Crollata la propensione al risparmio degli italiani. Grazie tasse!

di REDAZIONE

”Negli ultimi vent’anni la propensione al risparmio degli italiani si e’ ridotta di quasi due terzi, passando dal 22% all’8% circa del reddito disponibile. Occorre fare tutto il possibile affinche’ questo trend sia invertito al piu’ presto”. Lo ha detto il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, nella sua relazione ai mercati finanziari, in corso a Milano. Vegas ha sottolineato che occorre dare all’articolo 47 della Costituzione, secondo cui ”la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme”, ”una lettura dinamica e non meramente statica di tutela dell’esistente. Non bastano regole rigorose, controlli accurati e sanzioni esemplari, ma occorre creare il terreno perche’ il sistema economico e finanziario sia stabile e in grado di resistere alle fluttuazione dei mercati e perche’ l’economia sia vitale e garantisca una costante crescita del prodotto nazionale. Quest’ultima e’ una condizione indispensabile per realizzare il presupposto base di qualsiasi tutela del risparmio, ovvero che il risparmio possa concretamente formarsi”. Il presidente della Consob ha sottolineato che ”senza risparmio, e dunque senza accumulazione, non e’ possibile realizzare gli investimenti necessari per lo sviluppo economico e per offrire un futuro alle giovani generazioni”.

Tutto bello e tutto vero, ma nessuno che dica che con una pressione fiscale salita ai livelli più alti d’Europa, ma con un livello dei servizi che non è certo quello dei Paesi scandinavi, il risparmio non poteva che diventare una chimera.

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