Cuba ai tempi del colera! Galera per chi osa informare

di SALVATORE ANTONACI

Per anni, strombazzando a tutto spiano le tesi del cineasta Michael Moore, l’intelligentsia progressista ha magnificato la meraviglia del sistema sanitario cubano, perla del regime comunista dei Castro Brothers. Il film-documentario “Sicko” descriveva con la velenosa retorica tipica dei miglioratori dell’umanità, o meglio degli autoincoronatisi tali, tutte le nequizie della medicina statunitense con il suo corollario di varie inumanità. Inutile star qui a riprendere l’armamentario che ogni buon propagandista illuminato è aduso declinare pubblicamente non appena qualche telecamera si accende a riprenderne il delirio.

Ora a guastare l’immagine consolidata che questi sicofanti si sforzano di diffondere, spesso con la complicità di media generosamente sussidiati dalla manona statale, interviene una drammatica epidemia di colera che sta investendo l’isola caraibica in questi giorni. Secondo fonti di informazione indipendenti, le uniche credibili, i morti sarebbero già quasi una trentina ed il contagio si sta diffondendo a macchia d’olio tra l’inerzia e l’impotenza delle autorità mediche locali.

E’ noto che il colera , come molte alte malattie del passato date prematuramente per debellate, continui ad uccidere decine di migliaia di persone in svariati angoli del pianeta, solitamente tra i più poveri e derelitti. Ma nel caso di specie sembra che a contribuire alla calamità sia stata la iattanza e la sufficienza colle quali i dirigenti hanno fronteggiato, per così dire, il tutto. Prova conclamata, qualora vi fosse necessità, della fallimentare ricetta socialista per il raggiungimento del bene comune. Che qui si è concretizzata con silenzi imbarazzati, disposizioni demenziali e scarsità delle seppur minime competenze del caso.

L’unica preoccupazione degli sgherri dell’Avana è stata, infatti, quella di disporre l’arresto per chi osasse divulgare notizie che potessero mettere a repentaglio la “pubblica sicurezza”. A farne le spese alcune tra le principali voci dell’opposizione democratica cubana, non guerriglieri barbuti ma miti bloggers e attivisti per i diritti umani come le famose “Damas de blanco” sui quali l’occhiuta vigilanza degli apparati di polizia si è , se possibile, intensificata. Molto attivi nel tentativo di gettare un fascio di luce su una situazione davvero grave gli ambienti dell’emigrazione in Florida che conservano, nonostante la repressione, referenti attendibili nella madrepatria. A quale grado di grottesca abiezione burocratica sia capace di giungere un governo poliziesco vi è prova inconfutabile nei certificati di morte stilati dai funzionari preposti alla sgradevole incombenza: “morte per insufficienza respiratoria acuta”. Un capolavoro nell’arte difficile dell’eufemismo. Richiama quasi alla mente la macabra fantasia dei coroner nei lager nazisti. Del resto, come noto, per entrambe queste mortifere ideologie, solo il lavoro (e la sofferenza) nobilitano l’uomo.

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18 Comments

  1. maurizio ratti says:

    Per jimmie, flamen, Sante e Alessandro de Luca.

    Sono perfettamente d’accordo con il vostro punto di vista. A volte non si capisce se chi scrive sia più in malafede o più sprovveduto. Vedendo i disastri sociali delle vicine nazioni mix-coloured come Hispaniola, Guatemala e Honduras, a Fidel Castro i cubani dovrebbero erigere un monumento, anzi farlo santo subito. Nonostante le inique e dittatoriali sanzioni imposte dai governi sanguinari statunitensi nel corso di mezzo secolo, Cuba è riuscita a rendere la vita dei suoi cittadini accettabile ma soprattutto a conferir loro una dignità. Consiglio a chi non è di questa opinione di farsi un giro nelle Cavanas di Santo Domingo o di San Francisco de Macorìs dove le ragazzine dodicenni vengono sessualmente immolate al turismo con la connivenza delle autorità che non vedono e non sentono a dispetto delle leggi. Oppure sempre per restare in Repubblica Domenicana potrebbero andare a Boca Chica dove in pieno sole pomeridiano mediamente si subiscono un paio di tentativi di borseggio ogni mezzora e dove la criminalità è talmente diffusa che la gente spesso gira armata (pistole non temperini) e gli Holiday Resorts sono difesi da guardie con i mitragliatori (Hilton-Amaha). Ma il massimo lo si gusta ad Haiti, una vera bolgia infernale che da sempre è stata costretta ad eleggere, democraticamente s’intende, tutti i presidenti che gli USA hanno loro imposto. I dati del successo della ricetta liberista si commentano da soli : 9 milioni di abitanti (forse, non si sa, non hanno le anagrafi), dei quali l’80% vive con meno di 1 dollaro al giorno, il 46% è analfabeta, dove non esiste più un albero perchè hanno ceduto le concessioni forestali di sfruttamento alle solite multinazionali rapaci e quel poco che rimaneva se lo sono arso per cucinare. La disperazione più nera, che a qualcuno fa persino rimpiangere i tempi dei Ton-Ton Macoutes e di PAPA DOC. Si perchè gli americani hanno questo dono, ti riabilitano il dittatore più efferato e di merda della storia che al loro confronto è pur sempre migliore. Rammentando infine che il colera ogni tanto scoppia anche in Italia, per esempio in Puglia che non è il Bangladesh, vorrei sottolineare che nella politically correct Europa ogni tanto parte qualche batterio che infetta 2000 persone e ne uccide 34, si sospetta prima dei pomodori, poi dell’insalata, indi dei cetrioli e dei germogli di soia, infine non si sa più niente e non è mai colpa di nessuno. Evidentemente non è che in Crante Cermania l’informazione appaia poi tanto più perfezionata. Stendo un velo pietoso su quella italiota che dopo ben 30 anni non ha ancora tolto il segreto sulle stragi di stato, per non inguaiare probabilmente i paesi occupanti,…pardon alleati. Ma si sa il feeling delle fonti indipendenti affascina anche il più valido dei giornalisti, non è il caso in questione, riuscendo perfino a convincerli che gli USA sono andati sulla Luna, che Bin Laden ha organizzato l’11 settembre, che lo scudo spaziale viene dispiegato contro i missili Iraniani, che le rivoluzioni in Siria e in Libia sono spontanee, che Saddam Hussein aveva le armi di distruzioni di massa, che Goldman Sachs con centinaia di miliardi di dollari di derivati è una banca sicura, che esiste l’economia di mercato, ed altre simili amenità.
    Spero in futuro di non leggere più stronzate del genere che fanno male e dequalificano quella meravigliosa scommessa editoriale che è l’Indipendenza, un ottimo giornale online che apprezzo e leggo quotidianamente.
    Ah, per la cronaca, mai sono stato e mai sarò comunista in vita mia. La presente serve solo per ripristinare un pò di obiettività su Cuba e dintorni.

    • lafayette says:

      ecco un altro cui piace ostentare tutto il proprio disprezzo per quel sistema delinquenziale che lo ha nutrito e pasciuto per decenni. Sistema, che tra, parentesi, fa schifo pure a me non essendo certo un cultore della democrazia rappresentativo-oligarchica e del corporatismo assistito. Buon viaggio, compagno o camerata o ultrademokratico che tu sia! Corea del Nord o Cuba o altro ancora ti attendono. hai solo l’imbarazzo della scelta

      • maurizio ratti says:

        La battuta spicciola è indicativa di colui che non è in grado di argomentare e replicare alla logica e alle evidenze.
        Aggiungo che nessun sistema mi ha nutrito semmai è il contrario, sono io che con tasse, onestà, lavoro, studio e socialità, ho ampiamente contribuito, obtorto collo, alla crescita dell’impero Angloamericano in qualità di cittadino di una colonia asservita.
        Personalmente a Cuba ci son già stato.
        Ritengo invece che la destinazione tua più adeguata sia il Bar Sport.

  2. oppio 49 says:

    bhè, io a cuba ci sono stato e tutte queste magnificenze non le ho viste… che ho visto invece è la povertà, l’odore di fogna a l’avana, l’uso di tre diverse divise monetarie, mercati a dir poco spogli e condizioni di vita da vero regime poliziesco. polizia ad ogni angolo delle strade semplicemente per impedire che i turisti venissero importunati (leggi con richieste varie da parte della popolazione indigente). del sistema sanitario ne avevo sentito parlare da alcuni amici che sono komunisti (ancora oggi) ma non sono in grado di dare giudizi. certo se tanto mi da tanto devono essere malmessi anche li. negli stati uniti è peggio… non facciamo paragoni; lì, per lo meno la possibilità di curarti esiste.. a cuba non ne sarei così convinto.

  3. Unione Cisalpina says:

    i danni fatti dal kastro_komunismo sono enormi … basti pensare ke hanno stordito talmente il popolo da renderlo, pratikamente, un ammasso di zombi inkapaci d’intendere e volere … sono kome inebetiti…

    pensate ke una timida apertura all’iniziativa privata l’hanno dovuta introdurre a forza e sono dovuti intervenire gli stessi Raùl e Fidel x invogliare la gente a fare kualke lavoretto in proprio (spiegando loro kome fare e rassikurandoli sulla liceità) xkè non sapevano kome fare… kompletamente privi d’iniziativa… smarriti …

    oh kuesta liberalizzazione riguarda i barbieri, parrukkieri, imbiankini, karrozzieri, mekkanici, idraulici, muratori, gommisti, baristi etc. ed altre attività pikkole artigianali e/o kommerciali (bankarelle)

    la prostituzione, kuella non era mai passata di moda… solo ke fottevano privatamente x poki spiccioli (il turismo sessuale pratikato da tanti a kuba, è ben konosciuto… tristemente)…

    il danno del kastrokomunismo non si limita solo all’isola, ma sta ora invadendo anke il kontinente meridionale

    kosì kome Kastro, invokando Josè Martì, impose il suo komunismo nikilista e lagher a cuba,

    pure Ortega fa in Nikaragua, invokando Sandino (Ke non era komunista x nulla) x imporre il suo ke kiama socialismo

    in venezuela ha trovato akkoglienza kon Chavez (un mentekatto militare) ke si krede la reinkarnazione di Simon Bolivar ed agisce di konseguenza… fraudolentemente, xkè dice di rifarsi a Bolivar e kome uniko interprete lo strumentalizza x kiamare il suo regime “Bolivariano” dietro kui xò naskonde e pratika il suo komunismo becero, razzista ed anti occidentale…

    l’uomo ha karisma ed è un ottimo oratore… ma assai konfuso e megalomane… kome tutti i dittatori (anke noi ne abbiamo fatto esperienza) dikiara d’amare il poipolo 😀 e lo militarizza “normalizzando tutto” …

    sai ke futuro di libertà e giustizia ! … la sua è solo kuella livellatrice, tombale

    la kosa grave è ke nel Mercosur trova altre vittime, Bolivia, Ekuador, Uruguay … Paraguay …

  4. jimmie says:

    Quanti pre-concetti, quanta (ahimè) mis-conoscenza della situazione (per essere eufemistici), quanta ideologia da strapazzo. Uno degli attrezzi piu’ familiari per portare il cervello della gente all’ammasso è il para-occhi mentale. Vide licet, è luogo comune ripetere che Cuba è ‘povera’ e che i Cubani, se solo fossero ‘liberi’ di andarsene, fuggirebbero dal loro paese in un istante per cercare ricchezza, ‘liberta’ e democrazia’.
    Ne segue, persino con la logica di Bertoldino, che negli altri paesi ‘democratici’ dell’America Centrale, la gente è ricca e soddisfatta della propria libertà. Si da’ il caso, tuttavia, che masse bibliche di messicani, salvadoreni, guatemaltechi, etc. si stipano al di là del confine per passare negli US of A, con le ben note caterve di arresti, espulsioni, ricorrenti episodi di schiavismo, massacri, decapitazioni, traffico di droghe, di armi etc.
    Allora, per il noto principio che non può essere simultaneamente vera un’idea e il suo contrario, o Messico et al. sono ‘democratici’ e ‘ricchi’ o non lo sono (viste le conseguenze telegraficamente descritte).
    Tralasciando il fatto che i cubani sono liberissimi di andarsene da Cuba, ma e’ il governo americano a non rilasciare i visti.
    E’ facile sparlare di Cuba senza conoscerla – dopo tutto anche l’Aretino di tutti sparlò fuorché di Cristo scusandosi col dir “Non lo conosco”. Sospetto che l’autore dell’articolo in questione a Cuba non abbia mai messo piede – in ogni caso non farebbe male a seguir l’esempio dell’Aretino buonanima.
    Jimmie
    http://www.yourdailyshakespeare.com

  5. flamen says:

    Questo articolo su Cuba è repellente come il suo autore ed il sito che lo ospita.
    Qui si denunciano i supposti metodi informativi da regime totalitario del governo cubano.
    Ma lo stesso sito si è ben visto dal denunciare i furti e le ruberie in casa propria ( vedi Italia ladrona) perpetrato da anni da quegli accoliti leghisti che vi foraggiano con le briciole di quello che hanno rubato.

    Flamen

  6. lafayette says:

    Premetto che il sistema americano, pur vantando eccellenze, presenta inefficenze enormi. Ma più o meno tutto è sotto l’occhio dell’informazione. Non so se avete presente cosa sia uno stato di polizia alla maniera in cui lo intendono comunisti e fascisti vari

    • maurizio ratti says:

      Ma tu hai mai vissuto in un regime comunista? Io sì in Ungheria nel 1981 e in DDR nel 1986, 6 e 2 mesi rispettivamente. Ti posso assicurare che ormai Stati Uniti e Italia hanno ampiamente superato il grado di controllo poliziesco che riscontravi in quei paesi. A Budapest poi era veramente all’acqua di rose.

      • lafayette says:

        Ho conosciuto gente che mi ha fornito una diversa opinione. Per quanto stiano degenerando le sedicenti democrazie occidentali il grado di abiezione di quell’altro sistema non è stato ancora raggiunto, ancorchè ci si avvicina giorno per giorno e l’Italia ne è prova lampante

        • maurizio ratti says:

          Non si parla di abiezione, illogicità, inefficienza o ideologia fallimentare. Si parla di stato di polizia. Il sistema di delatori in Ungheria e DDR nonostante tutto l’impegno del regime, esercitava meno controllo e più concedeva più libertà di pensiero tra privati (non in pubblico ovviamente) di quanto non accada ora in Italia, tra intercettazioni telefoniche sistematiche, registrazioni bancarie, burocrazia e tracciabilità digitale. Negli Stati Uniti poi c’è addirittura la sorveglianza biometrica e qualche deficiente si fa inserire volontariamente il chip elettronico. Un paese di lobotomizzati. Allora se uno capisce bene, altrimenti se risponde argomentando di mele quando si discute di pere è inutile confrontarsi.

  7. lafayette says:

    Vedo che l’esercito di castristi e guevaristi in esercizio permanente effettivo si è mosso per smascherare il perfido calunniatore al soldo delle multinazionali

  8. sante says:

    Cuba è al di là delle critiche possibili perchè non è ragionevole paragonare un paese perennemente boicottato, minacciato, sabotato e talora attaccato militarmente dal suo enorme vicino imperialista a qualunque altro paese non soggetto all’embargo. Non essendo una potenza economica come la cina o la russia è peraltro bersaglio legittimo di ogni esecrazione, tanto sono dei pezzenti, a criticare il suo governo non si mette a repentaglio nessun affare importante.

  9. lafayette says:

    Semplicemente perchè non sono finanziati da un governo totalitario comunista, tutto qua. O perlomeno non ancora

  10. Alessandro De Luca says:

    Se i media cubani sono inattendibili perchè dovrebbero essere tali quelli “indipendenti”, in realtà finanaziati dagli USA che hanno un sistema sanitario semplicemente ignobile? P.S.:Negli Usa si muore ancora di diarrea in certe aree. Si attendono solerti liberi pensatori che diano pure queste notizie.

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