampa, a cominciare dal titolo con il quale il Corriere della Sera ha attribuito in maniera del tutto impropria al nostro assistito di aver ricevuto, attraverso una serie di bonifici, l’importo di 87.000,00 euro”.

“L’on. D’Alema – sottolineano gli avvocati – non ha personalmente ricevuto alcunche’ dalla cooperativa CPL Concordia, né direttamente né indirettamente. La CPL Concordia ha acquistato copie del libro ‘Non solo euro’ in occasione di una manifestazione politica in vista delle consultazioni elettorali europee del 2014 e, nell’arco di un biennio, circa 2.000 bottiglie di vino dell’azienda agricola della famiglia del Presidente D’Alema, regolarmente fatturate e pagate con bonifici a quattro mesi di distanza dalla fornitura. Infine la CPL Concordia ha effettuato, in tre diverse annualità, finanziamenti del tutto leciti alla Fondazione Italiani Europei, che notoriamente non è una fondazione personale dell’on. D’Alema ma un istituto che egli presiede e dirige, politicamente e culturalmente, a titolo del tutto volontario, senza beneficiare né direttamente ne’ indirettamente dei contributi che la stessa riceve per la sua attività”.

“Naturalmente la medesima iniziativa sarà intrapresa – concludono i due legali – contro tutti gli organi di informazione che volessero proseguire l’opera di disinformazione sino ad ora condotta da alcune testate giornalistiche, le quali continuano impropriamente ad accostare quelle vicende del tutto lecite a presunte vicende corruttive emerse dall’indagine condotta dalla Procura di Napoli, alla quale il Presidente Massimo D’Alema è certamente del tutto estraneo”.

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1 Commento

  1. luigi bandiera says:

    L’italia e’ komunista e i komunisti sono e di DX e di SX e di CNT.
    Quindi..??
    Per abbattere il komunismo in questo stato ma non solo dato che i nostri cugini sono gli apripista dopo gli inglesi, bisognerebbe abbattere gli italiani.
    Provare per credere.
    Quindi..?
    MISSIONE IMPOSSIBILE..!!
    Perche’ prima la gente, specie quella che dovrebbe comandare al posto dei komunisti dovrebbe capire l’antifona e poi dovrebbero convincere le genti a seguirli… Davvero MISSIONE IMPOSSIBILE. Salvo un tsunami che spiana loro la strada.
    Salam

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