Da Obama a Putin passando per il dopo Pontida

pontida

di MARIO DI MAIO – Per autonomisti, federalisti e indipendentisti non sarà facile orientarsi nel “dopo Pontida “. Alla consueta incertezza del domani si aggiunge la perplessità provocata dalla direzione verso cui Salvini intende posizionare la Lega Nord, cioè  prioritariamente contro Bruxelles piuttosto che contro Roma, anzi cercando alleanze all’interno di tutta la Penisola. L’ apertura a Sud vede contrario in primis il “Capo “,e c’è il fondato timore che la cara vecchia Padania finisca nel dimenticatoio del partito che ha l’indipendenza nell’art.1 del proprio Statuto.

Però non è possibile ignorare che l’U.E. va attaccata ora, sull’onda del successo della Brexit,e soprattutto perché non è mai stata così traballante di fronte alle fortissime spinte centrifughe. Ed è assolutamente incapace di governare l’ immigrazione selvaggia e la crisi dell’ euro, moneta che mostra limiti finora insospettati (Germania).

Sicuramente va analizzato bene il precario quadro politico generale e proprio la sua precarietà va sfruttata insieme con gli altri europei interessati per tirarsi fuori da una situazione divenuta pericolosa per la nostra stessa sopravvivenza fisica. Ci hanno coinvolto in una guerra mai dichiarata ma ordinata dagli americani per sottomettere le economie dei popoli europei. Ma fortunatamente Obama sta per andare a casa, e, se anche Putin ci darà una mano le relazioni con gli U.S.A. potranno essere “normalizzate”.

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