Dagli Usa al Giappone, con la crisi è tutto un ritorno all’agricoltura

di CLAUDIO PREVOSTI

 Nei paesi ricchi del mondo, si torna all’agricoltura e, se in Giappone si mandano i disoccupati a lavorare nelle campagne, negli Stati Uniti dall’inizio della crisi, per la prima volta nella storia recente, gli agricoltori giovani tra i 25 e i 35 anni sono aumentati del 2%, passando da 106.735 a 109.146 nel giro di cinque anni secondo l’ultimo censimento. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti, presentata all’Assemblea generale dell’Organizzazione mondiale degli agricoltori (Oma), a Buenos Aires, alla quale partecipano 100 delegazioni da oltre 80 paesi di tutti i continenti. Dagli Usa al Giappone fino all’Europa, siamo di fronte a una decisa svolta verso l’economia reale, dopo che la crisifinanziaria – sottolinea la Coldiretti – ha messo in ginocchio i Paesi più sviluppati con livelli inaccettabili di disoccupazione. Lo scorso mese – continua la Coldiretti – il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha firmato un programma di sostegno quinquennale al settore agricolo statunitense, il cosiddetto Farm Bill, per un valore di 956 miliardi di dollari, secondo la delegazione statunitense presente all’Assemblea con il ministro dell’Agricoltura Usa, Tom Vilsak, che ha definito gli ultimi cinque anni dell’agricoltura americana i migliori della storia del Paese. Si intende quindi dare continuità a questo trend positivo prevedendo finanziamenti per favorire l’inserimento di nuovi agricoltori e allevatori. Il governo giapponese per affrontare la crisi nelle fabbriche in città, dove sono state perse migliaia di posti di lavoro, ha avviato con successo – riferisce la Coldiretti – un progetto per trasferire nelle campagna i giovani disoccupati con l’obiettivo di trovare un lavoro alternativo e incoraggiare l’agricoltura, con il risultato che, nel Paese del Sol Levante, i giovani agricoltori dai 39 anni in giù sono oggi complessivamente 83.000.

Ma, secondo la Coldiretti, «spetta all’Italia il primato nell’aumento delle iscrizioni alle Facoltà di scienze agrarie, forestali ed alimentari che hanno fatto registrare la crescita più alta nel periodo considerato con un aumento del 45%, sulla base dell’ultima ricerca Datagiovani. Nell’agricoltura italiana il 7,2% dei titolari di impresa ha meno di 35 anni ed è alla guida di 58.663 aziende delle quali il 70% opera in attività multifunzionali: dall’agriturismo alle fattorie didattiche, dalla vendita diretta dei prodotti tipici e del vino alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio, ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici». «È proprio la grande capacità di innovazione che caratterizza le imprese agricole guidate da giovani a livello internazionale», ha affermato il segretario dei giovani della Coldiretti Carmelo Troccoli nel suo intervento all’Assemblea generale dell’Organizzazione mondiale degli agricoltori a Buenos Aires nel sottolineare che «proprio in queste imprese si registrano i più elevati livelli di occupazione e redditività».

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