Da Londra Robert Lingard:«Leggi marketing condanneranno la Lega a irrilevanza politica.  Grande Nord? Strada giusta, purché smetta battaglie “contro” ma in favore di qualcosa»

lingard

Robert Lingard, brander bresciano che vive ed opera a Londra nel settore delle Broadcast PR, anticipò la divergenza in capo alla Lega Nord che ha portato alla creazione del Grande Nord quando Matteo Salvini ambiva al 20%: «Matteo Salvini ha commesso molteplici errori di marketing irreversibili che hanno messo i presupposti strutturali per la futura irrilevanza politica della Lega. Il più significativo tra questi è stata l’estensione dei suoi appelli elettorali all’elettorato del Sud dimenticandosi che il posizionamento della Lega le preclude l’ambizione di diventare primo partito in Italia. La Lega Nord è un partito territoriale il cui scopo da un punto di vista di marketing operativo dovrebbe essere quello di diventare primo partito nelle regioni nelle quali ha costruito con discreto successo la propria identità politica nel corso degli anni».

Sono molteplici, secondo Robert Lingard, gli errori commessi dall’attuale leader del Carroccio e che vengono da lui definiti un’autostrada verso l’irrilevanza politica del partito: «Focalizzandosi sull’immigrazione, Matteo Salvini ha di fatto rinunciato ad una situazione di monopolio elettorale (quello dell’identità politica e di rappresentanza del Nord) per competere con altre forze politiche su un fattore che può facilmente essere oggi integrato e capitalizzato da molti: Fratelli d’Italia, Forza Italia (tra i moderati) e Forza Nuova o Casa Pound (tra l’elettrato più radicale)».

Secondo il brander bresciano altri fattori hanno inciso ed incideranno sul declino della Lega: «Salvini ha personalizzato il partito ponendosi come fine anzichè strumento di un progetto; gli argomenti nazionalisti hanno eroso la credibilità politica del partito agli occhi della stampa estera che oggi non lo descrive più con l’etichetta di categoria di un movimento indipendentista ma come un parito anti-immigrati o di estrema destra; il rifarsi al design del materiale elettorale di Donald Trump posiziona Matteo Salvini non come leader ma come follower, come qualcuno che si identifica e vorrebbe sembrare; sotto la guida di Matteo Salvini, la Lega ha rinunciato alla produzione culturale ed ideologica chiudendo ogni canale mediatico ad eccezione degli account social personali».

In tutto questo, Robert Lingard vede prospettive positive per il Grande Nord: «Il Grande Nord non può far altro che ricominciare da capo facendo leva sul sedimento identitario lasciato dalla Lega delle origini nel dialogo interno dell’elettore del Nord. I risultati dei due referendum sull’autonomia dimostrano che l’elettorato del Nord, in maniera trasversale ai partiti tradizionali, ha in seno la percezione che il governo centrale sia un problema tangibile. Al Grande Nord ci vorranno tempo, risorse e coraggio per frapporsi nell’arena politica con posizioni radicali che rappresentino una visione definita. Le più grandi ascese politiche degli ultimi due secoli sono state costruite sulla controversia. Tuttavia, se vorrà emergere, il Grande Nord dovrà essere maestro nel non condurre battaglie contro nessuno, ma in favore di qualcosa. Da un punto di vista comunicativo, essere per significa automaticamente sostenere anche ciò contro cui si combatte, mentre essere contro non sottintende mai ciò per cui si lotta».

CHI SONO?

ROBERT LINGARD, arrivo a Londra all’età di 26 anni, dopo esperienze di lavoro in marketing e vendita tra UK, Russia, Cina e Polonia. Ossessionato dalla costruzione del consenso sin dall’età di sedici anni divento la disperazione di mio padre che, vedendomi spendere intere serate e weekend a studiare Adorno e Bernays, avrebbe preferito mi trovassi una ragazza. Nel 2017 fondo Brand Bullets, agenzia di brand building attraverso i media dopo un’esperienza lavorativa nel mondo delle broadcast PR londinesi. Ho creato un sistema operativo unico al mondo su come vendere attraverso le PR ed un metodo di analisi delle dinamiche del branding che integra gli studi di Al Ries con l’antropologia, la sociologia e la psicologia dei consumi. Sono stato il primo imprenditore nel mondo delle Broadcast PR inglesi a tenere un seminario in una top tier university (il King’s College di Londra) ed il primo imprenditore al mondo a scrivere un libro su come si costruiscono i brand attraverso i media (BRAND TO SELL. Ignite Your Influence and Build Your Brand with Broadcast PR). Nel 2017, grazie a questo metodo, ho previsto la scissione nella Lega Nord (avvenuta con la creazione del Grande Nord) ed un suo sensibile calo di consensi quando i sondaggi facevano ambire Salvini al 20%. Sempre in tempi non sospetti, contro ogni previsione delle grandi aziende di pubbliche relazioni, ho previsto una correzione consistente nei mercati nel 2018, verificatasi nella prima settimana di Febbraio 2018. Nel Luglio 2017 scrissi un articolo che prevedeva il declino della Chiesa Cattolica in Sud America grazie alle politiche inclusive di Papa Bergoglio, ad oggi più che verificato. Sono stato recentemente intervistato dal Giornale di Brescia ed a Pane al Pane su Radio Lombardia, oltre ad essere un regolare contributor sulle le più grandi piattaforme di informazione americane nel mondo del business come Business2Community e Business.com.

Kindly,

Robert Lingard

Founder at Brand Bullets

www.brand-bullets.com

Bestselling author of BRAND TO SELL. Ignite Your Influence and Build Your Brand with Broadcast PR.

E-Mail: robertlingard@brand-bu llets.com

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

4 Comments

  1. Marco Green says:

    Vero che però, nonostante l’azzeramento subito dal partito (diventato uno scatolone vuoto buono a contenere tutto e il contrario di tutto), in queste elezioni Salvini riuscirà a fare il pieno, sfruttando il nome che la Lega come movimento territoriale si è fatta in Padania negli ultimi 30 anni.

    Stesso discorso per la militanza che ancora lo segue, disposta a bersi qualsiasi affronto e qualsiasi stavaganza (per non dire stupidaggine) nell’illusione di vedere un “vero” leghista a capo del governo romano.

    Presto l’illusione finirà.

  2. Paolo says:

    Salvini probabilmente farà l’uno per % di quello che gli altri hanno promesso, ed è già molto se paragonato ai risultati di chi risiede ancora nel parlamento!

  3. ric says:

    Analisi centrata .
    Ma perché allora istintivamente più passa il tempo e più SALVINI piace ? Non certamente come Bossi ma come lui troppa propaganda contro l’orco brutto cattivo .
    Mi perdoni lo studioso Robert Lingard se, nell’osservare la foto che lo ritrae in un meeting o conferenza , mi punge vaghezza sull’ irrilevanza di destino del colletto della sua camicia , con buona pace per l’eleganza .
    Certamente curriculum è appeal di perorante causa come l’abito talare del vescovo lo è per la suora di clausura .
    Tuttavia il posizionamento di marketing è l’architettura del nulla senza l’idea filosofica di visione , senza aver incorporato l’anima , un barattolo vuoto , carcassa più fragile di una “lavatrice Whirlpool” . Infatti i progetti totalizzanti e totalitari hanno nel core business strategia mirata nell’elusione sistemica di due fattori decisivi per la dignitá umana : ragione e sentimento affettivo spodestato dall’imprimatur del lucro fa dell’economia il mood di declinazione che preconizza ma non qualifica eugenetica . Cosa sia allora bisogno e cosa percezione il sentore di coloro ancora in possesso di requisiti umani e cultori di way of life come metodica di prevenzione , stesso valore intangibile di onesti e preparati che fanno impresa , attraverso procedura di argomenti dimostrabili e di esempio attivo in grado di equilibrare l’adattivo senso del limite che è ricchezza per valorizzare una risorsa , per efficientare un patrimonio condiviso .
    Ecco perché provare a cambiare in sintonia , impone un’agenda diversa da un presenzialismo di facciata , di testimonianza come lo sono i ricordi di fatti altrui , uno stimolo alla memoria in circostanza artefatta, come i giorni della memoria , dei morti , delle vittorie , ma più spesso delle sconfitte e ciò non è né bene né male , semplicemente inutile .
    La lega con Salvini ha una mission complessa ed è essa stessa strumento , ma il fine è Salvini , cioè la capacità della persona che crea valore all’azione ed idealizza fortificandolo il concetto scolorito della rappresentanza , dell’immedesimazione , del pathos che è logos e diviene ethos . CHIARO ?
    La cogenza di trasdurre priorità non è irrilevanza ma intuizione e visione del bisogno reale di libertà quando è minacciata , di dignità personale quando viene tolta, di sicurezza dell’io sociale da sostituzione etnica , impoverimento di territorio da economia monetaria trans , eco system nominale e depauperamento reale. Lavorare alla Salvini è fattualità che tiene in piedi l’identità e non l’ addormenta , PRIORITA’ di battaglie emergenziali per salvaguardare coi fatti quelle identità destino da riserva indiana all’estinzione. Islamizzazione e terrorismo islamico sotto traccia servito per non spaventare è polvere sotto il tappeto come melting pot , integrazione , tolleranze nonviolenti variopinte alla no global , social center , mostrano il fianco di un’ Europa tacciata di razzismo oppure di buonismo , falsi problemi portatori insani di drammi reali . Esperimenti e forzature che non discostano di molto da quelli fatti da Mengele Josef (medico della morte ) nei campi di concentramento .
    Nella vestizione del modernismo si scopre la fake news ( palle , menzogne , alla crema ) supporto strategico nella costruzione di quel pensiero debole del relativismo, potere alle sinistre spocchiose radical scic sine titolo , trasversali ed infingarde che fanno della storia un loro esclusivo maiestatis , arroganza , supponenza , protervia e sfrontatezza . Infatti siamo dopo la seconda guerra mondiale ad osservare un nuovo orizzonte minaccioso grazie agli illuminati perbenisti , professoroni e tuttologi , sono sempre “loro” a mandarci in guerra ed a gestire la pace , a volere i colbacchi in San Pietro , e a presidenziale istituzioni repubblicane , sono sempre contro di NOI POPOLO ! Ora puntuali le foglie di fico dell’antifascismo a coprire le vergogne di nullafacenti papponi del sistema Italia . Un tempo a chiamare in causa Domine Dio , poi “la grandezza dei Soviet “ epica transiberiana dagli Urali a Vladivostok , poi “grande paese di democrazia avanzata , Stati Uniti D’America “ , infine “ grandi civiltá del nord Europa “ , e adesso fa premio pontificare dall’Inghilterra ?
    Se Lo “specialista “ per colpire l’immaginario collettivo sotto il punto di percezione asserisce che l’Europa , o addirittura la stampa europea , non vede più la Lega come un movimento indipendentista vorrebbe dire che l’indipendentismo è accolto e visto di buon occhio dalle burocrazie centraliste di Bruxelles o dagli organismi sovranazionali del monopolio e del parassitismo ? A proposito d’ indipendentismo , come stiamo andando con l’affaire Catalonia ? Vi siete accorti o no del trapasso tra l’entusiasmante domenica delle Palme (“Pueri Hebraeorum, portantes ramos olivarum .. “) al triste cammino al Golgota ?!
    Ma come , dopo aver subito sputtanamenti taccianti d’egoismo , razzismo , isolazionismo , xenofobia , per aver tirato fuori federalismo ed indipendentismo Padano ,identità dei popoli , adesso c’è uno strapparsi di vesti perché la Lega “ha virato a destra “ col nazionalismo , esattamente di quella colpa che sarebbe stata auspicata come virtù ma che nell’era Bossi invitava ad usarne il simbolismo tricolore per finalità igieniche .
    Capite bene che è un tentativo di polarizzazione , l’arte del paradosso , non la Bibbia , neanche il Vangelo sul quale guarda caso Salvini giura fedeltà .
    “ Ogni giorno nasce un cucco , beato chi se lo cucca “ rende ancora bene l’idea per marketing , vendita , giornalismo , comunicazione .
    Prevedere , come pretesa di scienza perde colpi , input senza uno “star del credere “ racimola aut put di “astensionismo” .
    “Dura lex sed lex “ .

  4. lorenzo says:

    Articolo e analisi interessante..

Leave a Comment