Crisi: una minoranza appoggia Berlusconi e il 40% non sa chi votare

di REDAZIONE

La decisione di Silvio Berlusconi di chiedere ai suoi ministri di rassegnare le dimissioni e la conseguente crisi di governo, non incontrano il favore della stragrande maggioranza del Paese. Questa sembra essere la linea di tendenza che emerge dalle rilevazioni dei sondaggisti interpellati dall’Adnkronos, il giorno dopo la tempesta politica scatenata dalla decisione del Pdl. Solo una piccola parte del campione interpellato (circa il 15 %, spiegano dall’Istituto Piepoli) accorda il proprio favore alla scelta del centrodestra. Mentre, come sostiene Mauro Pessato dell’Istituto Swg, «tra la maggioranza dei cittadini prevale la preoccupazione per uno stato di immobilismo politico che potrebbe avere fortissime ripercussioni sulla ripresa economica, vista anche l’attenzione crescente dell’Europa, nei confronti del nostro paese». «Dipende da quali saranno le prossime mosse -continua Pessato- il Paese per il momento è in attesa di vedere quali saranno le soluzioni adottate, se si cercherà il compromesso o si tratterà piuttosto di tradimenti e passaggi di schieramento. Allo stato attuale oltre il 40% del campione interpellato non esprime preferenze di voto. I prossimi giorni saranno decisivi per orientare questi indecisi».

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9 Comments

  1. Dan says:

    40% sono un bel numero di votanti. In teoria dovrebbero virare su grillo, in pratica sto tipo ha deluso tanti sostenitori della prima ora con le sue continue retromarce e l’incapacità di mettere un freno alle furberie ed i tradimenti di coloro che se siedono in una delle due camere lo devono solo a lui.
    Oggi, tanto per cambiare, ha minacciato a denti stretti che se gli italiani continuano a votare pd e pdl lui si tira fuori. Io mi chiedo come si tirerà fuori.

    Lo farà in punta di piedi disperdendo la massa dei suoi votanti cornuti e mazziati o slaccerà il guinzaglio ?

  2. Albert Nextein says:

    Attendo con fiducia il default.
    Ogni mia decisione in merito alle eventuali future elezioni dipenderà dalla risposta a questa semplice domanda : chi di questi farà quanto necessario al più presto per produrre il default che attendo ?
    Quello sarà il mio voto.

  3. Luigi Cifra says:

    concordo con barbara

  4. Giuseppe says:

    Caro Pessato, qui nessuno orienta più nessuno. Come può pensare che possano farlo dei partiti che non sanno neppure più orientare se stessi (se non per azzannare ricchezze altrui)?

  5. Barbara Vr says:

    L unica cosa utile da fare alle prox votazioni e non andare a votare e far si che una bella maggioranza del 60 70% dia un bel segnale a questi parassiti. Andare a votare vorrebbe dire essere ancora disposti a sostenere questa classe parassita partitica. Poi tutti in piazza e cacciar li tutti.

    • Gianfrancesco says:

      in piazza non ci va nessuno, da decenni orami, e meno sono quelli che vanno a votare, più facilmente i soliti noti si faranno votare da amici, parenti e partigiani interessati.

      • Alpe-Adriatico says:

        Già, e con percentuali oltraggiosamente bulgare, oltretutto.
        Grazie agli astensionisti di febbraio abbiamo ancora Monti e Casini.

    • Dan says:

      Non c’è bisogno di andare in piazza. Dopo l’astensione deve seguire una cosa sola ovvero la delegittimazione materiale dello stato, l’astensione totale dal suo mantenimento, lo sciopero fiscale totale.
      Tutto il resto sono solo parole vuote di significato e potere.

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