Dal 25 aprile al 1° maggio, dal fallimento dell’autonomia alla morte dei diritti

di CLAUDIO GOBBITIBET: POLIZIA CON ESTINTORI PER PREVENIRE IMMOLAZIONI

Il fallimento dell’autonomia del Paese. Considerazioni a cavallo, se volete, tra il 25 aprile e il 1° maggio, tra i valori della libertà e quelli della democrazia, dei grandi diritti…. Che dire?
Mentre la Francia con tanto di governo nazi/fascista grazie a De Gaulle tornava alla totale autonomia politica ed economica, l’Italia che dal ’43 aveva rinnegato il fascismo e instaurato un governo di unità nazionale, si doveva inchinare alle volontà degli Usa. Non solo ma pochi anni dopo un uomo di grande levatura come Alcide De Gasperi veniva emarginato dagli stessi americani e doveva lasciare la politica. È stato così che il sistema industriale nazionale è stato abbandonato a se stesso senza disporre della necessaria copertura politica. Le conseguenze sono state disastrose. Muore in un attentato Enrico Mattei l’uomo della rinascita del Paese. Muore in circostanze misteriose Olivetti, l’inventore del computer che dava fastidio a IBM. Ci viene infine proibita la realizzazione del primo sottomarino nucleare i cui progetti erano già pronti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Il giudice Imposimato nel ’90 valutava l’autonomia del Paese in solo il 10%. Aldo Moro era l’uomo che aveva progettato un nuovo ruolo del Paese, quale super potenza regionale e quindi primo attore nel Mediterraneo. Viene ammazzato dalle Brigate Rosse. Bettino Craxi è costretto all’esilio dopo i fatti di Sigonella e della Achille Lauro. Berlusconi è l’uomo va a prendere il petrolio nell’ex Unione Sovietica, realizzando quanto si era proposto Enrico Mattei. Giorgio Napolitano è il primo comunista ad ottenere il visto per gli Stati Uniti. È così che il 25 Aprile è stato tradito, con esso le centinaia di partigiani che hanno dato la vita per il nostro Paese.

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