Cronache di 10 anni fa sull’immigrazione. Ridere o piangere?

FOTO DI REPERTORIOImmaginiamo di fare un salto, breve, nel passato, e di leggere cosa si scriveva 10 anni fa sul tema dell’immigrazione. Cosa affermavano alcuni magistrati e alcuni politici. Eccovi serviti.

di MARCELLO RICCI – Il procuratore nazionale antimafia aggiunto Emilio Ledonne ha dichiarato sul tema dell’immigrazione all’Agi a
Catanzaro il 21 giugno 2005: «Siamo di fronte a un vero e proprio mercato di schiavi. Ci sono dei calabresi che comprano in contanti delle ragazze bulgare per finalità di sfruttamento della prostituzione. Ma quello che è ancora più preoccupante e odioso è la vendita o la compravendita di ragazzi, di neonati e anche di persone per sfruttamento sul lavoro. Un altro aspetto che non è nuovo, ma è importante per le dimensioni che sta assumendo, cioè imprenditori calabresi e italiani si rivolgono a questa organizzazione criminale bulgara, per acquistare lavoratori. Qui ci troviamo di fronte al mercato dei veri schiavi. È inutile girarci intorno, la realtà è questa. C’è una fascia della nostra società calabrese e italiana che utilizza questi strumenti».

Per quanto riguarda il traffico di organi per Ledonne «questa è solo una ipotesi. Vi sono tracce in alcune conversazioni telefoniche che fanno ritenere che ci sia questa odiosissima ipotesi del traffico di organi. Certo è che l’immigrazione clandestina è un contenitore in cui c’è di tutto». Lo “ius solis” deve prevalere sullo “ius sanguinis”. Il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini mette il tema della cittadinanza tra le questioni «ineludibili per un centrodestra che si voglia confrontare con politiche serie e non con la demagogia».

Queste dichiarazioni sono state rilasciate il giorno successivo alla presentazione del libro di Livia Turco I nuovi italiani, a cui hanno partecipato anche il Presidente della Camera Casini e Massimo D’Alema e si sono dichiarati d’accordo nel fissare
alcuni punti di una futura politica dell’immigrazione:
«Sulla cittadinanza deve prevalere lo “jus soli” rispetto allo “jus sanguinis”», secondo Casini, bisognerebbe seguire l’esempio francese e arrivare a una forma di rappresentanza delle comunità islamiche italiane.
Livia Turco, responsabile Ds per il Welfare, presentando il suo libro ha dichiarato che l’immigrato è spesso una bandiera per aizzare la paura, quando invece oggi in Italia ci sono due milioni di immigrati che stanno cambiando in meglio la società italiana. Sostiene che tutti hanno il diritto di venire in Italia per cercare lavoro, esattamente il contrario di quanto prevede la Bossi-Fini (contratto di lavoro); una volta giunti in questo Paese, anche se irregolari, godono di tutti i “diritti” anche di quelli negati alle fasce più deboli degli italiani.

Gli stupri, purtroppo ricorrenti, le rapine, il mercato della droga e della prostituzione e la miriade dei piccoli furti, senza ignorare i reati minori quali la vendita di prodotti contraffatti e altro sono le attività preferite della maggior parte degli irregolari. È un quadro desolante; osannato da cervelli o piccoli o malati o votati alla distruzione del Paese. Si resta frastornati. Il problema dell’invasione (prima emergenza) di questo Paese deve essere visto anche sotto il profilo economico (seconda emergenza).

Un’analisi obiettiva della situazione globale induce a considerare i due problemi connessi
e interdipendenti. In questo momento in cui eventi internazionali e nazionali (costo del petrolio, export cinese, euro e altro) portano la nostra economia tra la stagnazione e la recessione, dipende come la si guardi, prima di fare la fine ingloriosa, penosa, miserevole sotto tutti i profili dell’Argentina, si ha l’obbligo di affrontare con rigore gli eventi.

Da Montezemolo a Bini Smaghi (rappresentante italiano nella Banca centrale europea), da Savino Pezzotta alla Corte dei Conti, da Joaquin Amunia al ministro Siniscalco, tutti, ma con diversi toni, concordano che la situazione economica italiana richiede interventi urgenti per il risanamento dei conti pubblici.

Senza essere esperti dei massimi sistemi economici, uno Stato, una Regione, un Comune, un’azienda, una famiglia per vivere debbono realizzare un sostanziale equilibrio tra le entrate e le uscite. In questo momento abbiamo uno squilibrio determinato da un aumento delle spese senza un adeguato aumento delle entrate. Purtroppo le spese aumentano non per gli investimenti (non sono una
passività), ma per la spesa corrente. L’unica strada percorribile è quella di tagliare gli sperperi e di aumentare la produttività.

I giovani padani hanno diffuso a Bergamo un manifesto con cui denunciano che un immigrato riceve un sussidio di 60 euro al giorno, ma non basta perché utilizzano tutto: dai mezzi pubblici, ai molteplici enti di assistenza (tutti pagati dai contribuenti); usufruiscono degli ospedali di cui non rispettano le regole, degli asili e delle scuole, ottengono con facilità gli alloggi comunali e altro; costano perché impegnano polizia, magistratura e affollano le carceri (molto onerose); tutti questi sono sprechi che non ci si può più permettere; non basta, incrementano il lavoro sommerso, altra piaga della nostra economia e il denaro che introitano e risparmiano lo spediscono ai loro parenti nei Paesi d’origine.

Non è dato sapere con cifre certe, la somma di tutti questi costi, ma sia pure con molta approssimazione con la sottrazione degli stessi, il rapporto deficit-pil migliorerebbe. Non basta. Il presidente Berlusconi ha parlato di un 40% di economia sommersa. Senza extracomunitari, ci si chiede sarebbe maggiore o minore. Forse anche in questo Governo qualcuno protegge il commercio
clandestino e il lavoro nero che vi è dietro.

A Ventimiglia una turista danese è stata multata per circa 3.000 euro per l’acquisto di un paio di occhiali contraffatti, caso unico; mentre
le migliaia di venditori di analoghi articoli infestano indisturbati le città, i paesi, i litorali e forsanche le strade del cielo senza che nessun tipo di Polizia provveda a reprimere il delittuoso fenomeno. Che dire poi delle spese per le inutili missioni militari; non danno gloria e sono molto opinabili sotto molti profili. La politica estera non si costruisce con il servilismo o nemmeno con gesti idioti che non danno prestigio, ma codificano l’immaturità politica (ci si riferisce alla mancata consegna di Abu Abas per l’omicidio Kingloffer sull’Achille Lauro). Di queste si conoscono i costi e in tempi di vacche magre tutto fa brodo.

Non basta: le molteplici spese per fini clientelari, i finanziamenti ad associazioni aleatorie nella sostanza e nello spirito tipo quella che riguarda gli ex garibaldini e tante altre in cui la creatività speculativa si è esercitata contribuiscono a far lievitare la spesa ed è difficile
cancellarle. Si paga un esercito dei consulenti, frequentemente inutili, come la terrorista Silvia Baraldini, cara all’ex (per fortuna) ministro della Giustizia Oliviero Diliberto, retribuita dal Comune di Roma come consulente per il lavoro femminile (quando ha lavorato?). Si evita per decenza e per limiti di spazio di trattare lo scottante tema del costo e dell’organizzazione del pubblico impiego.
Il ministro Siniscalco ha dichiarato che per rientrare nei parametri imposti dall’Ue occorrono due finanziarie; non si è in grado di
fare i conti, ma si è certi che eliminando tutte le spese che gli immigrati illegali producono, dirette e indirette, tagliando i costi delle
avventurose missioni militari ed eliminando le sovvenzioni agli enti e consulenti inutili si rientrerebbe immediatamente nei parametri richiesti e si riuscirebbe a meglio assistere i nostri anziani, i nostri malati, i nostri disoccupati che l’attuale euro-congiuntura confina nella
fascia della povertà.

Resta l’ineludibile riforma del pubblico impiego, da questa si potrebbero ricavare i fondi e anche le risorse umane necessarie per lo sviluppo e per la ricerca. L’attuale Governo ha le sue colpe e molte sono del ministro con il labbro cadente, cedevole come i suoi atteggiamenti verso l’invasione del Paese. Gianfranco Miglio è stato profeta nel prevedere che solo un vero Federalismo potrà realizzare l’unione delle nazioni italiche e che per realizzarla occorreranno alcune legislature.

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