DAL CAMMINO DEI BRIGANTI A QUELLO DI SAN BENEDETTO, per sostenere i popoli

buso briganti

Compiere un viaggio a piedi per sostenere le economie locali di popoli, regioni e territori minori, lontani dagli affollati circuiti turistici. Così il passaggio dei camminanti rappresenta un modo per alimentare il turismo sostenibile e dare una spinta alle economie locali di quell’Italia minore, così poco conosciuta. Un’opportunità dal potenziale economico enorme che può realmente cambiare la geografia del turismo locale, rendendo nuovamente vivi luoghi quasi abbandonati, salvando tradizioni, antichi mestieri e piccole attività commerciali.

E’ questo il caso di molti cammini proposti dalla Compagnia dei Cammini, associazione di turismo sostenibile, che ha deciso di creare cammini ad hoc in aree meno note, rilanciando tragitti lungo vie meno note che aspettano solo di essere riscoperti e valorizzati.

E’ questo il caso – ad esempio – del Cammino dei Briganti che, dopo esser stato lanciato dalla Compagnia ha avuto migliaia di visitatori in cammino, favorendo la rinascita di strutture e paesi lungo il percorso. Questo cammino segue l’antica linea di confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie, sulle le orme dei fuorilegge che dominavano la zona a cavallo tra la Marsica in Abruzzo e il Cicolano nel Lazio. Una storia di “margine”, rispetto all’unificazione dell’Italia perseguita oltre un secolo e mezzo fa, adesso in fase di riscoperta così come i piccolissimi borghi che si attraversano, grazie a questo cammino, stanno riprendendo vita. Nei piccoli villaggi della Marsica che si attraversano infatti l’accoglienza delle poche persone che ci vivono ancora offre l’opportunità di un incontro intenso e autentico con queste terre (Viaggio disponibile con la Compagnia dei Cammini dal 15 al  21 luglio).

Ma quali sono i cammini da percorrere per favorire questo tipo di turismo?

Un buon esempio è quello di un angolo della Calabria dove vive una minoranza linguistica denominata “Greci di Calabria”. Una vera e propria isola culturale che parla una lingua derivante da quella di Omero e che conserva usi e tradizioni millenari, tramandati di casa in casa, di focolare in focolare. Il viaggiooffre la possibilità di scoprire un angolo poco conosciuto del Sud Italia, ancora più suggestivo nel periodo invernale, con i suoi piccoli borghi e le montagne dell’Aspromonte “accarezzate” dalle limpide acque del mar Ionio, la vicinissima Sicilia e il maestoso Etna, che sono parte integrante del paesaggio. Qui la Grecia è vissuta e vive, e per il turista che voglia farsi visitatore si apre l’avventura della grecità avvertita e ricercata: nei volti della gente, nei suoi gesti, nel suo linguaggio, nei ruderi delle infinite chiesette bizantineggianti, nei brandelli di affreschi superstiti, nei castelli, testimoni di tutte le difese, spesso disperate, e di tutti gli assalti(Viaggio disponibile con la Compagnia dei Cammini dal 28 dicembre al 3 gennaio).

Sempre sulla spina dorsale dell’Appennino, zona dimenticata dell’Italia c’è un altro cammino di grande apporto per il territorio: il tratto finale del Cammino di san Benedetto, da Subiaco, dove san Benedetto fondò diversi monasteri, a Montecassino, dove dettò la Regola. Un percorso che si snoda attraverso declivi e vallate, risale antichi borghi e raggiunge alcuni dei più bei monasteri medioevali dell’Italia centrale. Qui si era insediato Benedetto all’inizio del VI secolo, e qui i suoi monaci costruirono, a partire dal XII secolo, una cittadella fatta di cappelle rupestri, grotte, dormitori, chiese sovrapposte. Anche san Francesco venne in visita qui, come raccontato dall’unico ritratto esistente che fu realizzato quando era ancora in vita. Lì accanto, il monastero di Santa Scolastica, sorella di san Benedetto, altro grande complesso dotato di vari chiostri e una grande biblioteca. (Viaggio disponibile con la Compagnia dei Cammini  dal 20 al 27 giugno).

E ancora in Sardegna i cammini dell’Iglesiente per ripercorrere tappa dopo tappa nei paesi dei minatori, Gonnesa, Nebida e Buggerru, luoghi autentici, dove il turismo di massa non c’è e difficilmente arriverà. Su scisti emersi oltre 500 milioni di anni fa, tra i più antichi d’Europa, su altipiani calcarei, su dune sabbiose, nella macchia profumata e piegata dal maestrale (Viaggio disponibile con la Compagnia dei Cammini dal 2 all’8 giugno).
Ma i territori minori da valorizzare sono tanti in tutto il mondo, come ad esempio in Marocco, partendo dalla valle del fiume Dràa, considerata uno dei posti più suggestivi del Paese: un lunghissimo corridoio verde di oltre 200 km, incuneato nel deserto, con orti, palmeti e piccoli villaggi in terra cruda, nella provincia di Zagora, principale oasi di raccolta dei datteri. Qui si con le carovane berbere si attraversa il Sahara in carovana, con i dromedari al seguito che trasportano i bagagli e gli uomini del deserto che guidano. Si visiteranno le più belle casbah accolti da famiglie locali, per il rito del tè, nelle tipiche abitazioni saharawi. SI vivrà  la vita nomade degli antichi carovanieri diretti a Timbouctou, dormendo in accampamenti tendati, sotto uno straordinario cielo stellato. Verrà servito cibo semplice, ma prelibato, confezionato nella cucina da campo da un esperto cuoco berbero, utilizzando i più tipici ingredienti locali (
Viaggio disponibile con la Compagnia dei Cammini dal 28 dicembre 2017 al 7 gennaio). E ancora in Portogallo nel Parco del sud-ovest alentejano, seguendo il Sentiero dei Pescatori e il cammino storico della Grande Rota, che attraversano la Costa Vicentina da Santiago do Cacem fino a Sagres. Un percorso sulle falesie accarezzate dal vento del mare, lungo spiagge e campagne, tra la natura selvaggia della costa e la vita rurale dell’interno. Per conoscere quel Portogallo autentico e rude, in cui la forza impetuosa dell’oceano convive con i colori intensi di una terra scaldata dal sole. (Viaggio disponibile con la Compagnia dei Cammini dal 9 al 17 marzo)

 

Per conoscerli tutti: www.cammini.eu

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