Dal reato di clandestinita alla Masada del Nord. La svolta nazionalista. Ci salvano i referendum di Lombardia e Veneto!

di GIULIO ARRIGHINI E ROBERTO BERNARDELLI *

In principio fu la devolution. Poi il federalismo fiscale e, agli albori, la legge Bossi-Fini col reato di clandestinità. Dovevano essere, questi, autonomia e legalità, i cardini di un sistema alternativo ai decenni di tesorerie uniche, di invasioni barbariche, di moschee luoghi di reclutamento per terroristi e chi più ne ha più ne metta. Dovevano essere i pilastri della giustizia sociale e del riscatto del Nord.  Quell’aspettativa generata dalla speranza di cambiamento a portata di mano, il delinearsi di un asse del Nord per gestire con i nostri soldi la nostra sanità, le nostre scuole, le nostre strade.

Poi, in una progressione di autodistruzione politica, di incapacità di conservare i talenti fruttati, la devolution divenne un file da archiviare, un termine desueto buono solo per scozzesi, catalani, baschi, e altri popoli ma non del nostro Nord. Il federalismo fiscale e l’equipe dei famosi saggi, divenne la più solenne presa per i fondelli priva di decreti attuativi, di condivisione di una riforma. Un esercizio di retorica elettorale. La lotta all’immigrazione clandestina, divenne un paradosso figlio di un traccheggio tra stare con le periferie e col centro, con i poliziotti ma anche con i prefetti negli alloggi dorati. Con i manifesti del prima i nostri ma anche con le nomine innominabili negli enti e del prima i loro amici. Dalla clandestinità alla legalità del posto per gli amici, la vulnerabilità del sistema ha fatto presa fino alla lotta intestina di una classe politica che ha pensato a sistemare le famiglie, i figli, senza dispiacere ai massoni, mandando a ramengo nella lotta di successione interna e di svuotamento di identità come di una cisterna di acqua stagnante, tutte le speranze di indipendenza e soprattutto di libertà, in una corsa ad accaparrarsi la dote rimasta.

Se oggi una maggioranza traballante e promiscua ha i numeri per abolire il reato di clandestinità non è per merito di Renzi, dei cattocomunisti che non si sono mai estinti, degli accordi trasversali per accontentare il solidarismo distruttivo. Se oggi il federalismo è un termine che non è credibile e non accende i cuori così come Nord, indipendenza, Padania e altro, non lo si deve al Nuovo Centro Destra che ha votato l’emendamento che tramuta in multa come se si passasse col rosso, l’abuso di suolo patrio. Se oggi il federalismo fiscale è un calcolo demenziale che fa vergognare persino il vocabolario per l’indefinizione e per la vaghezza dei suoi contenuti, non è per colpa di Silvio Berlusconi che è stato amico di Ruby.

C’è un problema di coerenza e di trasparenza e di capacità evolutiva della classe politica che ha avuto in mano il Nord e che si traduce nel vuoto di consenso e nel buco di rappresentanza che oggi prova ad attaccarsi a quel poco di polpa che resta: la battaglia per l’immigrazione, la lotta all’invasione straniera. E’ rimasta la sola frontiera utile. Le altre sono un castello di sabbia.  E c’è chi si chiede che differenza passi tra chi sventola questa bandiera e altre forze meno compromesse col sistema, che non hanno mai avuto un parlamentare, sul fronte della lotta all’immigrazione clandestina, come ad esempio l’estrema destra italiana. Che differenza passa tra chi è dentro al sistema, funzionale ormai al sistema e lo vuole pure contrastare e chi sta fuori dal sistema e lo vuole altrettanto contrastare?

Il Nord rischia una Masada, l’autodistruzione per non darsi in mano ai nemici romani che preparano l’ultimo assedio. Ma è un sacrificio che riguarda noi, la gente.  Non i politici del Nord, che si sono già salvati con gli assedianti romani, avendo spartito con loro tutto quello che si poteva. Erano nati per fare la rivoluzione,   si sono aggrappati all’ultimo scoglio possibile. Meglio azzerare tutto, ripartire. Forse ci salveranno i referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto!

*Segretario e presidente Indipendenza Lombarda

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5 Comments

  1. Borbonia Felix says:

    L’etnia principale del nord italia non è piu’ quella ai tempi della piccola vedetta lombarda…chi la fa l’indipendenza…i borbonici trasferiti in massa negli anni 60 dopo che l’Italia ha colonizzato la Borbonia ? gli arabi che considerano la Padania ormai un califfato islamico ? suvvia, smettete di sognare…

  2. Luciano Spiazzi says:

    Un referendum per L’AUTONOMIA (che probabilmente si farà, perché la partitocrazia ha interesse a farlo) sarà l’abbandono definitivo dell’opzione indipendentista.

    Infatti, se vince il Sì all’autonomia, i politicanti potranno dire:
    «vedete, i veneti o i lombardi, vogliono l’autonomia non l’indipendenza.»

    Se al contrario tale referendum ottenesse un No, i soliti politicanti potranno dire:
    «i lombardi, o i veneti, non vogliono l’autonomia, figuriamoci l’indipendenza.»

    Se, infine, si facesse un referendum CONSULTIVO per L’INDIPENDENZA (ipotesi già da tempo bocciata dalla Corte costituzionale) e vincesse il Sì, i predetti politicanti direbbero.
    «Beh…! In fondo si trattava solo di un referendum CONSULTIVO CHE NON IMPEGNA NESSUNO.»

    Fatevene una ragione: la sola via è la SECESSIONE!

    • Castagno 12 says:

      E’ proprio così, non c’è altra soluzione.
      I referendum per l’Indipendenza sono destinati a fallire, a finire in niente.
      Impensabile il riconoscimento da parte dei Mondialisti che ci comandano.
      Alla disastrata Grecia, non hanno consentito neppure una uscita temporanea dall’Ue.
      Sarebbe inutile e dannoso, si perderebbe del tempo puntando su obiettivi irrealizzabili, vedi ANCHE il Federalismo.
      Ve le immaginate tutte le Regioni italiane ubbidienti e rispettose delle Normative comuni nell’italia Federalista ?
      Mi tranquillizza il fatto che queste Normative comuni non verrebbero MAI APPROVATE: impossibile che possano soddisfare le esigenze di tutte le Regioni.
      Si deve puntare su un obiettivo che porterebbe risultati utili. Ossurdo inseguire progetti GIA’ IN PARTENZA BALORDI.
      Anche in questi giorni ho ricordato la civilissima soluzione che hanno trovato la Repubblica Ceka e quella Slovacca. ottenendo anche L’APPROVAZIONE e LA BENEDIZIONE DEL PONTEFICE.
      Noi potremo anche accontentarci della DISAPPROVAZIONE DELLO STATO DEL VATICANO.
      S E C E S S I O N E !

  3. Padano says:

    Non risparmio mai critiche alla Lega Nord, ma è corretto ricordare che:
    – 2006: la riforma costituzionale della devolution la Lega riuscì a farla approvare da Forza Italia e, obtorto collo, da Alleanza Nazionale: venne poi impallinata dal voto degli elettori del Sud, del Centro e dello stesso Nord (i Sì furono maggioranza solo in Lombardia e Veneto)
    – 2011: il federalismo fiscale “calderoliano” diventa legge, il colpo di stato di Napolitano farà cadere Berlusconi e, con lui, la possibilità di varare i decreti attuativi entro la fine della legislatura (2013).

  4. Paolo says:

    In quanto ai referendum sono specchietti per gli ingenui!

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