Da vittima a carnefice? Simposio sulla legittima difesa

di REDAZIONE

Il dibattito sull’uso legittimo delle armi e sulla legittima difesa coinvolge una serie di tematiche che non si fermano solo agli aspetti giuridici, ma, anzi, si intrecciano con le componenti psicologiche, morali dell’opinione pubblica. Non si tratta, quindi, di un argomento di interesse per i soli addetti ai lavori, i giuristi e le forze dell’ordine, ma anche per il cittadino che spesso si trova davanti a criminali che invadono e minacciano la sua vita, il suo spazio e i suoi beni, senza saper effettivamente come comportarsi per difendersi e “per non passare da vittima a carnefice”.

Sebbene le armi in Italia non siano così diffuse come negli Stati Uniti d’America, il dibattitto sull’uso proprio e improprio delle armi è tutt’altro che chiuso. Anzi, la cronaca di tutti i giorni  parla di fenomeni di criminalità legati all’uso delle armi che spesso coincidono con la legittima difesa da parte  della vittima. Non da ultimo, l’episodio di assoluzione del tabaccaio di Seveso accusato di tentato omicidio plurimo che sparò 14 colpi con due pistole dal balcone della sua abitazione che si trovava sopra al suo bar dove i ladri stavano rubando le macchinette del videopoker, ferendo all’addome uno dei malviventi. Prosciolto per “difesa dei propri beni”.

Ma non è sempre così. Se da un lato le persone credono di poter difendere il proprio territorio, i propri beni e, a volte, la propria vita con l’uso legittimo delle armi, dall’altro la legge non sempre dà loro ragione. La riforma dell’articolo 52 e 53 del Codice Penale, sulla legittima difesa, fatta nel 2005, afferma che non è più punibile chi spara al ladro dentro casa, nel suo negozio, nell’ambito di un’attività professionale o imprenditoriale. Si tratta, però, di un provvedimento che lascia ancora molti dubbi e libere interpretazioni tra l’opinione pubblica, le forze politiche e gli stessi addetti ai lavori.

Per discutere e chiarire ogni dubbio su questa tematica è stato organizzato a Milano, venerdì 8 novembre 2013, con inizio alle ore 14.30, un simposio sulla “legittima difesa e uso legittimo delle armi” che si terrà presso il Tiro a Segno Nazionale di Milano, in via Achille Papa 22/b Milano.

All’evento parteciperanno Flavio Ravasi, vicepresidente della Sezione di Tiro a Segno Nazionale di Tradate (Va) e formatore istituzionale dell’Unione Italiana Tiro a Segno Ente Pubblico, Bruno Giordano – Giudice presso il Tribunale di Milano; Sergio Spadaro – Pubblico Ministero presso il Tribunale di Milano e l’avvocato Adriana Santus del Foro di Milano.

“Alla luce dei continui e gravi episodi di criminalità che investono il nostro Paese – ha commentato l’avvocato Santus –  e dei sempre più numerosi casi in cui comuni cittadini nonché pubblici ufficiali si ritrovano improvvisamente nella difficile, e al contempo stesso delicata situazione, di dover preservare la propria o altrui incolumità fisica attraverso l’utilizzo di un arma, per poi finire a loro volta, e aggiungerei dire inevitabilmente, sotto accusa, si è voluto allestire questo simposio, in particolare proprio su iniziativa di Flavio Ravasi – Vicepresidente della Sezione di Tiro a Segno Nazionale di Tradate (VA) nonché Formatore Istituzionale dell’Unione Italiana Tiro a Segno – per cercare di dare delle risposte, delle direttive concrete e specifiche in merito allo spinoso tema della legittima difesa e dell’uso legittimo delle armi previsto e disciplinato dagli art. 52 e 53 del nostro codice penale”. “Si auspica – continua l’avvocato Santus –  di riuscire a rendere edotti i partecipanti attraverso questa tavola rotonda che, vedrà schierati, da una parte contrapposti a darsi battaglia, come nelle migliori aule giudiziarie, Accusa e Difesa – nelle persone del Magistrato Pubblico Ministero, Sergio Spadaro e della sottoscritta Avvocato del Foro di Milano – e dall’altra la figura dell’Organo Giudicante – nella persona del Giudice del Tribunale Ordinario di Milano, Bruno Giordano – che quotidianamente è chiamato a pronunciarsi secondo canoni di imparzialità, equità e terzietà, quando sarà possibile invocare ed ottenere l’applicazione della scriminante di cui sopra piuttosto che incorrere in una sicura condanna di natura penale, in quali casi non si perderà il ruolo di “vittima”, persona offesa dal reato, e quando, invece, si correrà il rischio di passare dalla parte del “carnefice”.

SIMPOSIO SULLA LEGITTIMA DIFESA E SULL’USO LEGITTIMO DELLE ARMI

8 novembre 2013

dalle 14.30 alle 18.30

presso il

Tiro a Segno Nazionale di Milano

via Achille Papa 22/b Milano

 

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5 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    La Svizzera manda a casa i sui soldati con le armi in dotazione. Uno Stato non può avere paura di armare i suoi Cittadini. Gli statunitensi difendono con le unghie il loro diritto ché le armi non sia solo lo Stato a detenerle.
    L’italia non è democrazia e nemmeno repubblica, ma una furba accozzaglia di malavitosi che campano a spese dei Cittadini. Un’accozzaglia che manipola le anime più semplici e ruba a man salva. Avere i Cittadini armati potrebbe essere pericoloso per loro.

  2. pierino says:

    con il 70% di prelievo fiscale un funzionario statale nei miei uffici può esser considerato un ladro che attenta ai miei beni?

  3. lory says:

    fin quando ci sono partiti”non faccio il nome” che tifano per i delinquenti, parassiti e i clandestini, mai più niente!, codesti vogliono fuori dal carcere i delinquenti a sentirli sembrano i carcerati le vere vittime, è mai da questi politicanti o persone del mondo civile una parola per le vere vittime di stupri,rapine,furti,scippi anzi questi parlano spesso di America………codesti dimenticano che in America se un cittadino ammazza un delinquente che sta commettendo un reato grave viene quasi premiato dalle autorità qui viene messo alla gogna, farabutti e ipocriti.

  4. lombardi-cerri says:

    Lo Stato, questo Stato romano non vuole che la gente reagisca fisicamente ad una ingiustizia.
    Perchè se si tollera, chissà dove si va a finire davanti a tante, infinite ingiustizie commesse da chi detiene il potere.
    E allora addio potere !
    Che volete che significhino 4 morti ( altrui) davanti ad un simile rischio.
    Vedrete che andando avanti di questo passo verrà proibito perfino di puntare l’indice……., potrebbe essere carico !

  5. Dan says:

    Meno simposi più praticità. Vi entrano in casa ? Matateli ! Poi prendere una pala, scavate una bella fossa in giardino e ricordatevi di quelle begonie da piantare che proprio non ce la facevano ad aspettare altri dieci anni dimenticate in armadio.
    Questo per chi abita in campagna. Per chi sta in città, gitarella in montagna dove pascolano i cinghiali e risolto il problema.

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