DA ACHAB A SCHETTINO: SORTI DEL ‘CONCORDIA’ GIA’ SEGNATE

di JAMES CONDOR

SCHETTINO, IL COMANDANTE “CON GLI ATTRIBUTI” E VENERATO DAI SUOI COLLABORATORI. A DICEMBRE UN’ESERCITAZIONE DI EMERGENZA, SERVITA A POCO.

Chissà cosa avrebbe scritto Herman Melville, se al posto delle sventure del comandante George Pollard, avesse conosciuto quelle di Francesco Schettino, il comandante del Concordia che non voleva tornare a bordo per via del buio e che, sbarcato a terra, chiedeva lui alla Capitaneria di Porto quanto fossero i morti sulla sua nave. Forse Achab non sarebbe mai nato. O forse avrebbe avuto caratteristiche piuttoso diverse. Certo è che il comandante del gigantesco Concordia finito incredibilmente sugli scogli, godeva di grande fama tra i turisti. Lo raccontano i “diari di bordo” dei turisti. Il sito internet crocieristi.it raduna infatti gli innamorati di questo tipo di vacanze. Nel loro forum pubblico ci sono persone che hanno fatto numerosi viaggi. Lì sopra riportano i propri reportages di viaggio, documentandoli con fotografie. Capita così che ci siano utenti che danno ad altri informazioni sull’equipaggio, a partire dal comandante, compresi i suoi incarichi precedenti. L’utente Gufry, il 25 aprile scorso, ad esempio, narrava, in proposito, di aver conosciuto Schettino durante un “tour ship”: «Mi ha stupito la quasi venerazione dei suoi collaboratori in plancia». QUI LA TESTIMONIANZA.

Non è chiaro da dove venisse un sentimento così forte da parte dell’equipaggio. Ma un altro turista, cinque mesi prima, ne serbava un gran ricordo: «bravissimo comandante…sempre disponibile…lo ricordo ai caraibi nel 2009 con Costa Atlantica!» QUI LA TESTIMONIANZA.

L’utente Janus, nel dicembre 2008, postava anche una sua foto: «anche il capitano Schettino si faceva fotografare con il veliero sullo sfondo […] e fotografava anche lui l’inseparabile ufficiale capo macchine(credo)». (link con foto Schettino: GUARDA QUI).

Insomma, Schettino pareva un tipo gioviale. Ma non è che la vita di mare, sosteneva lui, fosse facile. Raccontava infatti Mario1 di un suo dialogo col comandante: «io sulla Vittoria dopo la mia crociera di giugno, essendo invitato tutti i lunedì da un amico maitre, mi ha fatto conoscere il comandante Schettino di Napoli, una persona semplicissima e simpaticissima, tanto che tutti i lunedì invitava me e mia moglie nel suo alloggiamento a prendere un aperitivo, naturalmente veniva anche quel mio amico, e si è parlato un po’ della vita di bordo che da fuori a noi croceristi sembra tutta rose e fiori ma in realta non è cosi, difatti mi diceva che si era stufato anche perchè la famiglia la vedeva pochissimo». QUI LA TESTIMONIANZA.

Invece Schettino (nella foto a lato), semplicissimo, simpaticissimo, solissimo, affaticatissimo e veneratissimo, aveva proseguito a solcare i mari. Nel novembre scorso era già a bordo del Concordia. Mario1, nel raccontare la sua crociera sul Mediterraneo, il 12 novembre ne narra il grande approccio da “vero uomo con gli attributi” nel far uscire la nave da Palermo: «Le 17.00. La nave parte. Credetemi, seguo tutto dall’alto con molta preoccupazione. Ho visto che questa nave ha avuto problemi con lo scirocco tempo fa, andando a sbattere contro una banchina proprio a Palermo. Le persone che osservano con me non sono tranquille. Nonostante lo scirocco pieghi leggermente la nave da un lato, il comandante compie una manovra da “Vero Uomo con gli Attributi”! Grandioso! Esce dal molo piano piano, sfiorando le banchine e le scogliere alla nostra destra e porta la nave al largo. Salutiamo Palermo preoccupati perchè sappiamo che al Nord i temporali stanno devastando svariate città. Avremmo preferito restare a Palermo. Il mare è mosso. La Concordia esce in maniera regale da Palermo e non soffre le onde. Gli stabilizzatori fanno il loro lavoro e comincia l’ultimo viaggio di questa crociera. Domani a quest’ora saremo a casa da un pezzo. Malinconico scendo in cabina, faccio una doccia e mi vesto elegante per la seconda cena a lume di candela. Prima di andare al ristorante vado al cocktail del CostaClub. Incontro il Comandante Schettino e gli faccio i complimenti. Lui mi ringrazia compiaciuto. Si vede che è orgoglioso di come ha portato fuori del porto la Nave con quel tempaccio da cani. I complimenti li merita tutti». QUI LA TESTIMONIANZA.

Ci voleva in effetti uno con gli attributi per prendere le redini di una nave che, già prima della sua guida, aveva goduto di un passato sfortunato. A partire dal varo, il 7 luglio 2006, quando la bottiglia di champagne scagliata sulla chiglia, non si ruppe. Cattivo presagio. E poi per proseguire con l’episodio citato dall’utente Mario1 e datato 13 gennaio 2008, quando, per via dello scirocco, andò a collidere sulla banchina del porto di Palermo, aprendo un squarcio tra prua e fiancata, senza però che ci fosse alcun ferito. O quando le agenzie, 9 agosto del 2009, batterono la notizia del contagio da influenza A di 12 passeggeri. O ancora, quando, novembre 2010, una gru rischiò di abbattersi sul Concordia alla banchina 12 del porto di Savona. O infine, quando, lo scorso maggio, un turista russo cadde in mare in acque francesi. Il nome stesso del Concordia oggi rievoca fantasmi. Come quello omonimo della nave-scuola canadese, con 48 allievi del West Island College, prestigiosa scuola canadese, 6 loro insegnanti e 10 membri, naufraghi a trecento chilometri dalla costa di Rio de Janiero. O il fantasma, assai più celebre, del Titanic, nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, cent’anni fa.

A questo proposito, il comandante Francesco Schettino, in un’intervista al giornale ceco Dnes, rivelò di non aver invidiato affatto il ruolo del suo antico collega, obbligato a navigare tra gli icebergs, obiettando però che oggi, ne riporta la traduzione il Corriere della Sera,  «grazie alla preparazione si possa governare qualsiasi situazione e prevenire qualsiasi problema».  Già. In effetti all’epoca il capitano Edward Smith affondò con tutta la nave o, per quante versioni siano state date sulla sua morte, è certo che non salì mai sulle scialuppe di salvataggio. Si vede che la preparazione, in effetti, era all’epoca un po’diversa. E se i lupi di mare, che non avevano paura di nulla se non delle leggende e della superstizione, non avevano la sua preparazione, oggi la preparazione non tiene ovviamente conto di queste sciocchezze. Perché è molto più approfondita e scientifica. E c’è un ultimo particolare illuminante su questa preparazione di uomini impavidi, un particolare che inquieta e che è sempre riportato nei racconti sul forum dei crocieristi. Naturalmente, si parla sempre del Concordia.

Il post è datato 5 dicembre 2011, quaranta giorni prima della tragedia, e la firma l’utente Oliver72: «Oggi durante la partenza da savona abbiamo fatto la classica esercitazione d’emergenzaOra qualche info sulla nave, il comandante è Francesco Schettino, hotel director Manrico Giampedroni, direttore crociera Miguel Ferres, maitre Antonello Tievoli . Per quanto riguarda il numero dei passeggeri ancora non ho notizie, perchè oggi sono scese molte persone, e ne sono salite molte altre tra cui molti tedeschi !!!» QUI LA TESTIMONIANZA.

Manrico Giampedroni è l’eroe rimasto sulla nave con una gamba rotta per aiutare i passeggeri. Il resto, la “classica esercitazione d’emergenza” suona un po’ oggi quasi uno scherno, una semplice routine che tutti prendevano a noia prima di feste, gala e paillettes, foto e brindisi. Almeno stando alle parole dello stesso Schettino, che alla Capitaneria di Porto ha comunicato come, con almeno un centinaio di passeggeri ancora a bordo, pure tutti i suoi ufficiali, esattamente come lui, erano sulle scialuppe di salvataggio. Ecco, la prima domanda che andrebbe posta al comandante “con gli attributi” è cosa prevedesse la “classica esercitazione d’emergenza”. Perché è davvero improbabile pensare che fosse questa. Chissà, davvero, che ne ne avrebbe pensato Melville.

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6 Comments

  1. di sicuro pubblicherò anche il tuo commento nel condividere l’articolo sul mio blog, sempre che nn dispiaccia agli madmin?!?! posso vero?!!?

  2. roberto luisetti says:

    annunci economici:

    Bevete lo Schettinello, vino bianco secco del comandante, adatto per tutte le occasioni, ottimo per naufragi , piace alle Moldave.

    In vendita ottima imbarcazione della Costa parcheggiata prossimità porto isola del Giglio, adatta per navigazione turistica sotto costa, forte sconto al primo che se la porta via, .

  3. Giorgio Rossi says:

    A me puzza troppo sto incidente, in un momento così pernicioso per la salute finanziaria delo stato italiano.
    Un tempo, in caso di crisi, per distrarre l’opinione pubblica scoppiava una guerra oppure accadeva un attentato sanguinoso.
    Oggi questi metodi sono troppo scomodi e pericolosi. Meglio un bell’incidente con tanti morti e per settimane i media possono sproloquiare e perdersi in mille storie lacrimevoli e distrarre l’opinione pubblica.

    Addirittura, forse non è andata come avevano previsto i padroni del mondo: loro avevano pianificato un disastro colossale con un migliaio di morti, un nuovo Titanic inabissato in mare aperto allo scopo di generare un’ondata di emozione nel popolo bue italiota.

    In ogni caso il risultato è stato comunque eclatante: ieri e oggi i media danno spazio solo a queste notizie e il popolo bue adesso passa la notte a sognare e preoccuparsi dei poveri croceristi al freddo, abbandonati dal comandante, e dimentica l’imminente crac finanziario dell’italia.

    Un’operazione del genere, per gente abituata a demolire interi palazzoni colpiti da arei telecomandati, dev’essere stata una passeggiata.
    Non ci vuole molto: basta comprare un comandante ambizioso: un pacco di soldi a lui in una banca off shore, per rifarsi una vita una volta spenti i riflettori.
    Tutti gli altri dipendono da lui: al momento buono manda uno in mensa, l’altro al bar mentre gli altri sono impegnati a vedersi un film.
    Spegne zitto zitto gli allarmi e poi accosta la nave all’isola: CRACK!! Semplice e geniale! Due ordini per tranquilizzare la gente e poi se ne scappa per godersi la dorata pensione (tanto gli altri, da li a poco, sarebbero tutti colati a picco chiudendo la bocca per sempre).

    Non occorre neanche informare il padrone Costa Crociere, si compra solo il comandante.

    Pensate, se fosse stato un aereo Alitalia o un treno Trenitalia, la paura avrebbe fatto perdere clienti e entrate per lo stato. Meglio usare un vettore privato, tanto sti “ladroni di armatori” conprano petrolio e derrate “tax free”, pagano i dipendenti su conti esteri e versano gli utili a Montecarlo.
    E poi, se gli italiani prendono paura delle crociere, meglio. La pianteranno di spendere soldi in giro per il mondo!
    Un danno del genere per lo stato italiano non costa nulla (a parte l’immagine – ma tutte le colpe sono del comandante e poi ci pensano i media a creare gli altri “eroi” per dimenticare il comandante lazzarone).
    Se anche il privato fallisce, poco importa per lo stato italiano, tanto non gli pagava le tasse.

    COMPLOTTISTA io!?
    Si di sicuro, ma …. come diceva Andreotti: ” … a pensar male si fa peccato ma .. spesso si indovina”

    Giorgio

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