Croazia: è come attraversare i campi minati. Una cartina antibombe per i profughi dalla padella alla brace…

di BRUNO DETASSISMigranti: Croazia, diffusa cartina con campi minati

Dì lì, tempo fa, passò una guerra. Qualcosa è rimasto, e muoversi come nulla fosse, in un territorio sconosciuto, è come muoversi in un campo minato. Appunto. Tanto che è stata stesa una cartina che segnala il pericolo di “campi minati” in Croazia, per informare i migranti siriani a raggiungere l’Europa passando per la rotta balcanica senza brutte sorprese.
Per indicare le mine piazzate durante la guerra del 1991-95, la mappa riporta macchie rosse lungo tutto il tratto del fiume Drava a nord di Osijek (dal confine serbo a quello ungherese) ma anche per una quindicina di chilometri a sud-est di Vinkovci e in altre cinque aree del paese, meno estese.

Non solo, perché la mappa antimina è stata accompagnata ad un’altra che avverte che la rotta attraverso Macedonia e Serbia è ormai interrotta (“closed” con tre punti esclamativi) dalla barriera di filo spinato ungherese. La freccia che indica ai migranti dove andare fa quindi una deviazione verso ovest tracciando l’ “open route”, appunto attraverso la Croazia, dove però ci sono i campi minati lungo la Drava. Insomma, è “trabocchetto” continuo.

Su questa emergenza fino ad oggi sono stati dati i numeri dei migranti, i loro arrivi, le vittime, gli arresti, ma nessuno ha ancora ricordato che sono “circa 51.000” le mine delle guerre balcaniche degli anni Novanta ancora interrate in Croazia. Lo segnalava di recente soprattutto il sito della Cnn citando il “Centro di azione sulle mine croato” (Hcr) Il governo di Zagabria sostiene però che i campi minati sono chiaramente indicati da grandi cartelli, aggiunge il sito della tv americana. Un consulente del Centro anti-mine, Hrvoje Debac, ha detto che il suo Ufficio ha esortato i migranti a seguire le strade evitando la boscaglia.

A mettere in guardia i migranti è anche “Medici senza frontiere” (Msf), l’organizzazione internazionale privata che porta soccorso sanitario nelle zone di crisi. “C’è bisogno di rotte sicure e legali adesso: i profughi alla ricerca di vie per aggirare le nuove restrizioni frontaliere potrebbero inavvertitamente incappare in campi minati dei Balcani”, si afferma in un tweet citato dalla Cnn che fa implicito riferimento alla barriera anti-migranti creata dall’Ungheria poco ad est del territorio croato reso pericoloso dalle mine.

Dalla padella alla brace?

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