Perché non andare a Berlino anziché a Benevento?

di BENEDETTA BAIOCCHIfoto

Ma se il Veneto non è Roma, se la Lombardia non è Roma, perché i due governatori (e una volta erano tre…)  del Nord non sono mai andati dalla Merkel a dire: senti, cancelliera, vuoi che non sappiamo cosa sia l’Italia? Noi lo sappiamo bene. Guarda come ci spolpa…. Aiutaci a trovare la via della libertà economica, politica, da un paese inaffidabile. Noi, i conti li abbiamo a posto…

Invece le cose non sono andate così. La Germania è il perenne nemico esterno, l’arcigno custode dell’ortodossia contabile che ci manda in rovina. Per colpa solo di Roma? Macchè, per colpa dei politici che il “dialogo” lo cercano con Roma. O no?

Argomenti e discussioni che hanno chiuso l’ultimo appuntamento del IX Festival d’Insubria, dedicato alla grande guerra ma, in particolare, al ruolo della Germania a 100 anni dal conflitto, tra complessi, sensi di colpa e sbilanciamenti egemonici finanziari, mentre un’anima potrebbe emergere e fare da guida all’Europa in balia delle banche.

Marco Cremonesi, firma del Corriere della Sera, “legologo”, ha moderato a villa Recalcati Giuseppe Reguzzoni, editorialista, Università Cattolica, assieme a Giancarlo Giorgetti, capogruppo alla Camera per la Lega, Lorenzo Fontana, veronese, suo collega europarlamentare, l’avvocato Andrea Mascetti, che ha organizzato gli eventi del Festival. Tema: Uber alles, la centralità tedesca e il futuro dell’Europa.

Morale? Ne può uscire un decalogo ben assortito di botta e risposta, un “verbalone” della seduta.

1) Chi ha deciso di renderci più poveri? La Merkel o i politici che ci sottorappresentano?

Non l’ha ordinato la Merkel di tagliare le pensioni o di fare una legge pedestre sulla scuola. La Germania non ha mai detto che l’Italia doveva tagliare il welfare ai propri cittadini per destinarlo agli extracomunitari. Berlino non ha mai ordinato di ridurre la sanità o di non pagare gli straordinari alla polizia.

2) Quanto guadagna la cancelliera?

Meno di un consigliere regionale italiano o padano.

3) Si può uscire dall’euro?

Risposta molto “politica”: a suo tempo Bankitalia non era favorevole all’ingresso dell’Italia e così pure la Bundesbank. A questo punto rivediamo i trattati e rinegoziamo. (Ma val la pena ridipendere dalla lira che dipende da Roma piuttosto che avere la stessa moneta dei finlandesi? ndr)

4) La Germania da che parte sta? Con gli Usa o con Putin?

La Merkel ha appena dato il via libera alla ferrovia Dortmund-Pechino passando per la Polonia. Dunque, la cancelliera sa mediare e portare a casa risultati per i tedeschi. Nessuno scrive però che l’Occidente ha violato il trattato “due più due”, ovvero la smilitarizzazione della Germania est in cambio di una non prolificazione di armi occidentali. Oggi i missili Nato invece sono in Lituania, puntati contro l’Iran… Dunque siamo vittime di una guerra di percezione: dimostrare che la Russia viola i trattati mentre la Ue, nobel per la pace,  fa puntare i missili Usa verso destinazioni ex sovietiche? La Merkel dunque mentre dice sì agli Usa, tratta poi con la Russia per far crescere la propria economia.

5) Qual è il punto di forza del modello tedesco?

Sono due. Il primo è il federalismo.  L’Italia non l’ha avuto, gli alleati politici nel centrodestra non l’hanno voluto.

Il secondo è la considerazione dei politici tedeschi per la cultura. Per i tedeschi cultura e comunicazione non sono gerani da mettere sul balcone. Sanno, a differenza dei politici italiani, specialmente di centrodestra, che la cultura viene prima della politica. E i risultati della classe politica tedesca, capace di governare bene, lo dimostrano. Lo diceva anche Gramsci: non c’è egemonia politica senza egemonia culturale.

6) Qual è il punto di debolezza del modello tedesco?

L’identità. Il complesso della sconfitta, perché la Germania ancora oggi non riesce a liberarsi dalla propria storia. L’anima germanica è lì ancora che aspetta di uscire, e potrebbe avere un ruolo guida per gli altri popoli d’Europa. E non è un caso che l’orientamento di Berlino verso la Russia sia anche la ricerca di un’anima, di un percorso di riunificazione culturale con un destino europeo diverso da quello delle banche.

7) Chi rappresenta l’Italia in Europa rispetto alla Germania?

Facciamo un paio di esempi. Il vicepresidente del Ppe è Laura Comi. Il presidente del gruppo dei socialisti, testa d’ariete del partito che in Europa raggruppa i principali premier, è Pittella. C’è poco da commentare.

8) E’ vero che per essere bravi bisogna essere attivi a Strasburgo?

Il parlamentare tedesco europeo meglio piazzato nella graduatoria dei cosiddetti efficienti è al 175° posto. Il che vuol dire che l’Italia produce carta e colloca ancora con amorevole familismo o amicizia, persone insignificanti nei posti più disparati. Siccome la legge elettorale tedesca non è legata alle preferenze per il Parlamento europeo, i tedeschi puntano alla sostanza e non all’apparenza.

9) Dov’era frau Merkel il giorno prima che Obama atterrasse in elicottero al G7 ?

Al sinodo della chiesa evangelica, a Stoccarda, intervenendo per 45 minuti sul clima, la pace e le relazioni. Con l’est!

10) Quando Croazia e Slovenia iniziarono il loro processo di indipendenza, chi le aiutò?

La Germania. Avevano in comune la storia dell’impero asburgico. E il lombardoveneto non ha forse la stessa matrice storica? Perché allora non abbandonare la continua prassi del familismo e bussare a Berlino per chiedere di liberarci da Roma? Scriveva Robert Putman che ci sono due Italie, il Nord dei Comuni e il Sud del familismo. Errore, il familismo ha attecchito anche al Nord. Insomma, a quale modello si vuole guardare per emanciparsi dal centralismo e dell’analfabetismo della classe politica italiana?

 

 

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4 Commenti

  1. Marco Rigon says:

    Ma andate a lavorare, voi, le vostre bandiere, i vostri folklori che manco a Palermo si vedono e l’ossessione risibile per la Germania. Non parliamo poi dell’infelice titolo: Benevento sembra una città svizzera e preme per l’indipendenza da Napoli, é gente di montagna lavoratrice e frugale; Berlino é una delle capitali più povere d’Europa e centro della degenerazione morale. Ovviamente non ci si aspetta che gente ossessionata con l’auto-ghettizzazione e con la balcanizzazione di sapere certe cose. E’ tutta o arabia ladrona o area lavoratrice teutonica.

  2. luigi bandiera says:

    Non saprei cosa dire visto che noi nativi veneti siamo stati olocaustati e prima da napoleone e poi dai fratelli d’italia. Adesso? Pare che continui con i fratelli europei.
    Che dire di come e’ andata la storia, noi STRACOLMI DI STORIA (1300anni)..?
    Se la Germania non ha storia, l’italia ne ha per caso?
    Cosi’ noi oggi non sappiamo dove andare proprio perche’ ci hanno rubato la storia e proprio dai banchi scolastici. Kax che figata o che kooltura..!
    Diciamo che siamo figli delle rivoluzioni e d’Inghilterra (O. Cromwell) e di Francia (M. de Robespierre) poi dopo anche di quella Russa (Lenin o Stalin o il popolo?).
    Tutte, queste rivoluzioni, nate per sostituire il potere in forma cruenta visto che non si votava, a quel tempo.
    Mi chiedo se oggi si puo’ sostituire il potere visto che si vota ma NON CAMBIA NULLA..!
    A mio modo di vedere serve una RIFORMA. Beh, lo dicono tutti quelli che abbracciano il potere grazie ai voti “nostri”. Annunciano riforme per non CAMBIARE MAI NULLA..!
    Serve di sicuro una rivoluzione uguale e contraria se vogliamo CAMBIARE solo qualcosa.
    Ma credo sara’ dura visto il consolidamento del PALAZZO. Gia’, quello che poggia da sempre verso il basso..!
    La cosiddetta democrazia ha un fra kax di difetti ma non sono nemmeno visti e sfiorati perche’ i suoi militanti sono tanti e senza di lei loro morirebbero o dovrebbero andare a vangare la terra, per solo mangiare.
    Questi poi, lavorano per il consolidamento del loro status quo, cosi’, in forma “democratica”, tengono i peones con la testa bassa e a produrre: tali quali i noti ILOTI della MAGNONA GRECIA.
    Tse se non serve una vera rivoluzioe per uscirne, almeno per non essere piu’ degli ILOTI, del terzo millennio.
    Stiamo soccombendo e non lo sappiamo come non sappiamo di essere in guerra. A che serve dirlo e ripeterlo..??
    A NULLA, come dice bene Ad Kul Nostrum in RPL..!
    An salam

  3. Schwefelwolf says:

    Cos’ha la Germania che non funziona? Cara signora, la Germania è un Paese vittima di un'”amnesia selettiva indotta”, cui è stata impiantata (con la cosiddetta ‘rieducation’) una “memoria sintetica” made in USA: è un Paese senza Storia. Qualcuno, una volta, ha detto: se non sai da dove vieni, non sai dove vai. Questo è IL problema tedesco: privati della loro Storia, i tedeschi ne hanno cercata una nuova in Europa – e mal gliene incolse. Per di piú qualcuno (nel 1945-48) ha “donato” ai tedeschi tutta una serie di leggi destinate ad escludere che qualcuno – magari per sbaglio – potesse “ritrovare” la propria Storia in versione originale, e scoprire – magari – che non tutte le colpe della Storia sono esclusivamente tedesche…
    Infine, per assicurarsi che anche queste leggi non potessero essere dimenicate, venne introdotto il cosiddetto “Statuto d’Occupazione”, che è – ci crediate o meno – in buona parte tuttora in vigore (andate a leggere il trattato 4+2 sulla “riunificazione” tedesca).
    Come disse a suo tempo il leader cristiano-sociale bavarese Franz Josef Strauß: la Germania (federale) è un gigante economico ma un nano politico. Ma questa non è stata una scelta tedesca…

  4. Maloenton says:

    …Perchè a Berlino non vi vogliono ! Nel Nord la prima etnia è quella meridionale,seguita dai rumeni,marocchini,cinesi ecc…lo sapete che a Milano i bambini che nascono alla Mangiagalli si chiamano Mohamed? e sempre a Milano il cognome piu’ diffuso è il cinese “Hu”…rassegnatevi,i tempi del libro Cuore sono finiti !

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