A Cuba addio ai viaggi in bus: le “guaguas” non hanno i ricambi

di REDAZIONE

Viaggiare in autobus nella capitale cubana sta diventando ogni giorno più difficile, giacché “negli ultimi tre anni i veicoli a disposizione dei passeggeri, da mille che erano, si sono ormai ridotti alla metà”. Lo ha ammesso sulla stampa un responsabile del trasporto pubblico all’Avana, secondo il quale il principale problema è che “gran parte” dei bus sono guasti e non possono essere riparati per mancanza di pezzi di ricambio. I mezzi guasti sono in maggioranza vecchie corriere di fabbricazione sovietica, mentre le autorità stanno concentrando i loro sforzi nella riparazione dei Yutong cinesi, un po’ meno vetusti.

Secondo Joel Beltran Archer, direttore dell’azienda comunale dei trasporti, “i risultati del programma per il risanamento del parco veicoli cominceranno a vedersi fra la fine di quest’anno e gli inizi del 2013”. Il difficile rapporto fra la gente dell’Avana e le “guaguas”, come vengono chiamati gli autobus, fa ormai parte del folklore cittadino: quattro anni fa le autorità avevano annunciato un rinnovamento totale della rete, con l’arrivo di nuovi bus cinesi e il ritiro dei Metrobus: veicoli realizzati in loco alla meglio, con un lungo vagone rimorchiato da un camion. Siccome il vagone per il trasporto passeggeri – dove poteva salire oltre un centinaio di persone – era più alto nella parte anteriore del bus, gli abitanti dell’Avana avevano soprannominato questo tipo di veicolo “el camello”: molti si lamentavano del fatto che essi distruggevano l’asfalto e si muovevano con difficoltà nelle strade più strette, ma almeno tutti apprezzavano che potessero accogliere parecchi passeggeri.

Con la relativa apertura economica recente, che ha permesso l’arrivo di centinaia di taxi privati, alcuni cubani hanno trovato in ogni modo un’alternativa alla rete di trasporto pubblico, ma la differenza di prezzo resta notevole: una corsa costa in media 10 pesos (50 centesimi di dollaro), contro gli appena 40 centesimi di peso del biglietto dell’autobus. Tenendo conto dei problemi, gli abitanti dell’Avana sembrano organizzarsi comunque con filosofia e tanta pazienza. Come Delia, un’impiegata che ogni giorno deve percorrere circa 6 chilometri, andata e ritorno, per andare e tornare dal lavoro, e che ha detto: “Io non mi faccio problemi, nella borsa che porto con me ho di tutto, da una bottiglia d’acqua al pane con marmellata di guava. Cos sono attrezzata se mi tocca aspettare troppo a lungo la guagua”.

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3 Comments

  1. Ma dove sarebbero (state) le “vecchie corriere di fabbricazione sovietica”? Quelle che circolavano prima dei “camellos” erano Ikarus ungheresi.

  2. Brus says:

    Prova a fare il pendolare sui treni italiani forse e peggio, prova a prendere la metro a napoli, altro che cuba.

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