Dal Sinai al deserto del coraggio padano

 di STEFANIA PIAZZO

Le nostre radici… le nostre radici…. Dai, su… le nostre radici che cosa? E’ facile contestare gli sbarchi, lanciare con la fionda i sassi sul ministro per l’Integrazione, senza però andare mai oltre il naso bagnato dal Po, per difenderle, queste radici. Cosa sono le radici?  La difesa di una identità? Bene. Ha limiti territoriali la difesa delle identità? Non credo.

Il caso del dopo Morsi, in Egitto, mentre si litigava su Berlusconi, i processi, la Cassazione, Renzi, il Kazakistan, gli orango, registrava nell’indifferenza di quelli difendono le radici, la cristianità – intesa in senso più ampio non come Vaticano ma come storia di un popolo, delle sue origini culturali –  a patto che sia solo Piemontese, Lombarda o Veneta, registrava appunto una nuova persecuzione di cristiani senza precedenti. Ma chi se ne frega, vero? Li ammazzano a casa loro? Non  ci riguarda.

Non esiste solo il Kazakistan, in politica estera, quella in cui peraltro i nostri politici nostrani sono da sempre deficitari quanto a visione e dialogo. Tanto più che se la politica estera, credono di farci intendere  la decidono dei funzionari di polizia, stiamo freschi.

L’altro giorno Asianews riferiva di 100 famiglie cristiane fuggite dal Sinai dopo l’uccisione di un sacerdote coopto e la decapitazione di un commerciante cristiano. Quelle 100 famiglie, non ce le ritroveremo sui barconi che approdano a Lampedusa. Stanno là, a casa loro, minoranza senza tutele. A casa nostra si fa il diavolo a quattro per non avere le moschee. Però chi se ne frega se crivellano di colpi le chiese egiziane, adesso che il patriarca Tawadros ha apertamente appoggiato la caduta dell’ex presidente. Che le crivellino, non sono mica le nostre chiese. Si auto-aiutino a casa loro. Noi, a casa nostra, difendiamo la polenta bergamasca dall’estinzione.

“Il 5 luglio scorso, il gruppo jihadista “Ansar al-Shari’a nella terra di Kinaanah” (cioè l’ Egitto) – si legge su Asia news – ha diffuso una dichiarazione promettendo di rispondere alla “guerra contro l’Islam in Egitto”, portata avanti da “laicisti, atei, fedeli di Mubarak, cristiani, forze di sicurezza e leader delle Forze armate”.  Nella dichiarazione si afferma che la democrazia è “blasfema” perché tenta di porsi al posto di Dio e mettono in guardia da possibili “massacri di musulmani in Egitto”.

Qualcuno, in Parlamento, ha sentito parole di denuncia per i diritti umani di chi è identità minoritaria in un momento di grande trasformazione, di guerra civile, serbatoio di nuove migrazioni? Quella appunto contestate e inarrestabili? Quanto li aiutiamo a casa loro, oltre che dirlo con facile sicumera ai comizi? La presenza più straniera in politica non è il ministro Kyenge, né l’ex canoista. E’ proprio la politica estera, la politica straniera, estranea, del tutto assente nella testa dei nostri politici. Difendiamo le radici alla sagra della salamella e della birra, il “fora dai ball” è il concetto più alto che si sente esprimere, ma non c’è strategia oltre la battuta che sintetizza un malessere, oltre l’invito spiccio e condiviso a non occupare la casa d’altri.

Il Nord, terra più capace di attrarre, lo ha detto anche il Cnel, gli stranieri, non ha sviluppato nessuna politica di cooperazione né di solida denuncia politica alle persecuzioni, con il duplice effetto di vedere sopraffatte le proprie radici ovunque. Qui, per l’invadenza che trova tutti i varchi aperti, e laggiù, perché a nessuno importa dei cristiani mandati a morire nel deserto del Sinai. Portano voti, sedie, nomine, direttori da nominare? No.

Tranne poi ricordarsi dei presepi e dei canti di natale nelle scuole, e fare interrogazioni perché, insomma, è inammissibile che proprio le nostre tradizioni siano superate dal politicamente corretto. Nelle scuole, abbiamo detto? Quelle dove inizia la semina della cultura del culturalmente corretto, avamposto da sempre dei compagni manovratori indisturbati, perché la scuola non è cosa di cui occuparsi? Quella cosa lì, più o meno.

Dunque, non ci si stupisca se poi qualcuno s’arrabbia, ma s’arrabbia e basta, perché a Roma bocciano l’emendamento leghista per una deroga al patto di stabilità per i Comuni interessati dall’Expo. Ma che cavolo, i Comuni tirino fuori le rispettive palle istituzionali e violino il patto di stabilità e mandino al quel paese chi impone il sottosviluppo, il non lavoro, il blocco dei cantieri. Passi il tacere sul Sinai, passi il solito clamore solo su Lampedusa. Ma del deserto del coraggio “padano”  in terra padana, che dire? Meglio forse non dire.

 

 

 

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11 Comments

  1. luigi bandiera says:

    ALGERIA (anni 50) DOCET…

    La gente non reagiva era COME I PADANI LA’ A LAMENTARSI E A PREGARE ALLAH. Per la Gallia era fatta francese l’Algeria.

    Fin che non sono arrivati i noti “RIBELLI” o KAMIKAZE visto che dovettero rischiare la pelle e molti ce la lasciarono. Infatti, ci furono parecchi morti ammazzati DEMOKRATIKAMENTE dall’OCCUPANTE GALLO..!

    Ad oggi sembra la via piu’ percorribile… ma chi si assume la responsabilita’ vera e non come quella dei politici odierni..?

    Meglio premere sulla via del consenso almeno fin che si puo’, Poi chiameremo i volontari al martirio. Io non ci saro’, ma lascio l’eredita’ ai giovani.

    Certo e’ che se salta tutto sto gran bordello trikolorito si potrebbe aprire un bel portone..!

    Comunque io mi lamento in primis dello stato occupante…
    Tenendo sempre presente che bisogna fare PROSELITI..!

    Tantissimi dei nostri sono ancora col cervello da RIFORMATTARE… e ce lo potremmo trovare contro… non con la X ma col mitra in mano.

    L’occupante sa come fare… anzi, sa gia’ chi prendere per primo.

    Quindi, calma e non esageriamo…

    Le delusioni portano a reazioni scomposte e pericolose.
    Meglio curarsi un po’ per essere pronti.
    Che e’, devo andare avanti sebbene sia in convalescenza..?
    Ancora a me tocca..?

    Tuttavia, la calma e’ la virtu’ dei forti..!

    An salam

  2. il brambi says:

    Purtroppo mi tocca leggere commenti di leghisti che non hanno davvero capito un piffero di come devono andare le cose per prenderci l’indipendenza.
    Dobbiamo fare, agire, anche contro lo stato in modo che siano loro a doverci chiedere conto e dopo che sarà successo non dobbiamo retrocedere perchè aspirare a qualcosa meglio dell’itaglia è nostro diritto.
    Smettetela di pensare alle percentuali perchè in Padania non si arriverà mai e poi mai alla maggioranza assoluta, perciò inutile insistere su questa linea.
    Siete voi padani commentatori di un articolo che denuncia l’immobilismo di tre governatori delle più importanti regioni di questo stato incancrenito che non capite che una buona volta bisogna alzare la testa e reagire e non continuare ad aspettare che qualcuno trovi una soluzione al posto nostro.
    Davvero la Padania libera non potrà arrivare mai se questi leghisti post mortem decidono di rintanarsi aspettando tempi migliori.
    Meglio di così, tre regioni governate, cosa pensate di ottenere?
    Ottusi.

  3. Gian says:

    a malincuore mi tocca ammettere che è così… i padani sono dei coglioni, ma dalla dirigenza leghista ci si aspettava qualcosa in più, ci si aspettava che svegliassero i padani, ma si limitano a stronzate tipo il nobel ai lampedusani e le battute sulla Kyenge.

    Ma per favore!!!!

  4. luigi bandiera says:

    Segnalo a proposito di radici…

    Rai ieri sera, Super Quarck in chiusura, ci hanno dato un saggio (Oneto riascoltala appunto sul finale) sulle nostre patriottiche radici..!! Erano, l’Angelo/a “custode” e uno storico super trikolorito, seduti in un salotto a disquisire sull’italia e gli itagliani, da sempre esistiti.

    Robe da veri GARIBALDINI in SPE (servizio permanente effettivo)…!!

    Bisognerebbe fare come quel albanese che ha preso a MANERAE (mannaiate) le macchinette MANGIA SOLDI di STATO con le nostre televisioni e radio. Ovviamente con i giornali e i libri ci sarebbe da fare piu’ falo’..!! Non adesso ma questo fara’ freddo cosi’ si risparmia dato che le energie ecologiche quale il PELLET come prezzo aumenta a vista d’occhio..!

    E lo SCHIFO PLATRIOTTICO e TRIKOLORE CONTINUA.

    PSM

    • Gian says:

      scusa puoi sempre fare la regolare disdetta del canone rai, io l’ho fatta da più di 10 anni e non solo non mi è successo nulla, ma sono perfettamente in regola con la legge.

      infine… cambia canale!!!!!!!!!!

  5. elio says:

    e risiamo sempre alle solite, e poi si lamentano che agli indipendentisti mancano gli intellettuali?

    Dottoressa Piazzo. i leghisti al nord sono neanche il dieci per cento e Lei, come chiaramente si evince dal suo articolo, sembra che al nord esistano solo i leghisti da demonizzare. ma si dia una mossa: il novanta per cento vota e si ispira a tutte altre cose, se la prenda con loro e non con chi non conta un bist, eh…se la prenda con i cattolici, con il Papa, con i sedicenti democratici del PD, almeno gli orridi leghisti nel senso che Lei auspica qualcosa farfugliano, ma su andiamo, si metta fuori dagli atenei con un banchetto e chiami a se i Stella, i Diamanti, i Cacciari, tutti questi Padani che dovrebbero vivere di queste cose e invece pensano alle loro carriere come fanno tutti…. e non solo i leghisti…nel loro piccolo

    • Giovanni says:

      Concordo. Anche questo quotidiano è una delusione, ora possiamo dirlo. Al deserto padano contribuisce infatti anche chi, come la “newcomer” dell’Indipenedenza Stefania Piazzo si accoda agli altri recriminanti in servizio permanente effettivo nel puntare il dito sulla Lega. La Lega conta un piffero e mezzo, avete capito come è fatta e bla bla bla, ma vigliacca se la piantate di occuparvene un giorno sì e l’altro pure e fate invece qualcosa di “indipendente” dalla Lega. Siamo passati dai leghisti di professione agli antileghisti di professione. Sempre gente che non crede più in quel che dice, comunque. Insomma, se avete capito che la Lega è indipendentista come il PD, che cosa ci fa la Lega in due articoli su tre? Avete divorziato, smettetela di pensare alla ex-moglie.

      • Mah says:

        Penso tu abbia ragione

        • Gian says:

          penso di no, perchè se la lega conta un piffero è anche colpa sua. Che i padani siano dei coglioni è risaputo, ma dai leghisti ti aspetti di più, perchè dovrebbero rappresentare il meglio dei padani, i padani che alzano la testa e si fanno sentire, i padani che prendono coscienza di sè, i padani che hanno le idee chiare.

          In realtà la lega fino ad ora non ha ottenuto nulla, ma ciò che è grave è che non ha un progetto per il futuro, non ha una linea. in bergamasca ci sono 60 sindaci leghisti, ma solo uno di loro si fa in quattro per a difesa delle nostre radici: gli altri 59 che cazzo fanno?

          mancano le idee e mancano le balle, i dirigenti leghisti, non i militanti, non sono affatto meglio degli altri padani e per questo la delusione è più forte, per questo la Piazzo scrive dei leghisti e non dei padani: purtroppo è così!

          • Veritas says:

            Ma lei ci ha lavorato tantissimo in Via Bellerio, non si sa come mai non ci lavora piu’, ma qualcosa dovrà pure ai suoi ex datori di lavoro, perciò è strano che abbia tanto rancore.

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