DAGLI ALL’UNTORE CON LA SCUSA DELL’EQUITA’ FISCALE

di JAN KANTOS

Per opera dello sciagurato governo tecnico impostoci da Napolitano in esecuzione del diktat teutonico e capeggiato dal “quisling” Monti – con il codardo sostegno del politicantume straccione di destra e sinistra – si sta consumando il più indecente, illegale, stalinista e vergognoso attacco alla libertà individuale di ciascuno di noi grazie all’istituzione della schedatura fiscale di massa orchestrata da “Agentrate” e dal taglieggiatore di stato “Equitalia” (denominazione di rara ipocrisia) per mezzo del sistema di spionaggio informatico dei conti correnti denominato “SERPICO”.

Per opera di un esecutivo non legittimato da alcuna investitura popolare, il grande fratello fiscale avrà così modo di ficcare il suo lurido naso inquisitore anche negli aspetti più spiccioli e privati delle nostre esistenze, monitorare le nostre abitudini, ricostruire il nostro profilo personale e questo a suo capriccio e piacimento, senza alcuna preventiva autorizzazione da parte di chicchessia ed anche in assenza di meri indizi di possibili irregolarità… (ah, com’è lontana l’Austria dove il segreto bancario è sancito dalla costituzione).

In altre parole, l’ultimo funzionario del fisco avrà accesso a dati sensibili involgenti le nostre preferenze di acquisto, la nostra situazione sanitaria, gli orientamenti politici e, perché no, anche i nostri vizi, rendendoci tutti soggetti ad un abominevole meccanismo di controllo sociale simile a quello in vigore nella ex DDR, alla mercé di ogni minaccia e ricatto. E’ risaputo che ogni regime per giustificare le proprie nefandezze ha bisogno di crearsi un alibi, indicare un nemico assoluto (gli ebrei per i nazisti, i kulaki per i bolscevichi), diffondere menzogne spacciandole per verità di fede.

Nel rispetto di questo schema viene sventolato lo spauracchio dell’evasione fiscale sparando cifre non verificabili, si criminalizza una categoria sociale (i lavoratori autonomi) e riciclato la perfida bugia del “pagare tutti per pagare meno” confidando nella disinformazione scientificamente gestita dai giornaloni confindustriali con il supporto, a rinforzo, degli anatemi del cardinal Bagnasco.

In realtà la lotta all’evasione è solo un inconsistente pretesto per colpire e mettere sotto controllo ben determinate categorie produttive, creare un clima di paura, criminalizzare la libera iniziativa, instaurare un ferreo controllo sociale (sullo stile di quanto avviene nelle famigerate “regioni rosse”) finalizzato alla perpetuazione di un sistema fallimentare puntellato dagli interessi del grande capitale, delle oligarchie sindacali, delle burocrazie parassitarie, del pubblico impiego, delle COOP e così via.

Assistiamo alla funesta riedizione della diceria dell’untore in salsa cattocomunista – dove gli untori sono commercianti, artigiani, piccoli imprenditori, liberi professionisti – additati come evasori patologici, primi responsabili del dissesto finanziario, nemici del popolo da sottoporre alla occhiuta vigilanza di birri e funzionari tributari in nome del mito fasullo dell’equità sociale sul quale campano ed ingrassano parassiti di ogni risma e professionisti della solidarietà coi soldi degli altri.

Ovviamente i grandi evasori resteranno al sicuro, protetti da stuoli di agguerriti consulenti, dietro lo schermo dei conti cifrati in banche off-shore, gli yachts registrati alle Isole Vergini Britanniche (e magari l’abbonamento a Repubblica per darsi un’aria “impegnata”) mentre la gigantesca macchina spionistica apparecchiata dallo stato (ed appaltata alle grandi banche sotto la supervisione del beferume di complemento) finirà per mettere in difficoltà, tra qualche furbacchione, molti laboriosi cittadini che ogni mattina si alzano presto per aprire officine, botteghe, studi, laboratori artigiani. Cittadini che non mendicano sussidi e casse integrazioni, che non rivendicano privilegi e sinecure, che sono garantiti solo dalla qualità del proprio lavoro.

Invece di privilegiare la via virtuosa di un rapporto trasparente tra cittadino e fisco da attuarsi mediante una riduzione generalizzata del carico tributario ed un deciso sfoltimento della normazione e della spesa improduttiva, l’aristocrazia tecnica al potere ha imbroccato la scorciatoia dell’aggressione fiscale maldestramente coperta dalla foglia di fico demagogica dell’equità e del “bene del paese”.

UN PO’ DI SATIRA…

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23 Comments

  1. fabio ghidotti says:

    senza entrare nel merito, non si può usare un linguaggio un po’ meno volgare? Abusarne da’ l’impressione di essere frustrati impotenti, e questo è uno dei motivi per cui le tesi autonomiste incontrano diffidenza…

  2. Dan says:

    Io sinceramente mi chiedo cosa stanno aspettando gli italiani per andare tutti a roma a spaccare un po’ di culi. Aspettano un default che blocchi i bancomat e scateni fame e mercato nero ?
    Aspettano equitalia che li sbatta fuori da casa perchè hanno sgarrato 10 euro sulla tarsu ?
    O stanno aspettando l’uomo della provvidenza ?

    • FrancescoPD says:

      Questa immonda campagna antievasione, purtroppo è una formidabile assicurazione sulla vita di questi delinquenti del palazzo romano!!
      Sentendo aria pesante, hanno messo le mani avanti indicando un nemico.
      Quando hanno messo uno contro l’altro i poveri cani che si sbraneranno tra di loro,… i parassiti si godranno pure lo spettacolo purtroppo.

      • Dan says:

        Mica tanto perchè i morti di fame a forza di prendersi per gli stracci gli uni con gli altri finiscono per accorgersi che non ci sono più stracci ai quali attaccarsi.

    • Domenico says:

      gli italiani? ma cosa ci si può aspettare da un coacervo di tribù come quello che vive sullo stivale? Quelli del Franza o Spagna purchè se magna o quelli che non hanno mai concluso una guerra con gli stessi alleati con cui l’avevano cominciata, o ancora quelli che non hanno mai vinto una guerra se non con l’apporto determinante e maggioritario di truppe straniere? E poi per spaccare … ci vogliono attributi e attrezzi ferrei. Mica basta esser duri… di comprendonio 🙁

      • Dan says:

        Va bene, non andiamo a roma. Possiamo almeno riapplicare ognuno per la propria tribù il modello sardo-siculo ? Blocchi ai punti strategici e determinazione di arrivare alle mani se le cose non migliorano ?

  3. max says:

    Io quello che non capisco è come faccia il circuito tzetze (che doveva e dovrebbe essere un portale di controinformazione) a ospitare e dare visibilità a questo sito della Lega.

    Ho profonda pena per il redattore che l’ha scritto che probabilmente è un mio coetaneo..collaboratore cococo che per fare stare tranquilla la famiglia è disposto a verbalizzare qualsiasi tesi.

    I leghisti…10 anni al governo..che diavolo hanno fatto per combattere l’evasione fiscale?
    Che diavolo hanno fatto oltre agli scudi e ai condoni?
    Quella categoria di medi e piccoli commercianti che non diventeranno mai ricchi sfondati ma si sono arricchiti e sono benestanti grazie al clima di impunità e soprusi con cui in questo ventennio è stata fatta scivolare la società italiana dovranno finalmente darsi una regolata. I ricchi non pagano?I ricchi non hanno mai pagato.Che adesso almeno inizino a pagare i benestanti!

    E voi della lega..che vorreste creare un movimento d’opinione nuovo…che erediti l’esigenza di cambiamento delle persone dopo il fallimento del bossismo….continuate a difendere queste tesi assurde…che qui in rete..riceverete solo sputi e finirete per raccogliere solo i consensi deii pensionati senza licenza elementare…degli ascoltatori di radio padania..e di tutta quella gente che avete sistemato nei consigli regionali e provinciali e pensano solo a salvare il loro posto di lavoro….

    • Leonardo says:

      Che questo giornale sia della Lega mi pare quantomeno demenziale. Se sapesse leggere forse ci guadagnerebbe anche lei. Tze-tze è un aggregatore che pubblica – giustamente – controinformazione di testate che non hanno versioni cartacee e che non prendono soldi pubblici. L’INDIPENDENZA lo è. Dopodiché, dare voce a chi ritiene le tasse un furto bello e buono è CONTROINFORMAZIONE PURA. Cordialmente.

    • bill says:

      Come direbbe Martone: commento da sfigato, sorry.

    • sciadurel says:

      cosa c’entra la lega con l'”indipendenza” ???

      poi giustificare un regime da gestapo, perchè lo stato itaglione non riesce a far pagare delle tasse inique e vessatorie, è da lobotomizzati da regime, un po’ come le meraviglie raccontate dai comunisti dopo i viaggi nella ex URSS

  4. Ferdinando says:

    Sconcerto,,,, questo è il sentimento che mi assale nel leggere articoli di tale tenore. Mi chiedo quale sia la condizione intellettuale e civile sia dell’estensore che di coloro che con il loro post avvallano tali interpretazioni. Come puó un cittadino, qualunque cittadino a qualsiasi classe appartenga, che adempie regolarmente ai propri doveri giustificare ( si perché proprio di giustificare si tratta) chi evadendo ruba agli altri onesti cittadini. Come si può non capire che di fronte a tali dimensioni del fomeno ( 129 miliardi anno !!!) bisogna agire in modo assolutamente straordinario!! Per la delinquenza comune, ogni tanto , si ricorre a operazioni straordinarie…. Perché altrettanto non si fa contro chi ,in modo DELINQUENZIALE, attenta al’ altrui bene? Il cittadino onesto nulla ha da teme da controlli fiscali e d’altro genere…. Per favore piantatela di cercare l’ago nel pagliaio quando una autentica trave ci si sbatte in faccia ogni mattina! Io pago regolarmente circa 35 mila euro di imposte all,annno e non ho alcun timore di eventuali controlli anche severi! L’unica cosa Che chiedo è che chi guadagna i miei stessi quattrini pafghi esattamente quanto oago io ,,,,è così strano ????

    • jan kantos says:

      E’ strano che Lei accetti la rapina di stato senza reagire caro signore.
      Jan Kantos

    • Stefano Z says:

      a me sembra sembra proprio Lei quello che cerca l’ago nel pagliaio e non vede la trave!
      Quindi s’informi quante TRAVI sfuggono all’occhio del fisco, quelle “protette” ovviamente, faccia poi un calcolo di quanto una sola BANCA sta evadendo, se la rapporta con i piccoli commercianti, artigiani, imprenditori s’accorgerà che veramente stiamo parlando di stecchini in confronto!

      Parliamo di miliardi di euro per una sola banca! Ma allora quanti LAVORATORI (sono quelli che creano un bene e non i veri parassiti!!), quanta evasione potranno fare per raggiungere miliardi di euro di una banca? Allora prima si sistemano le faccende dove l’evasione è più cospicua e solo poi si passa al controllo sugli “stecchini” prima le travi, altrimenti siamo assurdi già a livello di strategia dei controlli!

      Abbiamo lo Stato che non da il buon esempio in tal senso e poi facciamo la pubblicità per mettere i cittadini uno contro l’altro? Ma quanto ridicoli siamo?

  5. rasputin says:

    una domanda. la modifica che serpico introduce nel contratto tra correntista e banca non richiedeva una approvazione esplicita da parte del correntista? la fine del segreto bancario muta il contratto tra banca e correntista. perche’ nessuno ha chiesto la mia firma per legittimare quel cambiamento contrattuale?

  6. Giuseppe says:

    La strada intrapresa è comunque inconciliabile con la presenza e incidenza degli immensi capitali sporchi della criminalità organizzata: è evidente che essi sfuggono a qualsivoglia controllo, onde la cosiddetta “lotta all’evasione” diventa oppressione dei cittadini e favoreggiamento delle mafie, che controlleranno definitivamente la società. Del resto, mafie e massoneria non hanno forse saldi collegamenti storici?

  7. Alessio Bevilacqua says:

    Io non ho nulla da nascondere. Pertanto che mi controllino il conto corrente mi importa nulla.
    Conosco, invece, una pletora di piccoli imprenditori, artigiani e commercianti (mi spiace, ma è così) che qualcosa da nascondere ce l’hanno.
    Pagare le tasse è, purtroppo, un dovere per TUTTI. Esigere che le tasse siano utilizzate correttamente è un dovere.
    Non credo che, se mai arriverà il giorno dell’indipendenza, non si pagheranno più le tasse.
    Credo che se ci fosse da pagare una tassa per essere indipendente (nel senso di libero da questo stato) molti la pagherebbero volentieri.

    • Alessio Bevilacqua says:

      Errata corrige:
      Esigere che le tasse siano utilizzate corretamente è un diritto.

      • jan kantos says:

        Prego si accomodi nello stato di polizia, qui non si tratta dell’aver qualcosa da nascondere ma di difendere un principio di civiltà per il quale viene prima l’individuo e poi lo stato. Le consiglio di andarsi a vedere il film “le vite degli altri”
        Distinti saluti
        Jan Kantos

        • Alessio Bevilacqua says:

          Caro signore, In questo paese, nel quale, nostro malgrado, viviamo, i pricipi di civiltà non sappiamo nemmeno cosa siano.
          Di sicuro quando si arringano le folle, per essere credibili, bisogna avere la coscienza pulita.
          Lei davvero crede che quando saremo liberi non pagheremo più le tasse?
          O, forse, pagheremo le giuste tasse TUTTI a costo di vivere davvero in uno stato di polizia. Cosa che, se fosse avvenuta da tempo non ci avrebbe portato alla situazione nella quale ci dibattiamo.

          • jan kantos says:

            Vedo che anche Lei è rimasto ipnotizzato dal mantra disonesto del “se tutti pagassero a dovere”, allora mi lasci dire che lo stato è una bestia bulimica: più gli dai da mangiare e più ha fame. Non si preoccupi in questa situazione ci saremmo finiti lo stesso perché c’è ancora troppa gente che di tasse ci campa ed anche molto bene (a cominciare dal paranoico Befera col suo stipendio da 600000 euro all’anno); infilarsi nella trappola dell’euro ha poi peggiorato (e di molto) le cose.
            Distinti saluti

    • URAGA says:

      Caro ALessio che lavoro fai cosi per curiosita?alcuni che conosco,contenti dei controlli sui movimenti banacari,credono che l “intifada” riguradi solo i movimenti contanti degli imprenditori.
      HAnnoo fatto le facce terrorizate quando hanno intuito che anche i normali cittadini avranno controlli e sanzioni sui movimenti non giustificabili del conto corrente!
      Le dittature sparano a tutti indiscriminatamente alla ricerca di colpevoli e di soldi,fossi in te non dormirei sonni tranquilli!

  8. Mauro Cella says:

    Condivido appieno, e ricordo a tutti che in base agli attuali trattati è perfettamente legale aprire un conto corrente in Austria e versarvi denaro (diverse banche di Innsbruck hanno personale che parla italiano e offrono soluzioni dedicate ai “non residenti”). Lì il segreto bancario è tutelato sul serio.

    Inoltre mi sembra strano che nessuno abbia visto un parallelo tra la campagna “anti-evasione” e un triste fatto del XX secolo.
    Nel corso del “Grando Balzo Avanti”, visti i fallimenti a catena della propria politica economica, il grande Mao-Tsetung (col cui pensiero si sono formati innumerevoli politici europei, primo tra tutti il Commissario UE Barroso) dichiarò “C’è una preoccupante tendenza verso il capitalismo tra i contadini abbienti”. Nella Cina della Grande Marcia per essere dichiarati “abbienti” bastava possedere un paio di capre o qualche gallina. Manco a dirlo contro costoro venne scatenata l’ira dello Stato, pienamente supportata dalla gente comune. “Se ha due capre e io non ne ho neanche una significa che ruba”.
    Come Ludwig Von Mises (per ironia della sorte un altro austriaco) ci ha spiegato, quello che consente ai Mao, ai Barroso, ai Tremonti ed ai Monti di questo mondo di trovare facili capri espiatori per le proprie mancanze è la profonda invidia della “gente comune” nei confronti di chi ha qualcosina più di loro.

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