Da immigrati il 9% del Pil. Fuga giovani italiani costa 16 miliardi

Dai lavoratori immigrati il 9% del PIL
2,5 milioni di occupati stranieri, nel 2018 hanno generato 139 miliardi di euro.
La fuga dei giovani italiani ci costa invece 16 miliardi.

Schermata 2019-10-07 alle 06.55.32Negli ultimi anni l’Italia sta attraversando un declino demografico drammatico: crollano le nascite e aumentano gli anziani, mentre i giovani cercano fortuna all’estero. Al tempo stesso, da un decennio abbiamo chiuso le porte agli immigrati regolari, nell’illusione che i disoccupati italiani possano svolgere le professioni manuali. Dimenticando che gli oltre 5 milioni di stranieri residenti oggi in Italia rappresentano una forza vitale per il nostro paese. Questi alcuni degli elementi chiave del nono Rapporto annuale sull’economia dell’Immigrazione a cura della Fondazione Leone Moressa, presentato oggi a Roma.

Il costo della fuga dei giovani. Da circa un decennio l’Italia è tornata ad essere terra di emigrazione: in dieci anni abbiamo perso quasi 500 mila italiani (saldo tra partenze e rientri di connazionali). Tra questi, quasi 250 mila giovani (15-34 anni). Considerando le caratteristiche lavorative dei giovani in Italia, possiamo stimare che questa “fuga” ci sia costata 16 miliardi di euro (oltre 1 punto percentuale di PIL): è infatti questo il valore aggiunto che i giovani emigrati potrebbero realizzare se occupati nel nostro paese.

Il gap tra giovani italiani ed europei. Tra le cause di questo esodo vi sono sicuramente le (scarse) opportunità occupazionali che l’Italia offre ai propri giovani. L’Italia registra il tasso di occupazione più basso d’Europa nella fascia 25-29 anni (54,6%, contro una media Ue del 75,0%). Il tasso di disoccupazione italiano (19,7%) è il terzo più alto dopo Grecia e Spagna, dieci punti oltre la media europea (9,2%). Nella stessa fascia d’età, anche il tasso di NEET (chi non studia e non lavora) è il più alto d’Europa: 30,9%, media Ue 17,1%. Inoltre, il livello d’istruzione dei nostri giovani è molto basso: tra i 25 e i 29 anni solo il 27,6% è laureato, quasi 12 punti in meno rispetto alla media europea.Schermata 2019-10-07 alle 06.55.22

Il declino demografico dell’Italia. La popolazione italiana sta diminuendo: si fanno pochi figli (mediamente 1,32 per donna) e il saldo tra nati e morti è negativo da oltre 25 anni. Quindi calano i giovani e aumentano gli anziani: l’Istat prevede che nel 2038 gli over 65 saranno un terzo della popolazione (31,3%). Ciò determinerà squilibri economici e finanziari, dato che proporzionalmente diminuiscono i lavoratori e aumentano i pensionati.

Chi sono gli immigrati in Italia. La presenza straniera in Italia è stabile negli ultimi anni, con 5,2 milioni di stranieri residenti a fine 2018 (8,7% della popolazione). Il saldo migratorio rimane positivo (+245 mila), anche se la composizione dei nuovi arrivi è molto diversa rispetto al passato: prevalgono i ricongiungimenti familiari, si stabilizzano gli arrivi per motivi umanitari, mentre sono quasi nulli gli ingressi per lavoro. Vi è, complessivamente, una lieve prevalenza di donne (52%) e una netta dominanza di paesi dell’Est Europa (oltre il 45% del totale). Le prime nazionalità (23,0% Romania, 8,4% Albania, 8,0% Marocco) evidenziano che la maggior parte degli immigrati è qui da oltre dieci anni.

Il valore dell’immigrazione. Nel 2018 i lavoratori stranieri sono 2,5 milioni, pari al 10,6% degli occupati totali. La ricchezza prodotta da questi lavoratori è stimabile in 139 miliardi di euro, pari al 9% del PIL. Gli occupati stranieri si concentrano nelle professioni non qualificate (33,3%), mentre solo il 7,6% svolge mansioni qualificate (il restante 60% si divide quasi equamente tra operai / artigiani e commercianti / impiegati). Il contributo economico dell’immigrazione è inoltre dato da oltre 700 mila imprenditori nati all’estero (9,4% del totale) e, a livello fiscale, da 2,3 milioni di contribuenti. Da essi provengono un gettito Irpef di 3,5 miliardi di euro (su un ammontare di 27,4 miliardi di redditi dichiarati) e 13,9 miliardi di contributi previdenziali e assistenziali versati.

VEDI TABELLE ALLEGATE
LA FUGA DEI GIOVANI

Giovani italiani che hanno lasciato l’Italia (2009-2018)

Classe d’età 15-34 anni, Cittadinanza italiana, Saldo tra arrivi e partenze (emigrati al netto dei rientrati). Valore 2018 stimato sulla base del totale italiani 2018.
Elaborazioni Fondazioni Leone Moressa su dati Istat

Il costo della “fuga” dei giovani
Indicatori
Valore
Saldo migratorio giovani italiani (15-34 anni, 2009-2018)
248 mila
PIL potenziale dei giovani emigrati
16 Miliardi Euro
(1,1% del PIL 2017)
Elaborazioni Fondazioni Leone Moressa su dati Istat

Tassi di occupazione, disoccupazione e NEET (2018)*
Media Ue, Primi 5 e Ultimi 5 Paesi. Classe d’età 25-29 anni
Tasso occupazione
Tasso disoccupazione
NEET
Malta
89,8
Malta
2,7
Malta
7,6
Lituania
84,7
Rep. Ceca
3,1
Svezia
8,2
Paesi Bassi
84,1
Paesi Bassi
3,3
Paesi Bassi
8,5
Regno Unito
82,4
Estonia
4,0
Austria
10,9
Austria
80,7
Regno Unito
4,4
Lussemburgo
11,1
Ue 28
75,0
Ue 28
9,2
Ue 28
17,1
Croazia
70,9
Francia
12,6
Slovacchia
21,3
Bulgaria
69,9
Croazia
12,9
Romania
21,5
Spagna
67,0
Italia
19,7
Bulgaria
22,6
Grecia
59,4
Spagna
20,4
Grecia
29,5
Italia
54,6
Grecia
28,5
Italia
30,9
Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Eurostat

DINAMICHE DEMOGRAFICHE E IMMIGRAZIONE IN ITALIA

Previsioni demografiche per l’Italia
Scenario mediano, dati in Milioni
pop.
15-64 anni

pop.
oltre 65 anni
Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Istat

Popolazione straniera residente in Italia per cittadinanza (31.12.2018)
Prime 15 nazionalità
Residenti
Distribuzione
% donne
Romania
1.206.938
23,0%
57,5%
Albania
441.027
8,4%
48,9%
Marocco
422.980
8,0%
46,7%
Cina
299.823
5,7%
49,7%
Ucraina
239.424
4,6%
77,6%
Filippine
168.292
3,2%
56,7%
India
157.965
3,0%
41,5%
Bangladesh
139.953
2,7%
27,6%
Moldova
128.979
2,5%
66,2%
Egitto
126.733
2,4%
33,5%
Pakistan
122.308
2,3%
30,4%
Nigeria
117.358
2,2%
40,6%
Sri Lanka
111.056
2,1%
47,0%
Senegal
110.242
2,1%
25,6%
Perù
97.128
1,8%
58,0%
Totale stranieri
5.255.503
100,0%
51,7%
Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Istat

IL VALORE DELL’IMMIGRAZIONE

Situazione occupazionale per cittadinanza (2018)
Indicatori
Italiani
Stranieri
Totale Occupati (almeno 15 anni)
20.760.000
2.455.000
Var. % 2017/2018
+0,8%
+1,3%
Tasso occupazione (15-64 anni)
58,2%
61,2%
Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Istat

Occupati per cittadinanza e settore di occupazione (2018)
Settori
% Stranieri
su totale
Italiani
Var. %
2017-2018
Stranieri
Var. %
2017-2018
Agricoltura
17,9%
716.300
-1,1%
156.100
+6,1%
Costruzioni
17,2%
1.164.500
-1,3%
242.300
+2,9%
Commercio, alberghi e ristoranti
10,8%
4.234.500
+0,5%
511.800
-2,6%
Altre attività dei servizi
9,6%
10.430.200
+1,1%
1.106.200
-0,1%
Industria
9,4%
4.214.500
+1,2%
438.600
+7,7%
TOTALE
10,6%
20.760.000
+0,8%
2.455.000
+1,3%
Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Istat

Tipologia di professione degli occupati per cittadinanza (2018)
Professioni
Italiani
Stranieri
Qualificate / Tecniche
38,9%
7,6%
Impiegati / Commercio
30,9%
29,4%
Operai / Artigiani
21,9%
29,7%
Personale non qualificato
8,3%
33,3%
Totale
100,0%
100,0%
Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Istat

Valore Aggiunto prodotto dagli occupati stranieri per settore di attività (2018)
Settori
Distribuzione
occupati stranieri
“PIL dell’immigrazione”
(milioni di €)
% del V.A. prodotto da stranieri sul V.A. totale
Servizi
45,1%
67.306
7,5%
Manifattura
17,9%
28.818
9,6%
Alberghi e ristoranti
10,8%
10.856
18,6%
Commercio
10,1%
13.705
7,5%
Costruzioni
9,9%
12.768
17,6%
Agricoltura
6,4%
5.878
17,8%
Totale
100,0%
139.330
9,0%
Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Istat

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One Comment

  1. Vaudano says:

    Quindi gli stranieri, che sono l’8,7% della popolazione, producono il 9% del Pil, e costituiscono ben il 10,6% della forza lavoro. Rilevante poi che l’incidenza di imprenditori è prossima a quella della forza lavoro (e comunque superiore rispetto alla “porzione” di popolazione).
    In sintesi: laboriosi (anche per la prevalenza di fasce d’età giovanili, immagino), ma con retribuzioni inferiori alla media; elevata predisposizione all’imprenditoria.

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