Crociate e Camorra… quello che la politica non legge. E si vede dalle cazzate che fa!

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di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI –   Nella mia continua e piacevole ricerca di libri,  ne ho trovati due , per caso (ma non troppo) che mi permetto di invitare alla lettura.

Arrigo Petacco  “L’ultima Crociata” – Petacco è uno storico che stimo molto anche perchè lo considero persona scrupolosa nelle analisi e stringata nei giudizi. L’ultimo che ho letto e sopra citato , mi ha colpito in modo particolare forse anche per una indicativa similitudine con il momento storico che stiamo vivendo.

La prima cosa che viene ampiamente riconfermata è che la PRIMA crociata, organizzata dal Papa Urbano II nel 1095 è stata causata da ben due invasioni islamiche  (Spagna e Sicilia) e da innumerevoli, insopportabili scorrerie su tutte le coste del mediterraneo con il ben noto corredo di ruberie, massacri e riduzione in schiavitù di bambini e di fanciulle. Quindi le crociate sono state una risposta violenta della cristianità, ad azioni violente deglio islamici.

“Fate la guera a quelli delle Scritture (ebrei e cristiani) che non credono nella verità…… “dice il Corano. Saraceni e barbareschi si erano convertiti all’islam in quanto trovavano nel Corano pieno riscontro di giustificazione delle loro azioni criminose. Tutto sino alla conquista ed al mantenimento di Gerusalemme. Agli inizi del XIII secolo ci fu l’assalto finale ed il crollo del regno di Gerusalemme.

Sotto Murad II I turchi islamici conquistarono Salonicco, la Bulgaria e la Bosnia. Al  Kosovo si svolse la prima battaglia ricordata ancora oggi dai Serbi. Cade Costantinopoli difesa strenuamente da europei, principalmente genovesi e veneziani Negli anni successivi alla caduta di Costantinopoli Mehmed II  conquista la Serbia. Ultima a cadere fu l’Albania , guidata dall’eroe Skanderbeg. Romania e Bosnia subirono la stessa sorte con atrocità moltiplicate. Alla morte di Mehmed II vi fu una lunga tregua Il Solimano, giovane erede, riprese a combattere e conquistò l’Ungheria. Nel 1566 Solimano riprese a invadere i Balcani ma la morte lo fermò. Il successore Selim II completò il quadro con la conquista di Cipro dove il comandante supremo Bragadin , che si era arreso dietro la promessa dell’onore delle armi venne spellato vivo. Nel 1571 PioV  forma la Lega Santa che il 7 ottobre  1571 a Lepanto ottiene una famosa schiacciante vittoria.

Episodio da ricordare

“le aggessioni condotte senza artiglieria e con meno di 5000 uomini non possono essere considerate violazioni della pace”  frase detta dal Gran Visir Koprulu a Leopoldo I ( vi ricorda niente di oggi?) Dopo la Guerra dei Trent’anni, Ahmed Kuprulu 1663 riprende l’invasione. Leopoldo I  convoca a Ratisbona I principati germanici sotto la guida di Raimondo Montecuccoli il quale, nell’estate 1664  sul fiume Raab e precisamente presso il Convento San Gottardo infligge una pesantissima sconfitta agli islamici.

1683 . Anno fatale!

Ricordare sempre che per i turchi Vienna da conquistare era la Mela d’Oro, mentre Roma era ( e rimane) la Mela rossa. Kara Mustafa , succeduto  a Ahmed Koprulu deceduto, riparte di nuovo contro Vienna sotto la spinta di Mehmed IV . Il frate cappuccino Marco d’Aviano diventa il leader della nuova alleanza cristiana contro il pericolo turca che stava nuovamente muovendosi nei Balcani. 14 luglio 1683 inizia assedio di Vienna.

“Pace a colui che si sottomette” è la frase che Koprulu rivolge ai viennesi ( con il solito sottinteso intendimento). Carlo di Lorena e Giovanni Sobieskj assumono il comando dell’esercito cristiano a cui appartiene anche il giovane Eugenio di Savoia Patto fra i governi cristiani viene siglato a Ratisbona il 5 marzo 1684 ( ricordiamoci sempre Ratisbona!). A Mohacs sconfitta degli islamici e relativa conquista dell’Ungheria. Due anni dopo viene presa Belgrado  (1691) Dopo una pausa a fine agosto  1697 Mustafà II ci riprova su Vienna e a Zenta viene definitivamente sconfitto. Con la pace  di Calowitz , il 26 genn 1699, gli invasori islamici sono definitivamente sconfitti.

Due piccole considerazioni Papa Benedetto XVI a Ratisbona , in un discorso di allarme rivolto ai cristiani, fa infuriare islamici e filo islamici e fornisce ottima esca a quelli che successivamente lo cacceranno. Papa Francesco, invece, cala pesantemente la mano su l’Ordine del Cavalieri di Malta che , per la difesa del cristianesimo aveva sacrificato le proprie vite per ben due volte a Malta e si è sempre strunuamente battuto , e si batte ancora, per la cristianità.

Ed eccoci al secondo libro

Marc Monnier “La Camorra”

L’autore inizia con una serie di definizioni la cui più puntuale, a mio modesto avviso è: “Estorsione organizzata” relativa alla Camorra e, ancora: “ I napoletani , chiamano camorra ogni abuso di influenza e di potere, e affermano che questa lebbra esiste in tutte le classi della società”. Ma chi è questo Autore? Monnier è un francese cresciuto a Napoli dove ha trascorso la sua giovinezza sino al 1832. Non è uno storico , ma un autore di parecchie opere letterarie parastoriche.

Questo signore pubblica il libro  in data 1862 dove illustra il risultato di ua serie di ricerche relative alla Camorra. Parte con una serie di definizioni più sopra citate. Definisce gli obbiettivi dell’organizzazione, per passare alle origini che avvengono in terra di Spagna (Siviglia) tra il 1588 ed il 1603. Al tempo di Cervantes e anche prima! Con l’invasione spagnola dell’Italia meridionale il virus non solo si trasferisce, ma si rinforza si espande.

Infatti mentre in Spagna la camorra era costituita sostanzialmente da ladri e grassatori, arrivando in Campania ha abbracciato tutte le categorie sociali, anche le più impensabili. Per questo l’A. asserisce che la colpa del male non è da attribuirsi al solo popolaccio, ma a tutti coloro che potevano ricavare vantaggi, compreso gli uomini di polizia e di governo. Credo che , a questo punto sia indispensabile confrontare questo libro con la pubblicazione “ Cosa di cosa nostra” scritto dal grande cittadino, caduto in combattimento contro la mafia Giovanni Falcone in cui lui, siciliano puro sangue afferma “la mafia è nel nostro DNA”. Evidenziando così  quanto conta la coscienza del singolo individuo se vuole  superare un pesantissima handicap culturale.

Dopo è a disposizione una vasta letteratura sull’argomento, ma già con queste due si può meditare e trarre conclusioni vicine alla realtà , al dilà di ogni propaganda.

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4 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    Suggerimenti interessanti.

  2. Maloenton says:

    La Camorra esiste perchè è sempre stata il braccio destro dello Stato italiano fin dalla nascita dell’Italia e con cui continua a fare le “trattative segrete” ormai non piu’ tanto segrete. Gli “imprenditori” stranieri come i padani, i tedeschi, i toscani, veneti e altri hanno contattato i capi della Padania, dell’Italia e la Camorra per sversare i rifiuti nucleari e non in Campania determinanto la morte per cancro di migliaia di persone. Ora gli imprenditori padani che hanno la villetta in Brianza e che a Natale vanno alla messa santa con la famiglia, hanno le mani sporche di sangue, e sono altrettanto camorristi quanto quelli napoletani con cui hanno fatto affari…
    http://www.vesuviolive.it/cultura-napoletana/108784-7-settembre-1860-garibaldi-entra-a-napoli-scortato-dalla-camorra/

    • Castagno 12 says:

      Riguardo agli “IMPRENDITORI PADANI” vada un po’ a spulciare i cognomi.
      Vedrà che la percentuale di quelli autoctoni si riduce di molto rispetto alla sua versione che manifesta una patologica acredine.
      Però non rispondete MAI quando vi si pone questa domanda:
      ” PERCHE’ NON CHIEDETE LA SECESSIONE ? “

    • gian luigi lombardi-cerri says:

      Ormai è proprio uno standard . I guai del sud sono dovuti al nord e la soluzione dei problemi tocca al governo, ossia ad altri. Legga e impari a memoria quanto ha scritto Monnier oltre un secolo fa. E’ una fotocrafia dell’oggi !

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