CRISTIANI IN EGITTO: IL 6 OTTOBRE CONFERENZA ACS CON PATRIARCA COPTO CATTOLICO

 

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Copti in Egitto: una comunità sotto attacco. Questo il titolo della conferenza stampa che Aiuto alla Chiesa che Soffre terrà il prossimo 6 ottobre alle ore 11 presso l’Associazione Stampa Estera.

La conferenza ospiterà la testimonianza di Sua Beatitudine Ibrahim Isaac Sidrak, Patriarca della Chiesa copto-cattolica in Egitto, per alcuni giorni in Italia ospite di ACS. Nel corso della visita sono stati organizzati incontri a Roma e Milano.

Il Patriarca descriverà le condizioni di una comunità recentemente ferita da gravi accadimenti quali le stragi avvenute nella Domenica delle Palme a Tanta e ad Alessandria e l’attentato del maggio scorso a Minya. «La Passione di Cristo continua oggi nel suo popolo», ha dichiarato il prelato copto cattolico in un messaggio di cordoglio.

«I cristiani in Egitto sono sotto attacco – ha affermato il direttore di ACS-Italia, Alessandro Monteduro – Per ACS è prioritario sostenerli, attraverso progetti concreti, ma soprattutto dando voce alla loro sofferenza e ospitando eminenti rappresentanti della comunità locale come Sua Beatitudine il Patriarca Sidrak».

La conferenza stampa avrà luogo alle ore 11 presso l’Associazione Stampa estera, in via dell’Umiltà 83/C a Roma.

All’intervento del direttore di ACS-Italia, Alessandro Monteduro, seguirà la testimonianza di Sua Beatitudine Ibrahim Isaac Sidrak ed il dibattito moderato dalla portavoce di ACS-Italia, Marta Petrosillo. Concluderà l’incontro il presidente di ACS-Italia, Alfredo Mantovano.

 

 

 

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One Comment

  1. Ma no, Bossi!: Stato-Regione vuol dire staterello! Il futuro è un’Europa costituita da una Confederazione di Stati sovrani, ciascuno dei quali sia una federazione di regioni etnicamente liberamente e linguisticamente distinte.
    Bossi dice che “Lo stato-nazione, in Spagna come in Italia, e’ in crisi”. Ma è in crisi perché non riesce più a imporre l’idea-forza (illusione!) che la Spagna o l’Italia siano “nazioni”. Bisogna tornare al concetto medievale di “nazione” (quando lo “stato moderno” non era ancora nato: e i “popoli” (le nazioni!) stavano o migravano sullo sfondo di un’Europa che era ancora quella dell’impero romano e poi degli imperi successivi (sacro romano impero di nazione germanica, impero ottomano ecc.). “Un-popolo-nel-suo-(!)-stato”: era questa l’idea francese, fascista, nazista (la Russia sovietica voleva essere un impero di tipo francese e coprì a parole la differenza etnica con la differenza di classe proclamandosi internazionalista, ma la lotta di classe, contro l’imperialismo del capitale mascherava lo schiavismo etnico del gulag russo-sovietico (che, parlando dell’estinzione dello stato, inventò il capitalismo di stato). “Internazionalismo” voleva dire per Stalin “imperialismo” (i Russi comandavano e gli altri obbedivano; così, più in piccolo, nella Jugoslavia titina: i Serbi comandavano e gli altri obbedivano). Lo Stato-Nazione di tipo francese (patria della caccia alle streghe, al “sang impur” che “abreuve nos sillons”) è in crisi perché non è davvero nazionale (cioè composto di più nazioni e già vorrebbe dire federale) ma è la pretesa che un popolo, uno stato e una nazione debbano coincidere (ein Volk, ein Reich, ein Führer!): perciò Hitler, il mostro dell’analfabetismo politico-culturale, volle cacciare (gasare) tutti gli ebrei e quelli che fossero a qualche titolo stranieri, diversi. Perciò lo stato francese volle sempre costringere i suoi cittadini a parlare francese, e Mussolini volle ripulire la lingua italiana (niente più chauffeur, solo autista!). Gli inventori dell’Inquisizione, i Torquemada dello stato moderno nato dalla fusione tra Castiglia e Aragona e dalla Reconquista anti-moriscos e anti-maranos, rinascono nel sussulto autoritario di Madrid di fronte alla “messa in scena” catalana. Del resto, l’utopia della violenza ha le sue radici nella violenza (platonica) dell’utopia.

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