Dal 9 dicembre al 16 febbraio, dalla rivolta al referendum

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Oggi in molte parti del Veneto è iniziata una protesta condotta da diverse sigle di autotrasportatori, di rappresentanze di base del mondo dell’agricoltura, dell’artigianato e della piccola impresa, con molti cittadini al seguito, che durerà diversi giorni, secondo le intenzioni degli organizzatori.
È un segnale inequivocabile della crisi profonda in cui versa lo stato italiano e che dimostra la sua inadeguatezza e mostruosità divenuta ormai insostenibile per tutti.
Quando si verificano questi eventi ha poco senso secondo noi cercare di trovarvi una coerenza ideologica (sperando tra l’altro che i manifestanti non vengano manipolati da qualche partito per ragioni politiche e auspicando che la manifestazione resti pacifica e che non si cada nel tranello di qualche provocatore), mentre merita molto di più constatare un seguito interessante che il fenomeno dimostra di avere. Tra l’altro in diversi “presidi” è bello notare come sventoli il Gonfalone di San Marco e non altre bandiere (nella foto il presidio di Conegliano).

Riteniamo che sia quantomeno normale e comprensibile che ciò si verifichi oggi, considerata la gravità della situazione. Purtroppo anche nel nostro Veneto non vi sono esempi nella classe dirigente regionale che dimostrino di avere capacità di visione del futuro. Non ci sono dei Cuor di Leone, in poche parole.
In questo scenario che anticipa la crisi strisciante e drammatica dello stato italiano, che si avvia verso una bancarotta di fatto, magari non dichiarata, ma dagli effetti durissimi sulla popolazione, il prossimo Plebiscito Digitale per l’indipendenza del Veneto del 16 febbraio rappresenta l’unica possibilità di salvezza in tempi brevi per il Veneto.
Più il tempo passa e meno forza economica vi sarà per gestire una fase autenticamente rivoluzionaria, pacifica, ma di cambiamento rispetto al presente drammatico e privo di speranza.
Senza forza economica della classe media, che si va assottigliando e sparendo sempre più, non possiamo logicamente pensare di trovare una soluzione ai problemi attuali con la nascita di un nuovo sistema virtuoso.
La ragione profonda dell’individuazione di una data molto vicina per la realizzazione del referendum per l’indipendenza del Veneto per via telematica sta tutta in queste brevi considerazioni. Non si può aspettare che arrivi la miseria ancora più profonda dell’attuale per disegnare il nostro futuro.

È necessario muoversi subito. Il 16 febbraio abbiamo l’occasione per uscire dall’incubo e dall’inferno fiscale italiano, dando vita alla nuova Repubblica Veneta. Basterà rispondere al quesito “Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica Federale indipendente e sovrana? Sì o No?”

La risposta la darà il Popolo Veneto, com’è giusto che sia.

Ufficio Stampa – Plebiscito 2013

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8 Comments

  1. angela says:

    Sono contenta che finalmente qualcosa si sta muovendo.

  2. bacca says:

    Chissenefrega delle differenze tra IV P2013 ecc………..
    Oggi grande giornata, e domani altre, ma sono solo preparazioni, esperienza sul campo…
    IL 16 il referendum dirà che i Veneti vogliono essere indipendenti , ma nessuno se lo filerà perchè voteranno pochissime persone.
    E’ in primavera che ci si deve organizzare per l’indipendenza del veneto, scendere in piazza e bloccare tutto fino a che non verrà indetto un referendum, allora con la stagione propizia ce la si può fare!

    • bacca says:

      e oggi come oggi, basta solo protestare e fare casino insieme per essere felici.
      Organizzate una rivolta in primavera e vedrete coma le gente verrà!

  3. FabrizioC says:

    beh, che appoggi una protesta che parla di popolo italiano…mah…sembra solo un modo di prendere consensi…

  4. Paolo Veneto says:

    Ho una gran simpatia per il progetto di Plebiscito 2013 e proprio per questo vorrei richiamare l’attenzione dei suoi aderenti al rischio che si cela in queste manifestazioni.
    In nessun caso si è visto parlare del diritto di indipendenza in sede di occupazione di caselli autostrada e simili.
    Al contrario si è sentito molto parlare di UNITA’ ITALIA e simili.
    La protesta del 9 dicembre non è amica o neutra del Referendum di indipendenza del Veneto.
    Al contrario questa protesta sembra fatta proprio contro il diritto di scelta del Veneto.
    Spero profondamente di sbagliarmi.

    • Chiara says:

      Tutte lecite le tue preoccupazioni gentile Paolo,però da buoni indipendentisti non possiamo che essere vicini a altri indipendentisti che stanno a dormire al gelo anche stanotte pur di difendere i diritti delle famiglie Venete, il benessere dei giovani e il diritto all’occupazione.Credo che oggi Plebiscito 2013 e LIFE siano idealmente unite come mai prima.Trovo invece vergognoso e ingiustificabile il comunicato dei vertici di indipendenza Veneta.Per me è irrispettoso verso chi ha il difficile compito che anzichè stare dietro a un computer ha scelto di scendere in piazza a 5 gradi sottozero per la libertà di tutti.

      • Pietro says:

        e falla finita con sta propaganda…
        IV si è dissociata giustamente da uno scipero (salvo gente in buona fede e Life di Chiavegato) organizzato dalle peggiore estrema destra nazziunalista e tricolorita, che ci sia, per altro contro l’indipendentismo come recitano anche i loro comunicati..

  5. Chiara says:

    Almeno Plebiscito 2013 appoggia la protesta del 9 dicembre e i suoi organizzatori.Anche su questo punto c’è una grande differenza tra P13 e IV.

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