Ecco il manifesto del “salvatore” Montezemolo. Siamo tutti più felici!

di GIANMARCO LUCCHI

Ci mancava un altro manifesto zeppo di luoghi comuni. Ed è arrivato. Una nuova politica non gettando alle ortiche il lavoro di ‘normalizzazione’ e di riforme messo in cantiere da Mario Monti. Ma anche un coinvolgimento diretto della societa’ civile che ”rigenerino” un paese che deve essere portato nella Terza Repubblica. E’ il messaggio centrale del Manifesto “Verso la Terza Repubblica. La societa’ civile e il rinnovamento della politica” che e’ stato promosso da diverse personalita’, a partire da Luca Cordero di Montezemolo, e che verra’ presentato formalmente in un appuntamento convocato per il prossimo 17 novembre a Roma. Che sia la volta buona della discesa in campo definitiva del Signor Tentenna?

Vuole essere un invito ”aperto a tutti gli italiani che, provenendo da culture e tradizioni diverse, condividano convinzioni e fiducia nel futuro del nostro Paese ponendo argine ai populismi di destra e di sinistra”, si legge nel testo diffuso da Italiafutura. Tra i firmatari, Ernesto Auci, Raffaele Bonanni, Carlo Calenda, Andrea Carandini, Mario Ceroli, Carlo Costalli, Stefano Dambruosio, Lorenzo Dellai, Pietro Ferrari, Edoardo Nesi, Andrea Oliverio, Beniamino Quintieri, Andrea Riccardi, Nicola Rossi, Florindo Rubbettino, Marco Simoni, Irene Tinagli, Riccardo Tozzi. Un invito ad impegnarsi ”per uscire dalla crisi italiana” e per ”aprire una stagione di riforme di ispirazione democratica, popolare e liberale, legittimate dal voto, in continuita’ con quanto di meglio ha realizzato il governo Monti che ha avuto il merito di rasserenare il clima di intollerabile antagonismo della politica italiana e di restituire prestigio e credibilita’ all’Italia”. Una tale soluzione, avverte pero’ il manifesto, ”non verra’ dai partiti politici cosi’ come li conosciamo, ma da una presa di responsabilita’ corale di forze sociali, culture civiche e realta’ associative capaci di contribuire attivamente alla rigenerazione e al governo della nazione”. E allora, ”nella consapevolezza che la Seconda Repubblica si sta dissolvendo lasciando una pesantissima eredita’ di sfiducia” tra i cittadini, occorre mettere mano ad ogni sforzo per avviare – si legge nel manifesto – ”un urgente e radicale cambiamento della politica e una sua estesa apertura alla societa’ civile, premessa per ogni tentativo di ricostruzione morale, politica ed economica del paese”.

Pensando ad ”un’Italia migliore, che ispiri fiducia, prenda sul serio ogni legittimo desiderio di benessere e non abbandoni nessuno”, scrivono i promotori del manifesto, ”e’ indispensabile recuperare la speranza e attivare risorse e pensiero contro la lettura vittimista del nostro presente e del nostro futuro. E’ indispensabile abbandonare definitivamente l’idea e la pratica di uno Stato pervasivo ma inefficiente. Dobbiamo concentrare tutte le risorse pubbliche sui cardini che costituiscono la missione fondamentale dello Stato e delle sue articolazioni. Occorre restituire dignita’ al lavoro sia come servizio pubblico che come intrapresa privata, tornare a considerare i cittadini singoli e associati e le famiglie come protagonisti e responsabili del bene comune e tutelare i piu’ deboli”. Per questo, scrivono ancora, ”crediamo nel valore della coesione sociale e riteniamo necessaria una profonda riforma del modello di welfare, come generatore di opportunita’ e strumento di promozione umana. Crediamo che il ritorno alla crescita dell’economia italiana possa venire soprattutto dalla riduzione della pressione fiscale, premiando il lavoro, la produzione e la cultura come i fondamentali motori di sviluppo della nazione. L’Italia puo’ e deve tornare a giocare in attacco, come nei momenti migliori della sua storia: tornando ad essere un territorio accogliente per l’impresa e gli investimenti, accettando la sfida dell’internazionalizzazione e dell’innovazione e rafforzando i legami di cooperazione tra lavoratori e imprenditori”.

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One Comment

  1. gigi ragagnin says:

    l’itaglia dei carini che sgomita.

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